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Farnesina e Security Manager: accordo per la sicurezza di chi lavora all’estero

Alessandro Manfredini Presidente AIPSA Task Force

AIPSA, l’Associazione Italiana dei Security Manager, e la Farnesina, l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, hanno siglato un accordo, un protocollo di intesa con l’obiettivo di rafforzare la cultura della sicurezza nelle realtà che impiegano personale all’estero.

Lavorare all’estero, anche in Europa, diventa sempre più pericoloso e le imprese non sono sempre adeguatamente strutturate per garantire ai propri dipendenti la sicurezza al di fuori dei confini italiani. La moltiplicazione dei conflitti internazionali, delle pandemie, degli eventi meteorologici estremi, uniti all’intensificarsi degli spostamenti su scala globale, rende sempre più importante per le imprese adottare comportamenti consapevoli e responsabili.

Con la collaborazione con l’Unità di Crisi si conferma e rafforza l’impegno di AIPSA, non soltanto a diffondere gli strumenti e i servizi che l’Unità di Crisi mette gratuitamente a disposizione di lavoratori e imprese all’estero, ma anche sul fronte della formazione in favore di chi ha la responsabilità della sicurezza dei propri dipendenti.

“Come associazione – sottolinea Alessandro Manfredini, Presidente di AIPSA – rappresentiamo numerose imprese che hanno interessi e presìdi più o meno permanenti al di fuori dell’Italia, tra le quali, ad esempio, gli operatori dell’informazione. La situazione è di evidente emergenza, se si pensa che nel 2022 sono stati uccisi 13 reporter e nel 2023 altri 3, praticamente tutti in Ucraina. È arrivato il momento di accendere un riflettore sul tema della “travel security” e prevedere un processo di valutazione del rischio per le imprese impegnate oltre i nostri confini. Non si può affrontare questo tema senza la dovuta preparazione, che parte dalla definizione di una “governance” con un “security manager” dai poteri decisionali ampi e dalla preparazione adamantina”.

Il protocollo d’intesa rimarrà in vigore per 3 anni e prevede, tra le altre attività comunicative, l’organizzazione di conferenze, convegni, esercitazioni e seminari, utili a raggiungere gli obiettivi comuni.

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