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Iezzi: interferenze GPS aereo Von der Leyen? Non è un episodio isolato!

Pierguido Iezzi - Cybersecurity Director Maticmind

“Il caso delle interferenze GPS, o più precisamente GNSS, che hanno colpito l’aereo della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen durante l’avvicinamento a Plovdiv, non può essere letto come un episodio isolato”.

Così sottolinea Pierguido Iezzi, Cybersecurity Director di Maticmind che aggiunge: “Il caso si inserisce piuttosto in un contesto di crescente conflittualità ibrida in cui lo spazio e il cyberspazio diventano campi di battaglia integrati. In questo caso si è trattato di un probabile jamming deliberato, un disturbo delle frequenze che ha costretto i piloti a ricorrere a mappe cartacee e a un atterraggio manuale. Non un caso, anzi, soprattutto nel Baltico e nei Paesi dell’Est Europeo, queste occorrenze sono quasi quotidianità dal 2022 (con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina). Si tratta di un gesto che non produce danni fisici, ma manda un segnale politico: la vulnerabilità dei sistemi di navigazione satellitare può essere sfruttata a scopo di pressione o dimostrazione di forza. Una mossa ‘da manuale’ della guerra ibrida. Disturbo, insicurezza, quasi fastidio, per sgretolare il fronte interno dell’avversario. A questi episodi si somma l’allarme lanciato dall’FBI sul Center 16 dell’FSB russo, accusato di sfruttare vecchie vulnerabilità di una nota azienda multinazionale statunitense specializzata negli apparati di networking per installare accessi dormienti all’interno delle infrastrutture critiche occidentali. Non parliamo di spionaggio tradizionale ma di una vera preparazione del campo di battaglia digitale: la creazione di una rete di backdoor pronta a essere attivata in caso di escalation. Il filo rosso che lega questi eventi è chiaro. Si passa da azioni dimostrative e di deterrenza, come il jamming contro l’aereo di von der Leyen, a test operativi su larga scala, come lo spoofing nel Mediterraneo, fino a operazioni offensive a tutti gli effetti, come la paralisi delle flotte iraniane. Tutto converge su un’unica evidenza: lo spazio e il cyberspazio non sono più domini separati ma unificati in una dimensione strategica in cui supply chain, logistica e infrastrutture critiche diventano i bersagli privilegiati. Un solo anello debole può mettere a rischio la sicurezza economica e politica di interi Paesi. Quello a cui stiamo assistendo è la trasformazione dello spazio cibernetico e satellitare in un campo di battaglia permanente, dove la linea tra deterrenza, test e operazioni reali si fa sempre più sottile e dove la resilienza delle infrastrutture diventa la nuova misura della sovranità“, conclude Iezzi.

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