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Il tesoro più grande: Fondazione Enzo Hruby per i beni culturali

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Il tesoro più grande. Come gli italiani pensano, tutelano e valorizzano il patrimonio culturale”, il nuovo libro della  Fondazione Enzo Hruby, è stato presentato mercoledì 6 marzo in Roma, nella spettacolare Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica.

L’ulteriore iniziativa della Fondazione Enzo Hruby, nell’ambito delle proprie attività volte a sostenere la protezione dei beni culturali italiani e a diffondere la cultura della sicurezza, è stata illustrata alla presenza del Gen. C.A. Giovanni Nistri, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, di importanti personalità del mondo dei beni culturali, del settore della sicurezza e della stampa.

Il Gen. B. Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha portato un saluto istituzionale e successivamente sono intervenuti gli autori del libro: Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Evelina Christillin, Presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, Tiziana Maffei, Presidente di ICOM Italia, Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby, Andrea Erri, Direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice, Pierluigi Vercesi, inviato speciale del “Corriere della Sera”, e Luca Nannipieri, critico d’arte, che ha moderato l’incontro. Durante i lavori è intervenuto inoltre l’On Mario Pittoni, Presidente della Commissione Cultura del Senato.

“Questo volume - sottolineano dalla Fondazione - contiene i risultati della ricerca demoscopica commissionata dalla Fondazione Hruby all’Istituto AstraRicerche, mirata a sondare, in maniera del tutto inedita, la percezione che gli italiani hanno del patrimonio culturale nazionale.

“Gli italiani - dichiara Carlo Hruby - ritengono che la tecnologia sia indispensabile per la protezione dei beni culturali. Questo è quanto emerge dall’indagine demoscopica e che è confluita nel nostro nuovo volume “Il tesoro più grande”, con il quale abbiamo voluto dar voce all’Italia che pensa, ama e vive il patrimonio artistico nazionale: i cittadini, che sono letteralmente immersi nella storia e nella bellezza. La loro fiducia verso le moderne tecnologie è assolutamente ben riposta, dato che gli strumenti oggi disponibili permettono di offrire, con costi contenuti, un’adeguata protezione per ciascuna opera e per ciascun contesto da proteggere. Tuttavia, purtroppo, esiste ancora oggi un grave gap tra le possibilità offerte dalle moderne tecnologie e il loro effettivo utilizzo nell’ambito di un programma organico che consenta di agire in maniera preventiva e non seguendo la logica delle emergenze, come spesso emerge dalla cronaca dei furti e degli atti di vandalismo. Il nostro augurio è che questo volume possa contribuire a diffondere la consapevolezza del valore culturale, economico, sociale del patrimonio artistico nazionale e a sensibilizzare le istituzioni, l’opinione pubblica e soprattutto le nuove generazioni, che sono chiamate a raccogliere il testimone della salvaguardia del nostro patrimonio, sull’importanza della sua protezione e tutela come presupposto fondamentale per la sua valorizzazione”, conclude Hruby.

Un patrimonio a dir poco smisurato se si pensa che, come specificano dalla Fondazione: “sono 4.588 in Italia i musei e gli istituti similari (3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali), 12.936 le biblioteche, 54 i siti UNESCO (dato, quest’ultimo, che pone l’Italia al primo posto nella classifica mondiale per numero di monumenti appartenenti alla Lista del Patrimonio dell'Umanità). Partendo da cosa è davvero ‘tesoro’ per i cittadini, attraverso questa ricerca si arriva a valutarne il valore (personale, sociale, economico) per poi affrontare il tema della conservazione e della tutela dei beni: argomento di grande importanza dal momento che il patrimonio culturale nazionale è costantemente esposto a numerosi rischi, a partire da furti, sottrazioni, atti di vandalismo e danni accidentali, e vive in una drammatica carenza di misure e sistemi di sicurezza che ne garantiscano adeguatamente la protezione – evidenziano. Tra i dati emersi dalla ricerca (svolta attraverso 1.051 interviste online condotte su un ampio campione costituito da italiani di età compresa tra i 15 e i 65 anni) Roma è la città d’arte preferita dagli italiani (con l’84,5% delle preferenze, a seguire Firenze con il 28,4% e poi in ex aequo Pisa e Milano); il Colosseo con il 60,1% è il monumento scelto dagli italiani come il più rappresentativo del patrimonio nazionale. Dal punto di vista economico, meno di un intervistato su tre ritiene che il patrimonio artistico nazionale sia pienamente valorizzato: più dell’80% degli intervistati è consapevole della necessità di un maggior livello di protezione per i nostri beni artistici. Gli italiani, almeno il 65,8%, sono orgogliosi delle bellezze artistiche del Paese, ‘solo’ il 34,3% riconosce, però, nei beni culturali il senso di appartenenza a una Nazione”.

la Redazione

07.03.2019


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