Giornata europea per le vittime degli incidenti sul lavoro e la defiscalizzazione degli investimenti in sicurezza

L’istituzione dell’8 agosto quale Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità del lavoro rappresenta un passaggio importante nella costruzione di una cultura europea della prevenzione.
La scelta della data richiama la tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, nella quale persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, trasformando quella ricorrenza in un simbolo della tutela dei lavoratori e della responsabilità collettiva.
L’iniziativa, promossa dall’Italia insieme a Belgio e Ungheria e sostenuta dal Parlamento europeo e dalla Commissione, non introduce nuovi obblighi per imprese e datori di lavoro. Il suo valore è soprattutto culturale e politico: affermare che la sicurezza del lavoro costituisce uno dei principi fondanti dell’Unione europea. Ma la memoria, da sola, non salva vite.
Incidenti sul lavoro e defiscalizzazione degli investimenti in sicurezza
Ogni anno migliaia di lavoratori continuano a perdere la vita o a subire gravi infortuni. Dietro molti di questi eventi vi sono certamente errori umani, fatalità o comportamenti imprudenti, ma troppo spesso emergono anche carenze organizzative, tecnologie obsolete, formazione insufficiente e investimenti rinviati. In altre parole, la sicurezza ha un costo e, quando quel costo viene percepito esclusivamente come un onere, il rischio è che gli interventi vengano rimandati fino a quando l’incidente non rende evidente ciò che avrebbe dovuto essere prevenuto. Per questo motivo, accanto alla cultura della prevenzione, occorre una politica economica che renda conveniente investire nella sicurezza.
L’Europa e gli Stati membri dovrebbero affiancare agli obblighi normativi strumenti capaci di incentivare concretamente le organizzazioni che investono nella protezione delle persone. Un sistema di defiscalizzazione degli investimenti in sicurezza – attraverso crediti d’imposta, super deduzioni o altre misure premiali – consentirebbe alle imprese di destinare maggiori risorse all’innovazione tecnologica, alla formazione, ai sistemi di gestione, alla manutenzione degli impianti e alla protezione del personale.
Defiscalizzazione degli investimenti in sicurezza: un investimento sociale
Non si tratterebbe di un costo per lo Stato, ma di un investimento sociale. Ogni incidente evitato significa minori costi sanitari, previdenziali e assicurativi, minore perdita di produttività, minore contenzioso e, soprattutto, vite umane salvate. La prevenzione produce un ritorno economico oltre che etico.
Questa riflessione assume oggi un significato ancora più ampio. I rischi ai quali sono esposti i lavoratori non derivano soltanto da eventi accidentali. Aggressioni al personale, violenza nei confronti degli operatori sanitari, terrorismo, criminalità organizzata, sabotaggi, minacce durante le trasferte internazionali e instabilità geopolitica impongono una nuova visione della tutela dei lavoratori. L’obiettivo europeo della Vision Zero – azzerare morti e infortuni gravi – non potrà essere raggiunto limitandosi ai soli rischi accidentali.
Necessari sistemi di governance integrata
Sarà necessario adottare sistemi di governance integrata che comprendano valutazione delle minacce, analisi delle vulnerabilità, pianificazione delle misure di protezione, formazione continua, sviluppo di una cultura organizzativa della prevenzione e investimenti costanti. Ed è proprio su questi investimenti che la politica è chiamata a fare un salto di qualità.
Giornata europea per le vittime degli incidenti sul lavoro: sicurezza, un investimento da incentivare
La nuova Giornata europea non dovrebbe limitarsi a ricordare le vittime del passato, ma diventare l’occasione per lanciare una nuova strategia europea della prevenzione: fare della sicurezza non soltanto un obbligo giuridico, ma un investimento da sostenere e incentivare. Perché ogni lavoratore che perde la vita rappresenta una sconfitta per l’intera società. E quando una morte sarebbe potuta essere evitata con un investimento che non è mai stato realizzato, quella tragedia interroga anche le politiche pubbliche.
Incentivare la prevenzione: una responsabilità
Ricordare è un dovere. Incentivare la prevenzione è una responsabilità. Solo unendo memoria, cultura della sicurezza e politiche fiscali che favoriscano gli investimenti sarà possibile trasformare l’ambizione europea della Vision “Zero Morti sul Lavoro” in un obiettivo realmente perseguibile.












