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Assicurezza, Univ, Assovalori su rappresentanza e Stati Generali della Vigilanza

Assicurezza

Il Presidente ASSIV, Matteo Balestrero, nella sua relazione all'assemblea ASSIV svoltasi giovedì 13 Novembre, in Fiera Milano-Rho, in concomitanza di Fiera Sicurezza 2014, relazione riproposta integralmente da S News, aveva lanciato un monito “non pensare ad una contemporanea razionalizzazione della rappresentanza datoriale pare non solo incoerente, ma poco lungimirante, ai limiti dell’autolesionistico” e subito dopo un invito “si dia vita a rinnovati Stati Generali, faccio un invito ai tanti di buona volontà, ma un settore come il nostro che ha questi numeri e che voglia essere preso sul serio, non può continuare ad avere otto sigle di rappresentanza datoriale”.

Prendendo spunto da quanto dichiarato dal Presidente ASSIV, S News ha rivolto un'intervista ai Presidenti delle Associazioni datoriali, ponendo loro due domande:

1.    Pensa che otto rappresentanze datoriali siano giustificate o no, considerato lo scenario attuale?

2.    Sarebbe d'accordo a costituire rinnovati Stati Generali della Vigilanza? Partendo da quali presupposti, con quali obiettivi, e con che scadenze temporali?

Qui di seguito le risposte dei Presidenti (in ordine alfabetico): Lino Busà, Presidente ASSICUREZZA; Luigi Gabriele, Presidente UNIV; Antonio Staino, Presidente ASSOVALORI.


Lino Busà, Presidente ASSICUREZZA
1. Ritengo  che nello scenario attuale ed in virtù di un comparto costituito da non più di 1000 aziende, 8 sigle datoriali appaiono eccessive.
Tutto ciò anche perché la stragrande maggioranza di esse condivide le politiche del Ministro dell’Interno, ha condiviso il DM 269/10, esprime identiche posizioni negli organismi istituzionali e quindi non si comprendono  le distinzioni sul piano programmatico, né su quello organizzativo.
Le divisioni appaiono quindi legate a fatti storici, piuttosto che ad interessi personali e di gruppi, più o meno familiari, poiché l’azione associativa non prefigura scelte “politiche” differenti, e o una diversa visione del futuro della categoria.
Diverso è il ruolo di Assicurezza, che si è battuta coerentemente contro gli aspetti più penalizzanti  del DM 269/10  nei confronti dell’impresa minore e si batte per difendere le quote di mercato delle pmi nel comparto.
Assicurezza ritiene che occorre introdurre forti elementi di eticità nel settore, per certi versi ancora troppo chiuso all’innovazione e ai cambiamenti.

2. Gli Stati Generali della Vigilanza possono avere un senso se si confronteranno idee diverse, sebbene con spirito costruttivo, sul futuro del comparto.
Guai a continuare nella guerra grandi contro piccoli, declinando quest’ultimi come brutti sporchi e cattivi. E’ un clique stonato che suona come un alibi, per non fare i conti con politiche fallimentari, che tenuto conto del peso di certe associazioni nelle stanze ministeriali, interpella i comportamenti di alcuni leader storici della categoria.
L’articolazione degli Istituti, e quindi della loro rappresentanza,  deve corrispondere ad un mercato complesso dove agiscono il piccolo supermercato e la grande catena, i piccoli centri e le metropoli, cercando di offrire al meglio un servizio efficiente a tutte le fasce di clientela.
La vigilanza privata offuscata da scandali e fatti delinquenziali ha ormai una scarsa reputazione sociale. Da qui si deve partire per una forte autocritica sui comportamenti, per tornare ad essere credibili e quindi  partner della P.A. in un'idea di sicurezza integrata e partecipata.

Luigi Gabriele, Presidente UNIV
1. Certamente non sono poche, anche per il Paese dei mille campanili.
Peraltro, ad oggi, hanno risposto alle esigenze di rappresentanza di un sistema nato da una suddivisione del mercato per appartenenza “familiare” e, per questo, hanno subito la classica diaspora che, anche nelle migliori famiglie, interviene fra diretti e collaterali …
Allo stato, sia pure scontando un eccesso di prudenza e di staticità dei punti di riferimento, potrebbe iniziare un non facile percorso di riposizionamento.
Univ, a suo tempo, ha promosso la nascita di FederSicurezza proprio per questo.

2. “Stati Generali” è una definizione “forte”, ricompresa tra istanze rivoluzionare e conseguenze bonapartiste…
Allo stato, riterrei preferibile una partenza “low profile” centrata, nella fase iniziale, nella identificazione di possibili (in effetti esistono) obiettivi comuni di breve e medio termine, creando così una stanza di compensazione iniziale che cerchi di coniugare l’antistoricità di forti richiami ad un passato identitario e la oggettiva, anzi, inderogabile, necessità di saper coniugare processi di palingenesi senza per questo distrarsi dalle iniziative da non trascurare per non essere superati dalla galoppante mutazione genetica del mercato. Siamo comunque più che disponibili, anche a farci da promotori …

Antonio Staino, Presidente ASSOVALORI
1. Prendendo esempio dal “modus” di governo dell’impero Romano, “Dividi et impera”, senza ombra di dubbio 8 rappresentanze datoriali indeboliscono la forza rappresentativa di un comparto che, già di suo, è definito piccolo e che, fino a pochissimi anni fa, la normativa voleva frammentato con licenze limitate al territorio ed al numero di addetti, creando quindi l’esigenza di fare nascere nuove associazioni per le Aziende che non si sentivano sufficientemente rappresentate, vuoi per dimensioni o per logistica.
Se ritengo giustificato tale numero? Vorrei rispondere con quanto Le avevo dichiarato in una intervista ad ottobre 2010, subito dopo la mia nomina a Presidente di Assovalori, a seguito di una domanda simile:
“ASSOVALORI” auspica il superamento dei personalismi dovuti alla matrice “vigilantina” di troppe piccole aziende, con grandi difficoltà relazionali. ASSOVALORI, nutre l’ambizione di proporsi-porsi quale collante e catalizzatore tra le diverse anime che ritiene debbano sì mantenere la propria identità, ma anche saper intervenire sul mercato con una voce unica e unisona”.

2. Per quanto riguarda la costituzione di rinnovati Stati Generali della vigilanza, condivido la proposta del presidente Balestrero, con il presupposto di iniziare il nuovo dialogo degli operatori su interessi ed obiettivi comuni, il cui raggiungimento detterà i tempi, le scadenze e gli obiettivi futuri.

a cura di Monica Bertolo

Nella foto i Presidenti: Matteo Balestrero, Lino Busà, Luigi Gabriele, Antonio Staino.

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