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Oltre l’integrazione: Wikom guida l’evoluzione intelligente della security

Dino De Benedictis - CEO Wikom

Wikom fa parte del Gruppo Sabanet, realtà italiana con oltre vent’anni di esperienza nello sviluppo software e nell’ottimizzazione dei processi nel settore security. Su questo ed ulteriori aspetti S News incontra Dino De Benedictis, CEO Wikom.

Qual è la specificità di Wikom e a quale target vi indirizzate?

La specificità di Wikom risiede nella sua natura di system integrator evoluto, che ha scelto di concentrarsi sulla progettazione e realizzazione di una piattaforma in grado di monitorare, supervisionare e controllare in modo unificato sistemi eterogenei: antintrusione, antincendio, IoT e TVCC.
L’obiettivo non è semplicemente integrare tecnologie, ma costruire una PSIM di nuova generazione, capace di unire l’anima ultratecnologica dell’azienda con un approccio fortemente orientato ai processi.
Wikom nasce infatti con una visione precisa: restituire libertà di scelta al cliente.
Libertà di utilizzare l’hardware più adatto alle proprie esigenze, libertà di integrare sistemi esistenti, libertà di evolvere nel tempo senza vincoli imposti da piattaforme chiuse.
Allo stesso tempo, la piattaforma è progettata per trasformare la sicurezza in un abilitatore di valore: non solo protezione, ma uno strumento concreto per ottimizzare i processi aziendali, migliorare l’efficienza operativa e generare vantaggio competitivo.

Il target di Wikom è rappresentato da realtà complesse e strutturate, tra cui:

  • istituti di vigilanza e centrali operative
  • aziende multi-sito
  • infrastrutture critiche
  • organizzazioni che necessitano di integrare sicurezza e processi aziendali

In questo contesto, Wikom si posiziona come partner tecnologico per tutte le organizzazioni che vogliono superare i limiti dei sistemi chiusi e adottare un modello di sicurezza aperto, evolutivo e realmente integrato con il business.

Chiaro. Integrazione è parola d’ordine nel nostro settore. Andando nel concreto, in che cosa consiste il vostro apporto e qual è il valore aggiunto che offrite alle aziende, anche nei diversi e specifici settori del mercato?

L’integrazione è da sempre una parola chiave nel nostro settore, è vero, ma per noi non significa semplicemente “far dialogare sistemi diversi”. Il nostro apporto consiste nel trasformare la complessità tecnologica in un’esperienza operativa semplice e unificata.
In concreto, Wikom integra brands, tecnologie e ambiti differenti – antintrusione, antincendio, TVCC, IoT – all’interno di un’unica piattaforma, costruendo un ambiente in cui tutto viene gestito attraverso un linguaggio comune. Questo significa che il cliente non deve più adattarsi ai singoli sistemi o imparare strumenti diversi: è la tecnologia che si adatta a lui.
Non c’è più bisogno di introdurre un nuovo software per ogni nuova tecnologia. Siamo noi a occuparci dell’integrazione, rendendo ogni componente omogenea, coerente e governabile all’interno delle nostre piattaforme e delle procedure operative.
Il vero valore aggiunto, però, nasce dalla nostra doppia anima.
Da una parte, abbiamo maturato una forte competenza tecnologica che ci permette di costruire una PSIM aperta, evolutiva e pronta ad accogliere innovazioni come l’intelligenza artificiale.
Dall’altra, il nostro approccio è profondamente orientato ai processi; approccio ereditato dall’esperienza del Gruppo Sabanet, che ci consente di progettare soluzioni non solo funzionanti, ma realmente utili al business.
A questo si aggiunge la nostra anima sartoriale.

Che cosa intende, nello specifico?

Crediamo che non esistano due clienti uguali: per questo sviluppiamo soluzioni su misura, anche partendo da esigenze molto complesse.
L’utilizzo evoluto dell’intelligenza artificiale nel ciclo di produzione del software ci permette di mantenere un alto livello di personalizzazione, garantendo al tempo stesso semplicità, efficienza e rapidità di implementazione. In tutti i settori in cui operiamo – dalla vigilanza alle infrastrutture critiche, dal retail alla pubblica amministrazione – portiamo lo stesso valore: un ecosistema integrato, un linguaggio unico di gestione e la capacità di trasformare la sicurezza in uno strumento di efficienza e vantaggio competitivo.

Appare chiaro, quindi, che il concetto di servizio sta nel DNA stesso della vostra proposta. Quali gli steps principali nel quale si esplica?

Per noi il concetto di servizio non è un elemento accessorio, ma è parte integrante della proposta Wikom. Non ci limitiamo a fornire una piattaforma tecnologica: accompagniamo il cliente in un percorso strutturato, che ha l’obiettivo di integrare, semplificare e far evolvere i suoi processi di sicurezza.
Questo approccio si concretizza nel nostro metodo S.P.I.N. (System and Process Integrator), che rappresenta le principali fasi attraverso cui costruiamo ogni progetto.
Il primo passo è l’analisi: partiamo dalle esigenze reali del cliente, studiando non solo i sistemi esistenti, ma soprattutto le implicazioni operative che questi hanno all’interno dei suoi processi.
Segue la fase di integrazione, in cui colleghiamo tecnologie di natura diversa – antintrusione, antincendio, TVCC, IoT – all’interno della piattaforma Wikom, superando i vincoli dei sistemi chiusi e creando un ambiente unificato.
A questo punto interveniamo sull’ottimizzazione dei processi: non ci limitiamo a far funzionare i sistemi insieme, ma progettiamo workflows operativi coerenti, semplici e guidati, in grado di migliorare l’efficienza e ridurre la complessità gestionale.
L’ultimo step è la messa a valore, ovvero la realizzazione di una soluzione che sia allo stesso tempo semplice da utilizzare, sostenibile nel tempo ed evolutiva, pronta ad accogliere nuove tecnologie e nuovi scenari.
È proprio nell’integrazione tra tecnologia e processi che si esprime il nostro DNA, ereditato dall’esperienza del Gruppo Sabanet.
Il risultato è un servizio che non si limita a risolvere un’esigenza tecnica, ma che permette al cliente di trasformare la sicurezza in un sistema organizzato, efficiente e realmente integrato con il proprio business.

Guardando ora in prospettiva, quale a suo avviso l’evoluzione del settore, quali le prossime/future esigenze che si paleseranno sul mercato?

Guardando al futuro, il settore della sicurezza è destinato a evolvere sempre più rapidamente verso modelli integrati, intelligenti e fortemente orientati ai dati.
Le esigenze che emergeranno saranno sempre meno legate alla semplice gestione degli eventi e sempre più alla capacità di interpretarli, anticiparli e trasformarli in decisioni operative.
In questo scenario, il ruolo di Wikom è chiaro: essere non solo un fornitore tecnologico, ma un vero partner di evoluzione.
Ci piace pensare a Wikom come a una “stella cometa”: un punto di riferimento che accompagna il cliente nel percorso di adozione di tecnologie sempre più avanzate, guidandolo in un contesto in cui l’innovazione corre a una velocità senza precedenti.
Oggi questo significa, prima di tutto, intelligenza artificiale. Wikom sta già integrando l’AI all’interno del proprio ciclo di vita aziendale e delle proprie piattaforme, rendendo disponibili funzionalità che fino a poco tempo fa erano difficilmente immaginabili in un unico ecosistema:

  • operatori virtualizzati a supporto delle centrali operative,
  • integrazione e attivazione automatica delle chiamate,
  • videoanalisi centralizzata e multi-brand,
  • object detection avanzata,
  • map manager evoluti,
  • soluzioni mobile integrate.

Il nostro obiettivo è rendere queste tecnologie accessibili, integrate e realmente utilizzabili dai nostri clienti, senza aumentare la complessità operativa.
La vera sfida non è introdurre innovazione, ma governarla.
In un mercato in cui la tecnologia evolve rapidamente, le aziende hanno bisogno di strumenti che permettano loro di restare competitive, offrendo servizi sempre più avanzati senza perdere efficienza e controllo.
Wikom risponde a questa esigenza costruendo una piattaforma che non solo integra il presente, ma è progettata per accogliere il futuro. Un futuro in cui la sicurezza non sarà più solo reattiva, ma predittiva, automatizzata e profondamente integrata nei processi aziendali. E in cui chi saprà adottare per tempo queste tecnologie potrà trasformarle in un vero vantaggio competitivo.

Nella foto in alto: Dino De Benedictis

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