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Dahua, Totaro: le risposte all’emergenza

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Dahua Technology Italy sta facendo la sua parte nel rispondere in modo propositivo all’attuale situazione. Come? Con quali risposte? Con quale visione?
S News incontra Pasquale Totaro, General Manager Dahua Technology Italy.

Signor Totaro, mai avremmo immaginato di dover vivere un'emergenza sanitaria come l'attuale dovuta al COVID-19, motivo per cui anche le aziende del nostro settore non potevano certo essere preparate.
Come ha reagito lei Pasquale Totaro come General Manager?

È stata, e continua ad essere, un'esperienza nuova, che mi ha creato sicuramente tanti pensieri. Tante volte nella vita ho dovuto prendere decisioni, ma qui si tratta della salute di chi lavora con noi e della “salute” dell’azienda.
Decidere di rimanere aperti o di chiudere è un discorso che è molto più profondo di quello che può sembrare, perché chiudere un'azienda vuol dire anche non assicurare solidità economica ai propri dipendenti, che magari hanno un mutuo da onorare, o altro.
Ho quindi dovuto scegliere il giusto compromesso: preservare la salute di chi lavora, continuare ad avere come azienda una forte solidità economica, garantire un ruolo sociale ed assicurare la prosperità a chi lavora.

Perché parla di ruolo “sociale”?
Lo definisco sociale perché ciascuno di noi ha un ruolo molto importante nella società: dal semplice operatore ecologico fino ad arrivare al medico. Faccio un esempio: se il commerciale dell’azienda vende materiale, ma il magazziniere non lo consegna, è tutto inutile.
Sappiamo benissimo che le nostre telecamere sono obbligatorie ed indispensabili in alcuni contesti strategici, come ad esempio in ambienti ospedalieri e per terapia intensiva, dove devono monitorare 24 ore su 24 i pazienti.
Senza le nostre telecamere non possono essere operativi i punti di soccorso, quindi, nel nostro piccolo, fornire telecamere vuol dire andare ad aiutare il sistema stesso, la filiera e la società nel suo insieme.
Trovarsi improvvisamente a dover valutare e tener conto di tutti questi aspetti, cercando il giusto compromesso, non è cosa facile. Con il senno di poi, sono contento poter constatare che non ci siamo fatti prendere dal panico ed abbiamo operato le scelte idonee.
Non abbiamo avuto nessun contagio e devo ringraziare Dahua Cina per l'aiuto che ci ha dato: ci hanno sempre sostenuto anche con l'attrezzatura idonea, con le mascherine di protezione, i guanti e gli occhiali e, non ultimo, ci hanno fornito anche i tamponi per fare il controllo della positività al COVID19. Quindi, grazie a mamma Cina che è sempre stata al nostro fianco, lasciandoci anche liberi di decidere se continuare o meno con le attività.

Chiarissimo! A livello di iniziative, quali quelle a supporto per i vostri distributori ed installatori?
Considerato il cambiamento di scenario, abbiamo deciso di avvalerci della soluzione tecnologica, che per noi era già cosa conosciuta, e quindi di dare supporto ai nostri distributori ed installatori con i meetings virtuali.
Purtroppo in Italia questo è un tasto dolente. Basti pensare che l'Italia è ancora uno dei pochi Paesi in Europa dove non si vende se non c’è il listino cartaceo.
Ci siamo quindi attivati con meetings e webinars di formazione gratuiti ed i numeri sono davvero interessanti, dal momento che abbiamo avuto decine di centinaia tra distributori, installatori e progettisti che vi hanno partecipato. Possiamo così cavalcare l’onda della formazione, essendo molti operatori a casa, con tempo per informarsi e prepararsi al dopo crisi.
Non solo, perché stiamo soprattutto cavalcando l’onda delle soluzioni tecnologiche che possiamo offrire.  Dahua, leader nei sistemi di sicurezza, all’interno della sua vasta e completa offerta presenta le telecamere termiche che sono in grado di misurare la temperatura corporea anche di massa, vale a dire di più persone in spazi ampi.

In effetti questa è la richiesta del momento, legata all’emergenza sanitaria…
Certo, perché oggi le aziende per poter lavorare, quindi parliamo ad esempio della grande distribuzione, delle aziende di produzione o dei supermercati, hanno la necessità di controllare la temperatura corporea delle persone.
Dahua fornisce queste telecamere, che in modo automatico rilevano se una persona supera una determinata soglia ovvero, nell’emergenza attuale, i 37 gradi di temperatura. Quindi, anche su queste tecnologie i distributori con gli istallatori hanno intrapreso con noi dei percorsi formativi, perché per saper usare bene queste tecnologie bisogna essere formati. Purtroppo c’è molta ignoranza e poca serietà professionale. Non solo: in commercio ci sono molti sistemi che non sono certificati e non sono conformi.

Nelle crisi, nelle situazioni difficili, molti riescono a tirar fuori il meglio di sé; purtroppo, invece, altri tendono ad approfittarne della situazione. È questo che intende dire?
Ho sempre fatto della sicurezza la mia passione, il mio credo, e ho sempre cercato di divulgarlo a chi lavora con noi. Non ho mai chiesto di diventare l'azienda numero uno per fatturato, ma di diventare, il più possibile, l’azienda più seria nel nostro settore. Per questo, quando vedo grandi aziende mettere sul mercato apparecchiature che non sono assolutamente idonee per l’attività che devono compiere, lo trovo veramente offensivo. Il mercato deve saper discriminare e capire quale sia il prodotto adatto a ciascuna situazione.
Ad esempio, anche noi abbiamo prodotti che rilevano la temperatura con la soglia dello 0,5 ma, secondo noi, se vogliamo essere certi che sia fatta un’idonea misurazione, ci vogliono le apparecchiature che assicurano la soglia dello 0,3, che Dahua propone in questi casi.

Faccio un esempio semplice per spiegarmi: nelle apparecchiature termiche per la rilevazione della temperatura che hanno una soglia dello 0,5, se una persona sta entrando e ha 37,4 gradi, quindi ha la febbre, la telecamera può rilevare 36,9 e quindi tranquillamente non genera nessun allarme, come se la persona non avesse la febbre. Questa, secondo me, è una cosa gravissima.
La telecamera, invece, con una soglia dello 0,3, che al momento è il massimo che si può avere sul mercato, ci permette di ridurre il gap a 37,1. Questo significa che la  persona che ha 37,4 gradi, verrebbe rilevata anche per 37,1 e quindi sempre genererebbe un allarme.
Questo è molto importante e lo è anche ai fini del DVR, ovvero del Documento di Valutazione dei Rischi, che ciascun datore di lavoro deve assolutamente considerare, perché oltre agli aspetti morali ed etici, qui si va a toccare anche l’ambito penale.
Penso, infatti, che prima del business si debbano considerare la salute e l’incolumità delle persone.

Considerato che questa è la prima pandemia dell'era digitale e farà sicuramente scuola, quali secondo lei sono le linee guida che possiamo tracciare e gli insegnamenti dei quali poter far tesoro?
Ad esempio, si potrebbero evitare molto più gli spostamenti, ottimizzando i tempi con delle conferences digitali più frequenti. Una conference digitale è più veloce, più immediata e può essere fatta in modo costante e continuativo. Anche la modalità dello smart working è da tenere in considerazione.
Certo, il contatto umano aiuta ed è fondamentale in tante situazioni, ma non è sempre indispensabile. Naturalmente bisogna anche tener presente che la connessione internet in Italia non è sempre all’altezza, ma dove e quando si può, è intelligente sfruttare la tecnologia.

Le crisi sono spesso foriere di innovazioni, di nuove soluzioni anche per il nostro settore. Oltre alle soluzioni termiche di cui ha già parlato, cos'altro propone Dahua?
Dopo questa emergenza, le cose non saranno più le stesse. Cambieranno tantissimo e noi dobbiamo essere pronti per essere già nella giusta direzione. Sono anni che gli scienziati continuavano a dire che situazioni, come l’attuale, potevano verificarsi. Ciò significa che da domani le nostre tecnologie dovranno pensare anche a queste emergenze e quindi dovranno essere ancora più precise nel discriminare eventuali situazioni di rischio.
Migliorare la nostra tecnologia significa migliorare la qualità della nostra vita, ed è proprio questo uno dei nostri principali obiettivi. Non posso dire su cosa stiamo lavorando, però con il gruppo Dahua Cina e Dahua Italia stiamo già studiando per implementare alcune modifiche per rendere i nostri sistemi più performanti e più adattabili a tutte le situazioni.

Inoltre, abbiamo finalmente ricevuto l'okay per poi far volare i nostri droni a Monza, per il controllo delle persone. Questo mi dà molta soddisfazione, perché sono anni che promuovevamo i nostri droni per scopi di sicurezza e, in questo momento di crisi, i Comuni si sono resi conto che i droni possono essere un ottimo aiuto per monitorare le situazioni di emergenza.

Molte aziende virtuose si sono fatte parte attiva a sostegno dell'emergenza con donazioni, riconversioni produttive ed altro. Qualche iniziativa anche da parte vostra?
Qui andiamo un po’ sul paradosso tipico italiano. Dahua Cina, che in questa occasione voglio ringraziare come ho sottolineato prima, ci ha messo a disposizione tutto per poter lavorare in sicurezza ed ha pensato anche ai nostri clienti, offrendo la possibilità di avere delle mascherine, decine di migliaia di mascherine, da poter ridistribuire ai nostri distributori e clienti.
Il problema è che non sono certificate per il mercato italiano, quindi sono arrivate in dogana e sono state bloccate in giacenza per un discorso burocratico.
Se noi le avessimo fatte passare come gadgets, sarebbero state sdoganate, ma poiché invece le abbiamo dichiarate come attrezzatura medica, la fornitura è stata bloccata. Ovviamente bisogna rispettare le normative, però in un momento in cui ho visto gente che sta lavorando senza alcuna mascherina perché non si riescono a trovare e sta rischiando la propria vita, trovo assurdo che si faccia un blocco del genere, anche perché stiamo parlando di “charity”, di beneficenza. Ora ci stiamo organizzando con un’altra donazione, ed abbiamo deciso di sostenere l'attività della Protezione Civile. Nei prossimi giorni provvederemo a fare una donazione a loro favore.
Abbiamo messo a disposizione anche per alcuni ospedali dei tests con le nostre apparecchiature, gratuitamente, per vedere se possono migliorare la qualità della vita. Anche con l’Ospedale che è stato allestito a Fiera Milano siamo in contatto.
Diciamo che ci stiamo muovendo a 360 gradi, ma spesso ci scontriamo appunto con la burocrazia. Noi Italiani siamo veramente persone smart a trovare soluzioni, ma veniamo stoppati ogni volta da questi aspetti burocratici.
Forse tra le evidenze più importanti che ci può insegnare questo periodo di crisi è proprio quello di riuscire a velocizzare la burocrazia, perché prima vengono le persone e le vite, poi gli apparati ed i sistemi.

a cura di Monica Bertolo

09.04.2020


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