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Biagino Costanzo: “La sicurezza nell’era della permacrisi”

Biagino Costanzo - La sicurezza nell’era della permacrisi

La sicurezza nell’era della permacrisi” – Il metodo di analisi e prevenzione che integra security, safety, legalità, sicurezza nazionale e cyber con un radicale cambio di paradigma, è il nuovo libro, già nelle librerie, di Biagino Costanzo (Davide Falletta Editore). Il manuale vede l’introduzione dell’On. Giacomo Stucchi e la Prefazione del Prof. Umberto Saccone. (ndr)

LA SICUREZZA NELL’ERA DELLA PERMACRISI

di Biagino Costanzo

Questo manuale vuole dare un contributo a favore della conoscenza approfondita e scientifica a materie delicate spesso sottovalutate. Dalla sicurezza dipende la qualità della vita delle nostre comunità in tutto il mondo e non può essere mortificata con una parcellizzazione diffusa e con il conseguente rischio di creare solo confusione. La sicurezza deve essere intesa quale integrata, ovvero un unicum che va dalla sicurezza dei confini territoriali, a quella fisica delle popolazioni di uno Stato, dalla protezione dei beni tangibili ed intangibili, alla security clearance, dalle infrastrutture critiche alla sicurezza delle informazioni e dei dati, dalla salute alla safety dei lavoratori, dalla cyber alla privacy, alla salvaguardia dei beni sensibili di uno Stato (vedi il Golden Power), da quella dei cavi sottomarini, alla sicurezza sociale che riguarda ad esempio l’usura, la corruzione, la ludopatia, dal terrorismo alla criminalità organizzata.

L’essere umano per sua intrinseca natura è sempre stato percorso da un sentimento d’incertezza nei confronti della realtà che abita e nei confronti di un futuro imprevedibile. La percezione della sicurezza, o dell’insicurezza, a seconda del grado d’incertezza caratterizzante una determinata società o individuo, ha contrassegnato ogni fase storica della realtà umana. Al fine di limitare l’incertezza e garantire la sicurezza (fisica, sociale, etc…), si è da sempre cercato di costruire reti di protezione che riuscissero a limitare sia la percezione d’insicurezza, sia l’impatto negativo di eventi incerti. Oggi non è più così, la paura nasce appunto dall’insicurezza, l’insicurezza dalla fragilità sia essa psicologica o/e fisica, in breve il rischio vero è che tutto possa essere manipolato per altri fini non certo decorosi.

I contributi

Come afferma l’On. Giacomo Stucchi (già Presidente del COPASIR) nella sua introduzione al volume “È tempo di dire la verità alle comunità. Questo volume vuole dare un contributo per far comprendere che tutto sta cambiando e velocemente. Quando l’autore parla di permacrisi, parla di questo, ci muoviamo continuamente da un’emergenza all’altra, è una condizione di crisi permanente, caratterizzata dal susseguirsi e sovrapporsi di situazioni d’emergenza a livello globale e non”.

Si insiste, anche in questo caso, in una visione integrata della sicurezza, abbracciando sia l’aspetto tecnico che quello antropologico, con un forte messaggio di protezione e consapevolezza sociale, riprendendo, se vogliamo, anche tecnicamente uno dei primi modelli, brevettato anni fa, dal Prof. Umberto Saccone (quando ricoprì l’incarico di Chief Security Officer del Gruppo ENI) il PAGE (Progettazione Analitica Gestione Emergenze).

Siamo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, che io definisco spesso, anche se vogliamo provocatoriamente, ETA (Evolution Technological Advanced). Tante le sue positività ma numerosi anche i rischi se mal gestita, così come in molti casi sono stati mal gestiti i social networks che, da innovativa intuizione sono giunti ad essere anche una, non imprevedibile, inondazione di fake news e una narrazione falsa degli avvenimenti, dove il rischio è la manipolazione e l’obiettivo è non far comprendere se una cosa è vera o falsa.

Gli obiettivi e i messaggi di “La sicurezza nell’era della permacrisi”

In breve si è voluto dar vita a un libro che non solo racconti la complessità e l’importanza della sicurezza nel mondo contemporaneo, dalla sicurezza fisica a quella cibernetica, includendo aspetti di geopolitica e psicologia sociale, ma che possa anche fungere da strumento di diffusione di conoscenza di una vera e propria “cultura della sicurezza”, per condividere questi valori con un pubblico interessato, attento alle cose che lo circonda e non vittima di quello che definisco il  “pensiero corto” o breve, superficiale sciatto, ma, di contro, costruttore di un pensiero “lungo”, approfondito, ragionato, consapevole, quindi efficace e anche di alto impatto culturale.

È assolutamente necessario che in un periodo storico caratterizzato dalla permacrisi, o come affermava il sociologo Edgar Morin di “policrisi”, istituzioni, imprese e professionisti debbano condividere esperienze e proposte per un approccio integrato alla tutela delle persone, degli assets e delle infrastrutture strategiche e alla diffusione della cultura del rischio e in particolare del “dovere di diligenza” che parte proprio dal confronto e dalla sensibilizzazione reciproca.

Questo manuale invita inoltre a superare la frammentazione normativa e culturale e la necessità di promuovere un approccio olistico. È urgente anche investire in misure di defiscalizzazione in ambito security e ricordare che gli investimenti in materia non sono un mero costo, bensì uno strumento necessario per governare il rischio.

Il libro interviene anche sul ruolo strategico della sicurezza privata all’estero e la necessità di istituire un partenariato pubblico e privato a cui affidare la sicurezza dei lavoratori e degli assets. Il messaggio è quello di saper cogliere l’immediatezza dei cambiamenti, pensando alla sicurezza come una necessità concreta integrando etica, competenze e responsabilità in un autentico cambio di paradigma.

“La sicurezza nell’era della permacrisi” vuole dare un utilissimo contributo non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto alla collettività, sempre più attenta a questi temi in questo periodo di crisi continua, e vuole dimostrare che la sicurezza, in tutte le sue declinazioni, può e deve diventare un elemento fondante di una governance moderna, un utile investimento che genera valore, fiducia e continuità.

Come afferma il Prof. Saccone nella sua prefazione “questo manuale non è solo un testo tecnico, ma un manifesto per una nuova cultura della sicurezza, etica, scientifica e integrata. È un invito a comprendere che solo attraverso un duty of care condiviso tra Istituzioni, Imprese e Cittadini si può restituire fiducia e stabilità a una società che vive nel tempo dell’incertezza. La security deve modernizzarsi e per farlo deve accedere anche ad un approccio linguistico moderno ed evocativo. La sicurezza non è solo un obbligo normativo, ma un fattore di competitività e sviluppo per l’intero sistema Paese”.

I recenti conflitti (Ucraina, Medio Oriente, Iran, Libano, Sud Sudan e tante altre tensioni globali) dimostrano che non esiste più una linea di separazione tra guerra e pace, né tra civile e militare. Ogni ambito, energia, logistica, salute, informazione, è potenzialmente teatro di ostilità ibride.

La sicurezza non è più un settore. È una condizione vitale per ogni attività umana organizzata.  Attraverso esempi concreti, riferimenti storici e casi reali, il testo spiega perché non esiste più una netta separazione tra pace e conflitto, tra ambito civile e militare. Ospedali, reti energetiche, porti, sistemi informatici e cloud sono oggi obiettivi sensibili, e un singolo attacco può generare effetti a catena sull’intera società.

La sicurezza deve assolutamente emergere non come un costo: deve essere intesa, una volta per tutte, come un investimento strategico, capace di proteggere innanzitutto le persone, rafforzare le organizzazioni e creare sviluppo. Un contributo pensato per diffondere consapevolezza su un tema spesso sottovalutato, da cui dipende direttamente la qualità della nostra vita quotidiana.

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