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Bosello, Axel: le novità per il 2018

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S News incontra Patrizio Bosello, Presidente Axel.

Signor Bosello, dopo due anni di Ricerca & Sviluppo, Axel ha davvero molte novità per il 2018, presentate a Sicurezza, corretto?
È proprio il caso di dirlo: quest’anno in fiera abbiamo portato un sacco di novità, sia sul fronte centrali, sia sul fronte integrazione prodotti per il nostro sistema wireless brevettato Axeta, sia per quanto riguarda le centrali di fascia medio residenziale, la soluzione cloud, il portale, il software di programmazione nuovo Oberon X. Lo avevamo detto, e lo abbiamo fatto.

Quale la risposta?
Dall’afflusso che abbiamo avuto nei tre giorni di fiera, direi eccezionale. Abbiamo riscontrato un incremento quasi del 100% rispetto all’edizione precedente. Eravamo in dieci persone a presidiare lo stand e non abbiamo avuto un attimo di tregua. Alla fine della fiera eravamo profondamente stanchi, ma profondamente soddisfatti del risultato che abbiamo avuto, frutto, lo sottolineo con convinzione, di quasi due anni di Ricerca & Sviluppo pesante e mirata.

Quali le novità principali?
Partiamo dalla nuova serie di centrali Axtra. Questa gamma è adatta per la gestione di situazioni residenziali medie e medio grandi, situazioni commerciali, industriali, bancarie, situazioni di alto livello, con una serie di centrali che vanno da 80 zone a 160 ed a 320 zone. Soluzioni all-in-one, con tutto già incluso a bordo come comunicazione GSM, comunicazione vocale in Text to Speech e SMS, con connessione Ethernet verso Internet, che può essere gestita dal nostro software, come pure da altri software di gestione (PSIM) di aziende partners, che hanno integrato le nostre centrali nelle loro soluzioni. Accenno particolare merita una centrale, presentata appunto in fiera, per la quale la fase industriale di produzione è già avviata, ed in fase avanzata: la soluzione Axò, una centrale strutturata prettamente per il mercato residenziale da piccolo a medio.

Anche questa è una soluzione all-in-one, che ha inclusa la sezione di comunicazione GSM, Vocale con Text to Speech, gestione di SMS, possibilità di connessione in rete dati Ethernet o, a scelta, WiFi, sempre attraverso il nostro sistema cloud, e include in modo nativo a bordo la Base Station per il nostro sistema wireless Axeta. È una centrale compatta 4-40 zone o tutte wireless o tutte filari o miste come si vuole: non serve altro. Basta aggiungere gli elementi periferici. Per le strutture residenziali è perfetta!

Per quanto riguarda la sensoristica?
Abbiamo, sempre in ambito Axeta, un sensore direi rivoluzionario, perché non è né un infrarosso passivo, né una doppia tecnologia, né una microonda pura, ma lavora sul principio analogo a quello delle termocamere, ovviamente con un prezzo che è più adeguato a quello che riguarda la sensoristica antintrusione. Risolve brillantemente quelle che sono le protezioni necessarie per le chiusure, come ad esempio finestre e portefinestre o varchi, soprattutto dove sono presenti le zanzariere. Sembra un argomento idiota, ma è invece un argomento che tocca tutti, perché fino ad ora non c’era oggettivamente per una tecnologia a bassissimo consumo una soluzione esente da problematiche.

E sul fronte cloud?
Abbiamo presentato la soluzione Cloud che tiene conto delle problematiche e delle debolezze dei sistemi IoT, di cui abbiamo parlato anche nel Talk Show di S News, proprio a Sicurezza. In realtà, la nostra App non è una normale App, bensì è una Web App, per cui in assenza di cloud può funzionare in maniera assolutamente identica, assolutamente uguale. Saltano le notifiche, salta la gestione dell’indirizzo IP, ma posso comunque, in assenza di cloud, operare sulle mie centrali in rete locale come utente.

La ragione è che nessun dato, nessuna password, nessun flusso passa attraverso il Cloud Axel. Il cloud serve unicamente per la gestione e tracciatura dell’IP dinamico e per la matrice dei destinatari delle notifiche. Il resto dei dati va direttamente da centrale a mobile, per una sicurezza massima. Con altri sistemi, invece, se salta il cloud, non entro più a casa, oltre ad avere l’insicurezza dei dati e credenziali custoditi chissà dove e chissà da chi.

a cura di Monica Bertolo

Axel

09.04.2018


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