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Citytech e la Smart Society 5.0

Citytech e la Smart Society 5.0

Citytech e la Smart Society 5.0 è uno dei temi della settima edizione dell’evento. S News propone sull’argomento l’approfondimento a cura di Emilia Garito, CEO Quantum Leap IP ed Innovation Manager.

Buona lettura!

Nello scorso secolo, caratterizzato dall'epoca dell’Industry 3.0 (fase di industrializzazione in cui la robotica e l’automazione richiedevano ancora una forte interazione con l’uomo, prima di divenire sistemi tecnologici da esso autonomi nell’epoca dell’attuale Industry 4.0), il sistema economico ha guidato le scelte del consumatore indirizzandolo verso esigenze “latenti” che corrispondessero perfettamente ai prodotti acquistabili sul mercato, inducendo cosiÌ€ la creazione di nuovi mercati da soddisfare. A questo proposito ricordiamo la storica frase di Henry Ford che ha segnato l’era della produzione di massa: “Avranno l’auto che vorranno, del colore che vorranno, purché sia nera”.

Gli effetti di tale modello produttivo si vedono ancora oggi, nel XXI° secolo, in cui il paradigma si eÌ€ peroÌ€ completamente ribaltato e la nostra economia si eÌ€ andata progressivamente a basare su un’offerta nettamente superiore alla domanda e su una domanda sempre meno standardizzata. Oggi infatti, a differenza del recente passato, questo diverso rapporto tra domanda e offerta sta determinando una situazione del tutto inattesa per i produttori di tecnologia, i quali si vedono davanti alla necessitaÌ€ di capire le reali esigenze del consumatore e di essere in grado di rispondere a nuove richieste sempre più personalizzate. In questo contesto risulta molto difficile imporre bisogni che possano essere soddisfatti con prodotti standardizzati, mentre eÌ€ sempre più fondamentale per un’azienda poter diversificare la propria offerta produttiva, anche valutando possibilità di innovazione reperibile al di fuori delle proprie aree di competenza e ricerca.

Da qui la necessitaÌ€ attuale delle industrie di accogliere le proposte tecnologiche esterne ad esse e di esplorare nuovi modelli di business partecipativi e inclusivi, verso una cultura completamente aperta e antitetica a quella della precedente epoca industriale, che prende il nome di Open Innovation – ovvero, la capacitaÌ€ di acquisire dall’esterno l’innovazione di volta in volta necessaria per far fronte alle nuove esigenze del mercato e creare una vera e propria Super Smart Society del futuro. Questa Super Smart Society, di fatto, si basa sulla soddisfazione dei reali bisogni e si esprime in maniera esaustiva nel concetto giapponese di Society 5.0, ovvero una società tecnologicamente avanzata – Augmented Human Society – in cui il progresso eÌ€ progettato in chiave Human Centered, ovvero pensato per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell’uomo.

In questo obiettivo, un ruolo importante lo giocano soprattutto le industrie, la ricerca scientifica e naturalmente le istituzioni, le quali possono, meglio di altri, interpretare e proporre le esigenze del cittadino, facendole percepire globalmente e localmente come le nuove strade su cui costruire una relazione domanda-offerta che sia virtuosa, e soprattutto che possa essere risolutiva delle problematiche economiche e sociali. Il concetto della Society 5.0, dunque, va ben oltre le questioni economiche o di business e mira a costruire una società inclusiva e trasparente la cui visione utopistica, ma non per questo irrealizzabile, eÌ€ quella di un nuovo sistema produttivo in cui ognuno possa condividere le stesse opportunità e che garantisca una crescita economica e un benessere per tutti, senza discriminazione di età, genere, lingua o appartenenza geografica. La grande questione si gioca nella volontà dei diversi attori di renderla possibile.

a cura di Emilia Garito, CEO Quantum Leap IP ed Innov/ation Manager

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