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Manunta, Saipem: la sicurezza dei cantieri e delle infrastrutture critiche

Davide Manunta - Saipem SpA

Davide Manunta, Chief Technology & Innovation Officer, Chief Operating Officer della Business Line Sustainable Infrastructures e Chief Integration Officer di Saipem SpA, ai microfoni di S News approfondisce i molti contenuti del Progetto Pilota Saipem che vede l’utilizzo dei droni e le nuove frontiere della sicurezza avanzata per la security dei cantieri infrastrutturali.

“Il cantiere infrastrutturale – specifica Manunta – non può più essere considerato soltanto un luogo fisico di esecuzione, ma deve evolvere in un sistema integrato, digitale e resiliente, nel quale tecnologia, processi e sicurezza concorrono alla creazione di valore lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Il Progetto Pilota, presentato in Saipem, rappresenta in questo senso un vero cambio di paradigma: non parliamo della semplice adozione di droni, ma della costruzione di un ecosistema tecnologico integrato, che combina piattaforme di comando e controllo, sensoristica distribuita, videoanalisi avanzata e capacità di intervento in tempo reale. Un modello che consente di governare la complessità dei cantieri infrastrutturali in modo più efficace e consapevole.

In questa chiave va letto anche l’approccio preventivo alla gestione dei rischi. La sicurezza dei cantieri e delle infrastrutture critiche non può più essere concepita come una risposta all’evento, ma come una capacità di anticipazione, riducendo drasticamente i tempi di scoperta e di reazione. È qui che l’integrazione tra droni operativi H24 in modalità BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight) e piattaforme PSIM (Physical Security Information Management) dimostra il proprio valore strategico, consentendo una visione continua, georeferenziata e condivisa dell’infrastruttura.

Da sottolineare poi i benefici concreti insiti nel Progetto Pilota derivanti dalla collaborazione tra settore pubblico e privato nella sicurezza del territorio. Un approccio che rafforza la capacità complessiva di prevenzione e intervento e che, nel concreto, consente, in caso di evento, l’attivazione tempestiva delle Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci”.

Manunta: l’evoluzione dell’utilizzo dei droni nei cantieri di infrastrutture critiche e il ruolo di Saipem

Relativamente all’evoluzione dell’utilizzo dei droni nei cantieri di infrastrutture critiche e il ruolo di Saipem negli scenari prossimi e futuri, Manunta evidenzia: “L’utilizzo dei droni nei cantieri di infrastrutture critiche è destinato a evolvere rapidamente, passando da strumento di supporto operativo a componente strutturale dei sistemi di gestione e sicurezza. L’esperienza maturata sulla linea AV/AC Brescia Est–Verona dimostra come i droni in modalità BVLOS, integrati all’interno di un sistema più ampio di sensori e piattaforme digitali, permettano un controllo continuo di infrastrutture estese e complesse, superando i limiti della sorveglianza tradizionale.
Nel prossimo futuro assisteremo a un’ulteriore integrazione tra capacità di volo autonomo, analisi intelligente dei dati e processi decisionali. I droni non si limiteranno più a ‘vedere’, ma diventeranno nodi attivi di un sistema in grado di correlare eventi, attivare automaticamente protocolli di risposta e supportare il coordinamento con le Forze dell’Ordine e con gli altri stakeholders. La collaborazione tra CEPAV Due, Saipem e gli attori istituzionali dimostra come competenze avanzate maturate da Saipem in contesti industriali ad altissima complessità — come la robotica subacquea e l’impiego di droni sottomarini per la sorveglianza di infrastrutture strategiche sottomarine — possano essere trasferite efficacemente alla sicurezza dei cantieri terrestri. Operare in ambienti subacquei ostili ha richiesto lo sviluppo di sistemi autonomi, affidabili e integrati, basati su sensoristica avanzata, piattaforme di comando e controllo remoto e capacità evolute di analisi dei dati. Questo know-how consente oggi di applicare lo stesso approccio preventivo e metodologico alla sicurezza dei cantieri terrestri, integrando droni BVLOS, sensori e piattaforme digitali per anticipare il rischio e ridurre i tempi di reazione. La robotica subacquea non è quindi un esempio isolato, ma un fondamento industriale che rafforza il ruolo di Saipem come integratore di sistemi complessi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.

In questo scenario si rafforza il posizionamento di Saipem non solo come costruttore, ma come vero e proprio abilitatore industriale di queste soluzioni. Non ci limitiamo a implementare tecnologie, ma progettiamo e governiamo sistemi complessi, affrontando in modo strutturato anche gli aspetti normativi, autorizzativi e di integrazione con le infrastrutture esistenti.

Il modello sviluppato è pensato fin dall’origine per essere esteso anche alla fase di esercizio dell’opera e ad altri contesti di infrastrutture critiche, confermando una visione di lungo periodo in cui innovazione, sicurezza e sostenibilità non sono elementi accessori, ma fattori strutturali di competitività industriale e di creazione di valore per il territorio”, precisa Manunta.

Questi ed ulteriori temi nell’intervista che segue.

Buona visione!

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