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Antipirateria Marittima: dove eravamo rimasti?

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Antipirateria Marittima: oggi, nel momento in cui si dovrebbe dare impulso alla ripresa dopo il triste periodo di forzato lockdown, appare utile riprendere il discorso.

Come già ricordato in precedenti numeri di S News (per gli approfondimenti si rimanda all’articolo su snewsonline.com del  16/12/2019 dal titolo Antipirateria Marittima: il tempo sta scadendo), nonostante il giudizio positivo dato nel complesso all'articolato legislativo del DM 139/2019 in materia di impiego di GPG a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana in servizio antipirateria, per quanto attiene alla semplificazione delle incombenze amministrative che a suo tempo il DM del 2012 richiedeva, Assiv aveva subito avanzato serie perplessità in ordine alle modalità previste per la formazione delle Guardie Giurate addette ai servizi a bordo delle navi che transitano nelle aree a rischio (HRA).

In particolare, l'art.4 del DM 139/2019 confermava il percorso formativo del precedente DM che Assiv, attraverso i suoi delegati, ha sempre contestato su tutti i tavoli tecnici nei quali, nel corso di questi anni, è stata invitata a partecipare.

Tali contestazioni si basano su quanto stava accadendo e, purtroppo, continua ad accadere: Marina Militare e Comando Generale delle Capitaneria di Porto, infatti, non hanno mai dato seguito ai previsti corsi, ex DM 154/2009, che si sarebbero dovuti tenere presso le loro sedi, rispettivamente di Brindisi e La Spezia. Per questo si è reso necessario prevedere continue proroghe all’entrata in vigore della specifica disposizione, che si susseguono oramai da 8 anni, per consentire lo svolgersi dei servizi attraverso la concessione del decreto di Guardia Giurata antipirateria a ex militari che hanno svolto almeno 6 mesi di servizio in missioni all’estero.

Purtroppo, agli alti burocrati “nostrani” la prova dei fatti non è bastata e, sebbene il perseverare possa dirsi diabolico, non si è trovato niente di meglio da fare che reiterare la legge, così com’era anche nella nuova stesura, per poi emanare nel giro di pochi giorni un’ennesima proroga al 30 giugno 2020.

Ricordiamo che all’incontro tenutosi in gennaio al Ministero dell’Interno,  i delegati Assiv avevano avuto ampie garanzie, da parte dei Funzionari addetti, che i loro Uffici si sarebbero fatti carico di fornire entro pochi giorni un programma di studio. Sulla base di questo, il personale già decretato che presta servizio da oltre 8 anni, avrebbe potuto così sostenere l’esame profittevolmente, entro il termine ultimo di scadenza fissato come detto al 30 giugno u.s.

Forse anche a causa della pandemia derivante da Covid-19, non è stato possibile mantenere l'impegno assunto in quella sede. Se questa fosse la ragione della reiterata inerzia, lo capiremmo: la pandemia ha colpito in maniera inattesa, cogliendo impreparati tutti, inclusa la Pubblica Amministrazione.

Quello che francamente risulta difficile capire è la “ratio della circolare del Ministero dell’Interno del 24 luglio 2020, che da Assiv era stato sollecitato a prendere in esame il problema sul prosieguo dell'attività di antipirateria dopo il 30 giugno.

A tale comunicazione, che esponeva l'oggettiva impossibilità di sostenere l'esame richiesto per mancanza del programma e delle apposite Commissioni, che ad oggi non  sono ancora state costituite presso le competenti Prefetture, è stato semplicemente risposto: “…allo stato, il suddetto termine del 30 giugno u.s. non è stato prorogato, cosicché le guardie giurate, che non abbiano provveduto ad acquisire la citata abilitazione a svolgere i servizi antipirateria, non possono essere autorizzati ad esercitare tale attività”, sottacendo del tutto l’oggettiva responsabilità dell’ufficio in merito alla mancata effettuazione delle prove di esame, ignorando al contempo il grave danno arrecato agli Istituti di Vigilanza e ai loro operatori.

Viene da chiedersi:
- Come definire questi fatti?
- Ha forse un qualche significato il fatto che questa inazione ha esposto ad un grave rischio gli equipaggi italiani?
- Può interessare a qualcuno se un’attività economica vada in crisi (in contrasto forse anche con l’art. 41 della nostra Costituzione sulla libertà dell’iniziativa economica privata) e di conseguenza il personale resti privo di stipendio per una palese inerzia Amministrativa?

Nonostante il primo scoramento causato dall’ineffabile risposta ministeriale ricevuta, Assiv non si è fatta scoraggiare, anzi ha portato avanti con tutte le energie disponibili, in un periodo non certo facile, la propria battaglia a favore degli Associati, in tutte le sedi Istituzionali. Tale proattività ha conseguito i suoi frutti con la pubblicazione sulla G.U del 14 agosto 2020, dopo ben 45 giorni di ritardo, della necessaria ulteriore proroga che ha consentito agli Istituti di Vigilanza autorizzati a tornare ad operare alle attuali condizioni, fino al prossimo 30 giugno 2021.

Fin qui la storia, non bella, che abbiamo voluto raccontare. È giunto il momento in cui, con forza e senza esitazioni, pretendiamo la soluzione ad un problema che da troppo tempo è stato colpevolmente ignorato da chi, in posizione di responsabilità, deve essere al servizio dei cittadini.

Il 30 giugno del prossimo anno può sembrare una data lontana, ma in questo momento storico, dove la ripresa deve essere la stella polare dell’Italia che produce e non si arrende, è necessaria una presa di coscienza immediata al fine della rimozione dei freni che impediscono la libera iniziativa ed il conseguente sviluppo economico.

Chiediamo quindi a gran voce che le istanze provenienti dal settore della Vigilanza Privata siano prese da subito in seria considerazione e che si ricostituiscano sotto il coordinamento dell’Amministrazione i tavoli di confronto, nel settore dell'antipirateria come negli altri campi, che vedono coinvolti il comparto, in funzione propositiva per la crescita del Paese.

Se non oggi, quando?

a cura di Vincenzo Pergolizzi,
Amministratore Delegato di Metro Security Express S.r.l.
ed Esperto ASSIV di Antipirateria Marittima

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15.10.2020


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