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Garante privacy: no alle body cam Polizia locale del comune di Pescara per rischio trasferimento dati verso Paesi extra Ue

Garante privacy - no alle body cam

Il Garante privacy ha dato “parere negativo alla valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali presentata dal comune di Pescara relativa alle body cam da fornire agli agenti di polizia locale nell’ambito delle attività ausiliarie di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria”, come risulta  dal Registro dei provvedimenti n. 743.

Perché il Garante privacy ha dato parere negativo alla valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali presentata dal comune di Pescara relativa alle body cam? 

Numerose le criticità riscontrate nel sistema – sottolineano dal Garante privacy – nonostante le indicazioni fornite dall’Autorità nel corso di più interlocuzioni. Per quanto riguarda la sicurezza delle soluzioni tecnologiche scelte, il Garante ha accertato che le modifiche inserite nell’ultima valutazione di impatto non forniscono risposta alle richieste di approfondimento tecnico formulate dall’Ufficio. In particolare, posto che il sistema informatico per la gestione dei dati elaborati dalle body cam è fornito da un’azienda statunitense, il comune non ha chiarito se tale scelta abbia tenuto conto di altre soluzioni presenti nel mercato e degli aspetti di protezione dei dati connessi a un trattamento ad elevato rischio come quello effettuato attraverso le bodycam.

Il Garante inoltre ha riscontrato l’assenza di misure di sicurezza in grado di escludere che il fornitore del servizio possa accedere in chiaro ai dati trattati dal Comune. Accesso che comporterebbe un trasferimento dei dati verso Paesi terzi, in violazione della Direttiva Ue 2016/680 e della normativa privacy.

Il trasferimento di dati personali per scopi di law enforcement, competenza non attribuibile alla società statunitense, è infatti regolato da norme specifiche che impongono rigorose garanzie per trasferimenti transfrontalieri, inclusi accordi vincolanti e un livello adeguato di protezione dei dati nel paese terzo.

Tra le altre criticità anche la presenza di una sim all’interno della body cam su cui non sono stati forniti chiarimenti”, concludono dal Garante privacy. 

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