Sicurezza IT // Scenari

Sicurezza informatica: in un attacco di phishing fino al 60% degli utenti abbocca. Fattore umano fondamentale

Condividi

Dopo un attacco di phishing fino al 60% dei destinatari clicca su links ingannevoli e circa tre quarti (75%) di questi cede anche le proprie credenziali, senza verificare l’attendibilità del mittente, specie nei primi venti minuti dal ricevimento della mail stessa. Questo è il risultato di un test di phishing nell’ambito della sicurezza informatica (SDVA, Social driven vulnerability assestment) condotto su 40 mila dipendenti di più di 20 imprese in tutta Europa da Cefriel - Politecnico di Milano, società partecipata da università, imprese e pubbliche amministrazioni.

“ Ogni volta che facciamo questi test - dichiara Alfonso Fuggetta, Ceo di Cefriel – ci accorgiamo che è determinante il fattore umano oltre all’aspetto tecnico. La velocità con cui questi attacchi prendono piede sono la dimostrazione che è necessario un progetto di formazione per cambiare l’approccio culturale degli utenti.  Oramai – prosegue Fuggetta – ogni persona con il suo smartphone, computer o tablet è una potenziale vittima degli hackers.  Per prevenire questi attacchi – conclude – bisogna farsi sempre una domanda in più e nell’incertezza non fare quel click che può risultare quasi istintivo”.

Dal test emerge che in media ad un hacker bastano tre mail per ottenere un click sul link potenzialmente malevolo contenuto all’interno, e quattro per convincere almeno un utente a inserire le proprie credenziali sul sito ingannevole. Altro fattore molto rilevante è il tempo: il 50% del totale delle vittime abbocca entro i primi 20 minuti, mentre i processi e i sistemi di sicurezza aziendale necessitano almeno di un paio d’ore, realisticamente, per attivare il contrasto.

Il test SDVA (Social Driven Vulnerability Assessment) consente di mettere alla prova gli utenti di un’azienda al fine di stimare la vulnerabilità legata al fattore umano tramite l’invio ai dipendenti di mail che invitano a visitare un sito e a inserire le proprie credenziali aziendali. Le esche utilizzate all’interno della mail sono abbastanza generiche, vagamente contestualizzate alla realtà aziendale tramite loghi, colori o riferimenti a iniziative reali, sfruttando informazioni facilmente reperibili online. Le aziende coinvolte appartengono a settori diversi tra cui bancario assicurativo, energetico, amministrazioni pubbliche e aziende di prodotti e servizi.

Analizzando i dati per settore, paradossalmente quello bancario/assicurativo è risultato il più “vulnerabile”. Dagli attacchi condotti su più aziende del settore risulta che in media il 41% clicca sul link ingannevole, mentre in media il 27% inserisce le proprie credenziali. Numeri più bassi, ma comunque preoccupanti si rilevano nella pubblica amministrazione: il 33% clicca sul link, il 16% inserisce anche le credenziali.

la Redazione

cefriel_politecnico_milano

 

17.10.2017


Iscriviti alla newsletter di S News

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità della sicurezza,
iscriviti alla nostra newsletter.

\\ Articoli correlati

Attacchi DDoS: perché in forte aumento?

Attacchi DDoS in grande aumento. Secondo il recente sondaggio di IDC Research dal titolo...

Meccanica italiana: export in crescita verso USA, Russia, Cina e Arabia

La meccanica italiana esporta più della metà di quello che produce, precisamente...

ISE, Stefano Izzi: fattore umano ed intelligenza artificiale, al convegno Forte Secur Group

S News incontra Stefano Izzi, Founder ISE International Supervisor & Experts SA, al termine...

Seguici Su

   

Iscriviti alla newsletter di S News

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità della sicurezza, iscriviti alla nostra newsletter.