Exprivia, Pontrelli: dal dato all’insight per dimostrare il ROI della CTI

S News incontra Antonio Pontrelli, CyberSecurity Service Manager di Exprivia, per approfondire aspetti legati al ROI della Cyber Threat Intelligence (CTI).
Considerando che la Cyber Threat Intelligence (CTI) è spesso percepita come un costo, quali sono le principali sfide che devono essere superate nel processo di trasformazione ‘dal dato all’insight’ per dimostrare il suo Ritorno di investimento (ROI) e quali trends evolutivi si prevede la caratterizzeranno nel 2026?
La principale sfida nel passaggio “dal dato grezzo all’insight” risiede nella capacità di gestire l’enorme volume di informazioni non correlate, che devono essere normalizzate, contestualizzate e prioritizzate in base al rischio specifico dell’organizzazione.
Per superare la percezione della CTI come mero costo e dimostrarne il valore (ROI), è necessario misurarne l’impatto sulla sicurezza operativa, quantificando la riduzione dei tempi di rilevamento e risposta agli incidenti (MTTD/MTTR) e la prevenzione di attacchi mirati, traducendo ogni avviso CTI in un tangibile risparmio economico e reputazionale.
Entro il 2026, l’evoluzione della CTI sarà guidata dalla sua stretta integrazione con l’Intelligenza Artificiale e l’automazione per riconoscere patterns comportamentali emergenti in tempo quasi reale.
Sarà inoltre cruciale una maggiore cooperazione tra enti pubblici e privati, per far fronte alle minacce ibride e geopolitiche.
Nell’intervista che segue, Pontrelli di Exprivia analizza ulteriori aspetti.
Buona visione!












