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CIAS: reagire e creare vincenti alleanze per domani

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Cias è stata tra le primissime aziende del settore in Italia a proporre webinars e a dimostrarsi subito attiva nel periodo del lockdown.

S News incontra Fabrizio Leonardi, Vicedirettore Generale e Raffaele De Astis, Direttore Generale di Cias Elettronica.

Signor Leonardi, quali i risultati di tutte le vostre attività e, al contempo, quali i sentiments percepiti?
Verso fine febbraio, quando la problematica nel Nord Italia cominciò a definire in modo chiaro i rischi che stavamo correndo e lo stile di vita che avremmo necessariamente dovuto adottare, attivammo immediatamente la modalità smart working al 100% per tutti i reparti, ad eccezione della produzione. A quel punto il nostro obiettivo prioritario è stato quello di non fermarci, ma di trasformare il tempo a nostra disposizione in qualcosa che potesse essere utile al mercato e ai nostri clienti. Per questo abbiamo realizzato un programma di e-learning in più tappe. I risultati ad oggi sono incredibili e per noi del tutto inaspettati. La partecipazione è stata ampia: distributori, installatori, end users, progettisti e consulenti hanno completato il loro percorso di formazione sulle Protezioni Perimetrali suddiviso in quattro capitoli, con grande interesse ed ottenendo l’attestato finale.

Per la fase 3, quali modalità avete studiato e pianificato?
È difficile oggi capire quale potrebbe essere l’approccio ideale in quella che viene definita fase 3. Se la intendiamo come un ulteriore e graduale avanzamento verso il tanto auspicato ritorno alla normalità, ma comunque con una continua attenzione e precauzione rispetto a possibili ricadute, allora non dovremmo cambiare molto il nostro atteggiamento cautelativo attuale. L’attenzione dovrà continuare ad essere massima, fino a quando non ci saremo messi tutto alle spalle, almeno dal punto di vista sanitario. Sicuramente come CIAS continueremo a privilegiare, laddove tecnicamente possibile, attività in smart working ed attività da remoto, webinars, ecc. C’è da dire che per noi questa modalità, a differenza di altri per i quali può essere stata una doccia fredda, non è stata un’assoluta novità. In CIAS erano state introdotte giornate ricorrenti di smart working per alcuni reparti, già da qualche anno; inoltre, avendo la sede produttiva distaccata dagli uffici centrali e delle filiali in Triveneto, Polonia e USA, avevamo imparato a far buon uso degli strumenti digitali di comunicazione già da lungo tempo. Per questi motivi, riuscendo a mantenere una piena operatività in tutti i reparti anche in questa modalità, potremmo ipotizzare una fase 3 come semplice espansione della fase 2, fino al momento del “ritorno alla normalità”.

Per quanto concerne le nuove soluzioni CIAS per il 2020, quali le più significative e perché?
Sebbene questo lockdown abbia messo in seria difficoltà alcuni reparti interni, come ad esempio quello di Ricerca & Sviluppo, che chiaramente non poteva pensare di riprodurre a casa propria un laboratorio fatto e finito con tutta l’attrezzatura necessaria, devo dire che siamo riusciti a non subire particolari ritardi sulla nostra tabella di marcia. Molti prodotti, presentati nella scorsa edizione di Sicurezza come anteprime assolute, stanno prendendo forma. Primo fra tutti SYNAPSES, la nuova tecnologia che introduce un nuovo concetto di connettività neurale tra sensori perimetrali. Integra fino a 4 diversi sensori per ciascuna delle 8 aree liberamente configurabili, eseguendo un'analisi video mediante criteri di Deep Learning. Distinguendo nel flusso video la presenza di diversi obiettivi tipici dei sistemi antintrusione, (uomo, macchina, camion, treni, etc.) può incrementare o decrementare le soglie dei sensori abbinati ad ogni singola area, riducendo sensibilmente il NaR (Nuisance Alarm Rate) e aumentando la PoD (Probability of Detection) nella protezione perimetrale, proponendo un vero salto evolutivo della specie.

Signor De Astis, a vostro avviso, come reagirà il mercato nel breve medio periodo e quali i trends dominanti, sia in Italia che all'estero, vista la grande esperienza e presenza di CIAS anche sui mercati internazionali?
Lo stop forzato delle attività degli ultimi mesi si è fatto sentire in Italia così come all’estero. D’altro canto, se è vero che il mercato residenziale, in particolare quello domestico, è stato tra i più penalizzati, non possiamo dire altrettanto delle infrastrutture critiche, che hanno continuato a richiedere sicurezza. Nel nostro mercato vi sono aree geografiche che hanno tenuto bene allo scossone Covid, come anche alcuni Verticals che non hanno praticamente risentito della crisi. È prevedibile invece che settori rimasti più fermi finora, cominceranno da adesso in poi una lenta ma continua ripresa delle richieste di Security. È proprio qui che potrebbero nascere le opportunità per le aziende manifatturiere del comparto nazionale. L’export sarà per queste una potenziale valvola di sfogo, come lo è stata in passato, ma non per tutti però. Molto più arduo sarà cominciare a esportare partendo da zero o quasi, in questo imprevedibile periodo in cui i viaggi non sono consentiti o lo saranno con forti limitazioni ancora per qualche tempo.

Quale la vostra visione, dunque?
Pensiamo che in questo momento storico, ancora di più che nel passato, le difficoltà comuni possano portare ad alleanze e collaborazioni tra aziende sia a livello tecnologico che strategico/commerciale, e che tali sinergie possano portare ad un valore aggiunto importante, a beneficio di tutta la filiera.

E sul fronte dei trends?
Alcuni trends tecnologici si possono intuire. Già per il presente, ma anche nell’immediato futuro, i controlli d’accesso saranno sempre più legati alla scansione delle temperature corporee e comunque a sistemi touchless.
La sicurezza nei trasporti si dovrà reinventare di pari passo con le misure di controllo per la safety.
La sicurezza delle infrastrutture critiche resterà una priorità e in alcuni Verticals, come ad esempio l’energetico, le telecomunicazioni, i data centers, sarà ancora più focalizzata.
Infine, è chiaro a tutti che l’accelerazione repentina della digitalizzazione, che gioco forza ha coinvolto tantissime persone, porta con sé anche un potenziale incremento delle minacce Cyber, che dovranno essere prese in seria considerazione da aziende e privati.

a cura di Monica Bertolo

CIAS_Plenaria

La squadra CIAS al completo, durante una recente videoconferenza

CIAS_Synapses

07.07.2020


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