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International SOS Foundation e Il Dovere di Protezione

Il dovere di protezione - International SOS, Saccone

È di altissimo profilo l’evento promosso congiuntamente dall’International SOS Foundation e dall’Associazione Lavoro & Welfare sul tema: “Il Dovere di Protezione. Safety e Security: la tutela di lavoratori e aziende nei contesti di crisi”, che si terrà il 20 ottobre a Roma, presso la Nuova Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, in via Campo Marzio 78.

Il convegno, che inizierà alle 9:30, vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, esponenti di primo piano delle associazioni di categoria ed esperti del settore.

“I relatori – sottolinea Umberto Saccone, Senior Strategic Advisor Italy di International SOS – si confronteranno sulla necessità di superare l’attuale frammentazione normativa in ambito security, proponendo una visione olistica e un approccio integrato, in risposta a un contesto globale sempre più instabile e interconnesso, caratterizzato da minacce in continua evoluzione per lavoratori e organizzazioni”.

Il convegno si propone, infatti, di offrire un contributo concreto di analisi e approfondimento, rappresentando un’importante occasione di riflessione e confronto aperto e condiviso.

L’iniziativa è patrocinata da ASIS Italia e AIPSA e sarà seguita da S News.

La partecipazione all’evento è gratuita, ma i posti sono limitati.

Gli interessati sono quindi invitati a confermare al più presto la propria presenza, iscrivendosi al presente link.

In attesa del programma definitivo, ecco un approfondimento a cura di Umberto Saccone su alcuni dei temi del consesso.

IL DOVERE DI PROTEZIONE. SAFETY E SECURITY: LA TUTELA DI LAVORATORI E AZIENDE NEI CONTESTI DI CRISI

di Umberto Saccone, Senior Strategic Advisor Italy di International SOS

La sicurezza è oggi più che mai un bisogno universale, strettamente connesso alla protezione e alla stabilità della vita collettiva. In Italia, a fronte di circa 2,4 milioni di reati denunciati ogni anno, la percezione di insicurezza è accresciuta dall’evoluzione delle minacce, dalle lentezze della giustizia e dall’emergere di nuovi rischi, soprattutto digitali. In una società del rischio, la sicurezza deve essere affrontata come gestione collettiva dell’incertezza, attraverso un approccio integrato che unisca prevenzione, sicurezza fisica e digitale, cultura della legalità e collaborazione con il settore privato. Serve un “governo della sicurezza” unificato, che superi la frammentazione normativa e promuova un linguaggio comune, puntando su tre direttrici:

  • integrazione tra safety e security,
  • defiscalizzazione degli oneri per le imprese e
  • rafforzamento del partenariato pubblico-privato.

Il mondo del lavoro e il TU 81

Il D.lgs. 81/2008 rappresenta un riferimento essenziale per la tutela dei lavoratori, ma non ha seguito con la stessa rapidità l’evoluzione delle minacce globali e interconnesse, come i rischi cyber o geopolitici. La sicurezza resta frammentata tra ambiti fisici, informatici, ambientali e organizzativi, rendendo difficile una gestione unitaria dei rischi. È necessario adottare un approccio sistemico che integri le diverse figure professionali e i modelli di gestione ispirati agli standards internazionali (ISO 31000, 22301, 45001). La responsabilità del datore di lavoro si estende a rischi complessi e non delegabili. La sicurezza deve quindi essere trattata come un ecosistema integrato, con un’impostazione adattiva e documentata, in grado di proteggere tutti i lavoratori, ovunque operino.

Sicurezza sul lavoro e defiscalizzazione  

Gli infortuni sul lavoro in Italia continuano a rappresentare una grave emergenza, con oltre mezzo milione di casi e 1.200 morti nel 2024, per un impatto pari al 3% del PIL. Ogni decesso comporta un danno economico milionario e gli infortuni invalidanti hanno generato costi cumulativi enormi. A ciò si aggiungono i rischi per operatori sanitari, guardie giurate, autisti e lavoratori all’estero. Nonostante l’elevato costo sociale, manca un sistema fiscale che incentivi davvero gli investimenti in sicurezza, al contrario di altri settori economici. Un credito d’imposta strutturale per la sicurezza, esteso a persone, dati, infrastrutture e processi, potrebbe raddoppiare il mercato nazionale della sicurezza entro cinque anni, rafforzando occupazione, competitività e gettito fiscale. La defiscalizzazione favorirebbe anche la diffusione di modelli organizzativi certificati e l’integrazione tra safety, security e cybersecurity. In questa prospettiva, la sicurezza deve essere riconosciuta come fattore produttivo e competitivo, al pari di innovazione e digitalizzazione.

Partenariato pubblico privato 

La crescente complessità delle minacce rende indispensabile una collaborazione strutturata tra pubblico e privato. Occorrono tavoli permanenti e protocolli operativi che mettano in sinergia le capacità delle imprese e quelle istituzionali, prendendo esempio da esperienze estere di successo. Già il COPASIR aveva evidenziato l’importanza di un dialogo costante tra intelligence e security aziendale, ma in Italia questa funzione non è ancora pienamente riconosciuta nelle linee guida organizzative. La giurisprudenza ha però chiarito che la valutazione dei rischi di security rientra tra gli obblighi datoriali. Rafforzare il partenariato pubblico-privato significa costruire un modello di sicurezza moderno, basato su corresponsabilità e valorizzazione delle competenze, in grado di proteggere le persone e salvaguardare gli assets strategici della nazione.

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