Home » News » Attualità

Droni e sicurezza aumentata. L’esperienza di SAIPEM in CEPAV DUE

Cover Story n. 84 SAIPEM - CEPAV DUE

“Droni e sicurezza aumentata. L’esperienza di SAIPEM: dal Progetto Pilota CEPAV DUE alle nuove applicazioni” è il titolo dell’evento dal taglio tecnico scientifico tenutosi presso gli headquarters SAIPEM a Milano.
Focus del workshop: l’impiego di droni in sistemi integrati di security per la protezione di cantieri infrastrutturali, partendo dall’esperienza di Saipem fatta in Cepav Due.

E sono proprio Saipem e Cepav Due le protagoniste della Cover Story del numero 84 di S News. Sul tema, al centro dell’evento, la rivista tecnico scientifica incontra Davide Manunta, Chief Technology & Innovation Officer, Chief Operating Officer della Business Line Sustainable Infrastructures e Chief Integration Officer Saipem SpA, Franco Lombardi, Presidente Cepav Due e Corrado Miralli, Security Manager e CISO Saipem SpA.

Manunta, molti i contenuti approfonditi e i messaggi lanciati da Saipem a questo workshop. Quali i più significativi per il tipo di business dell’azienda?

Per Saipem, e in particolare per la Business Line Sustainable Infrastructures di cui ho la responsabilità, il messaggio centrale emerso è che il cantiere infrastrutturale non può più essere considerato soltanto un luogo fisico di esecuzione, ma deve evolvere in un sistema integrato, digitale e resiliente, nel quale tecnologia, processi e sicurezza concorrono alla creazione di valore lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
Il Progetto Pilota presentato rappresenta in questo senso un vero cambio di paradigma: non parliamo della semplice adozione di droni, ma della costruzione di un ecosistema tecnologico integrato, che combina piattaforme di comando e controllo, sensoristica distribuita, videoanalisi avanzata e capacità di intervento in tempo reale. Un modello che consente di governare la complessità dei cantieri infrastrutturali in modo più efficace e consapevole.
In questa chiave va letto anche l’approccio preventivo alla gestione dei rischi. La sicurezza dei cantieri e delle infrastrutture critiche non può più essere concepita come una risposta all’evento, ma come una capacità di anticipazione, riducendo drasticamente i tempi di scoperta e di reazione. È qui che l’integrazione tra droni operativi H24 in modalità BVLOS – Beyond Visual Line Of Sight – e piattaforme PSIM (Physical Security Information Management) dimostra il proprio valore strategico, consentendo una visione continua, georeferenziata e condivisa dell’infrastruttura.
L’incontro ha offerto inoltre un importante approfondimento sui benefici concreti derivanti dalla collaborazione tra settore pubblico e privato nella sicurezza del territorio. Un approccio che rafforza la capacità complessiva di prevenzione e intervento e che, nel concreto, consente – in caso di evento – l’attivazione tempestiva delle Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci.

I droni nella gestione dei cantieri di infrastrutture critiche rappresentano una frontiera competitiva. Come ne vede l’evoluzione e quale il ruolo di Saipem negli scenari prossimi e futuri?

L’utilizzo dei droni nei cantieri di infrastrutture critiche è destinato a evolvere rapidamente, passando da strumento di supporto operativo a componente strutturale dei sistemi di gestione e sicurezza. L’esperienza maturata sulla linea AV/AC Brescia Est–Verona dimostra come i droni in modalità BVLOS, integrati all’interno di un sistema più ampio di sensori e piattaforme digitali, permettano un controllo continuo di infrastrutture estese e complesse, superando i limiti della sorveglianza tradizionale.
Nel prossimo futuro assisteremo a un’ulteriore integrazione tra capacità di volo autonomo, analisi intelligente dei dati e processi decisionali. I droni non si limiteranno più a “vedere”, ma diventeranno nodi attivi di un sistema in grado di correlare eventi, attivare automaticamente protocolli di risposta e supportare il coordinamento con le Forze dell’Ordine e con gli altri stakeholders. La collaborazione tra Cepav Due, Saipem e gli attori istituzionali dimostra come competenze avanzate maturate da Saipem in contesti industriali ad altissima complessità — come la robotica subacquea e l’impiego di droni sottomarini per la sorveglianza di infrastrutture strategiche sottomarine — possano essere trasferite efficacemente alla sicurezza dei cantieri terrestri. Operare in ambienti subacquei ostili ha richiesto lo sviluppo di sistemi autonomi, affidabili e integrati, basati su sensoristica avanzata, piattaforme di comando e controllo remoto, e capacità evolute di analisi dei dati. Questo know-how consente oggi di applicare lo stesso approccio preventivo e metodologico alla sicurezza dei cantieri terrestri, integrando droni BVLOS, sensori e piattaforme digitali per anticipare il rischio e ridurre i tempi di reazione. La robotica subacquea non è quindi un esempio isolato, ma un fondamento industriale che rafforza il ruolo di Saipem come integratore di sistemi complessi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
In questo scenario si rafforza il posizionamento di Saipem non solo come costruttore, ma come vero e proprio abilitatore industriale di queste soluzioni. Non ci limitiamo a implementare tecnologie, ma progettiamo e governiamo sistemi complessi, affrontando in modo strutturato anche gli aspetti normativi, autorizzativi e di integrazione con le infrastrutture esistenti.
Il modello sviluppato è pensato fin dall’origine per essere esteso anche alla fase di esercizio dell’opera e ad altri contesti di infrastrutture critiche, confermando una visione di lungo periodo in cui innovazione, sicurezza e sostenibilità non sono elementi accessori, ma fattori strutturali di competitività industriale e di creazione di valore per il territorio.

Venendo a lei, Presidente Lombardi, la nuova linea AV/AC Brescia Est–Verona è un’opera strategica per l’Italia. Quale contributo può portare il Progetto Pilota di security presentato al workshop?

La linea ferroviaria Alta velocita/Alta capacità Brescia Est-Verona in costruzione dal Consorzio Cepav Due è un cantiere complesso di circa 48 chilometri dove si susseguono viadotti, gallerie, trincee, rilevati e fabbricati tecnologici.
È un’opera strategica, non solo per l’Italia ma per l’intera rete infrastrutturale europea, e oggi si trova nella fase finale dell’avanzamento lavori. In questo scenario, la nostra sfida non è più soltanto “costruire” ma proteggere quanto realizzato. Garantire che ogni metro di ferrovia sia preservata da furti e danneggiamenti è una priorità assoluta: tali atti comporterebbero, oltre a ingenti danni economici, la necessità di reperire materie prime oggi rare sul mercato, con conseguenti ritardi nei tempi di consegna dell’opera, che rientra nel PNRR.
Il Progetto Pilota di security che abbiamo adottato vuole garantire un monitoraggio continuo, giorno e notte, integrando droni, sensori e una piattaforma di comando remoto alla vigilanza tradizionale.  I primi mesi di tale sistema hanno dimostrato che la sicurezza dei cantieri può essere affrontata in modo preventivo.

Perché questo progetto è destinato a diventare un paradigma per i cantieri futuri?

Per la precedente tratta Treviglio – Brescia, in esercizio dal 2016, Cepav Due aveva già implementato un eccellente sistema integrato di sorveglianza. Grazie alla stretta collaborazione con le Prefetture e i tavoli interforze, abbiamo avuto risultati straordinari.
Con la realizzazione della linea ferroviaria Brescia Est – Verona abbiamo deciso di superare quegli standards, elevando ulteriormente il livello di precisione nel monitoraggio dei cantieri e oggi credo che ogni grande cantiere possa avvantaggiarsi delle innovazioni tecnologiche andando a monitorare in tempo reale lunghe distanze e aree impervie dove l’uomo fatica ad arrivare in tempi rapidi, garantendo così una supervisione costante delle aree.

Miralli, elevato lo standing della platea e in sala c’erano persone che hanno scritto e che continuano a scrivere la storia della security del nostro Paese, tra tecnologia e accademia, tra pubblico e privato. Quale l’obiettivo primario di questo workshop?

Abbiamo voluto condividere l’esperienza maturata con il Progetto Pilota di impiego dei droni su un cantiere esteso e complesso come quello del Cepav Due: il sistema presentato è un modello di security integrata, scalabile, dinamica, a basso impatto sulle attività di cantiere, gestito in tempo reale. L’integrazione tra droni, sensoristica e sistemi di supervisione consente una capacità di rilevazione precoce degli eventi e una gestione coordinata delle risposte, garantendo l’attivazione tempestiva sia della security privata sia delle Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci. In questo senso, il progetto rappresenta un’applicazione concreta del principio di cooperazione pubblico–privato in ambito security. L’obiettivo del workshop era proprio quello di stimolare un confronto qualificato su modelli di sicurezza integrata che, se adottati in modo strutturato, possono contribuire a rafforzare la capacità complessiva di prevenzione e protezione delle infrastrutture critiche e del territorio.

L’interesse suscitato dall’iniziativa, testimoniato dalla presenza di rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico e dei security managers delle principali aziende italiane, conferma la rilevanza di un approccio sistemico alla security, fondato su interoperabilità, condivisione delle informazioni e integrazione delle competenze.

In copertina, da sinistra: Franco Lombardi, Davide Manunta e Corrado Miralli

Condividi questo articolo su:

Fiere ed eventi

S NewsLetter

Rimani sempre aggiornato sulle ultime novità della sicurezza.

Ho letto e compreso la vostra privacy policy.