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S News in Rai 3: diffondere la Cultura della Sicurezza

S News - Officina Italia

Monica Bertolo, Direttore di S News, è stata l’ospite in studio a RAI 3 a Officina Italia, la rubrica del TGR sulle eccellenze italiane condotta da Anna Maria Cremonini e curata da Ivan Epicoco.

Le vie della Sicurezza”, titolo della trasmissione, ha fatto una chiara ed eloquente fotografia del settore, grazie all’approfondita intervista a Bertolo, in qualità di Giornalista ed Esperta di Sicurezza, e ai vari servizi:

dalla percezione di insicurezza con il contributo della Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Liguria alla cybersecurity con il Gruppo VEM.

La trasmissione ha ottenuto un buonissimo risultato di share.
Totalizzando, infatti, il 5,44% Officina Italia con ‘Le vie della Sicurezza’ si è posizionato come terzo programma più visto della fascia, staccando nettamente tutti gli altri generalisti.

Grande la soddisfazione in S News a testimonianza dell’impegno nella diffusione della Cultura della Sicurezza, argomento ben evidenziato nel corso della trasmissione in RAI 3, che si può vedere integralmente su rainews.it o dal link snewsonline.com/vie-sicurezza-rai-3-officina-italia/

Ecco le parti salienti dell’intervista a Bertolo, a cura di Cremonini.

(Cremonini) S News è rivista, sito, TV web. Trattate di questi temi e volete diffondere una cultura della sicurezza.

(Bertolo) Ha proprio centrato la mission di S News che è quella di dare informazione sulla sicurezza per far crescere la cultura della sicurezza.
Noi diciamo sempre che la sicurezza è una scienza e come tale deve essere spiegata e studiata. Quindi per dare sicurezza bisogna passare per le norme, bisogna passare per le best practices, bisogna avere tecnologie, soluzioni, sistemi che siano veramente di sicurezza e quindi di qualità.
Con questo si può far crescere la cultura della sicurezza e un’informazione corretta, trasparente, lo assicura.

(Cremonini) Quanto vale economicamente il settore dei sistemi di sicurezza?

(Bertolo) Il settore dei sistemi di sicurezza, secondo i dati di ANIE Confindustria, e faccio riferimento a quelli del 2024 non essendo ancora disponibili tutti quelli del 2025, per il comparto che vede Sicurezza e Automazione Edifici vale più di 4 miliardi. Ecco, sono stati superati i 4 miliardi che erano un po’ una soglia fino a qualche anno fa. Per quanto riguarda i segmenti, quelliche sono in particolare crescita sono l’antincendio, la videosorveglianza e l’antintrusione.
Cresce molto anche l’Export: questo è un settore che tra l’altro si basa su piccole e medie imprese molto flessibili, molto veloci, che sono votate all’Export, che cresce annualmente del 7,8%.
Un’altra parte molto importante del nostro settore è quella dei servizi di sicurezza, forniti dalla Sicurezza Privata. Qui i dati sono di ASSIV Confindustria e parliamo di 5 miliardi circa, quindi di un valore importante.
Ulteriore comparto è quello della CyberSecurity e qui siamo oltre i 2,7 miliardi.

(Cremonini) La sicurezza residenziale sta vivendo un’importante espansione, con sistemi sempre più evoluti e complessi che dialogano tra di loro.

(Bertolo) Esatto. È la sfida di questi ultimi anni: l’integrazione, tutto si deve integrare, tutto deve poter parlare, essere interconnesso. Naturalmente, però, i sistemi devono anche essere abbastanza semplici: complessi dal punto di vista della costruzione, ma semplici sia per l’installatore che li installa, che per l’end user che li usa.

(Cremonini) Un settore che crea occupazione e che ha bisogno di figure competenti e sempre aggiornate?

(Bertolo) Certo. Un binomio chiave: innovazione porta con sé formazione. Non ci può essere innovazione se non c’è anche la competenza, la conoscenza e quindi la formazione è fondamentale. Importante sottolineare che questa deve essere fatta a tutti i livelli della filiera: dai progettisti che sviluppano il progetto, agli installatori, ai manutentori che sono fondamentali, perché se noi abbiamo un ottimo sistema progettato bene, installato bene, ma che poi non viene manutenuto, il sistema non funziona.

(Cremonini) L’attuale situazione internazionale ha ripercussioni anche su questo settore.

(Bertolo) Purtroppo è così. Ha ripercussioni sul fronte delle materie prime: l’Italia è un Paese di trasformazione e quindi le dobbiamo comprare dall’estero; ha ripercussioni sul fronte dell’energia e della logistica.
C’è poi la situazione geopolitica: alcune zone del mondo sono ferme e quindi l’Export, che è comunque una valvola importante per il settore della sicurezza, per il mercato della sicurezza, adesso rallenta in alcuni Paesi.

Quindi la strategia qual è? Quella di riuscire a diversificare i mercati: se un mercato per forza di cose si ferma, è necessario svilupparne di più altri.

(Cremonini) Dopo la strage di Crans-Montana è cresciuto l’interesse  e il bisogno di capire quali sono e come funzionano le misure antincendio e gli strumenti di evacuazione. Com’è la normativa italiana in termini di misure antincendio?

(Bertolo) Il settore antincendio è molto normato ed è normato in modo molto costruttivo, perché al di là delle leggi e dei decreti legislativi abbiamo delle ottime norme che derivano dall’UNI, ovvero dall’Ente Italiano di Normazione, che definisce le best practices, che definisce le regole tecniche da applicare, e poi abbiamo il CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano, che definisce quella che è la regola dell’arte. Quindi grazie alla collaborazione con questi Enti e soprattutto anche con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che fanno un lavoro ottimale, riusciamo ad avere non solo ottime norme ma anche che siano rispettate.

(Cremonini) Come si può diffondere di più la cultura della sicurezza?

(Bertolo) Questo è un altro aspetto basilare. Per l’antincendio ad esempio, ma non solo per l’antincendio, noi come S News organizziamo dei convegni che definiamo di ALTA SICUREZZA, cioè di contenuto espressamente tecnico-scientifico. E questo lo facciamo come? Collaborando con l’Università, perché siamo convinti che solo mettendo assieme la Ricerca Scientifico-Accademica con la Ricerca e Sviluppo delle imprese riusciamo ad avere la migliore formazione. Poi la collaborazione con gli Ordini degli Ingegneri, naturalmente con il Corpo dei Vigili del Fuoco. Ecco, è tutto un lavoro di sinergie.

(Cremonini) Porte blindate e di sicurezza: sistemi tradizionali ma sempre più tecnologici.

(Bertolo) Decisamente. Anche qui l’innovazione galoppa e l’evoluzione cresce. Qui parliamo anche di controllo accessi, che è un altro settore in grandissimo sviluppo perché praticamente ci permette di integrare tutto e di integrarsi con tutti i sistemi di sicurezza, di domotica, di automazione degli edifici, dei parcheggi, dei varchi.

(Cremonini) I droni: strumenti percepiti come legati a contesti militari o di emergenza, invece possono essere utilizzati anche per la protezione.

(Bertolo) Certo. I droni possono essere utilizzati ad esempio in caso di incendio, possono essere usati per raggiungere zone impervie, zone irraggiungibili:  pensiamo proprio a un Progetto Pilota, che abbiamo presentato di recente in un convegno a Milano, dove vediamo i droni in BVLOS, quindi gestiti completamente da remoto, che vanno a controllare e a verificare lo stato di sicurezza dei cantieri, soprattutto per infrastrutture critiche, e in questo caso parliamo dell’alta velocità/alta capacità Brescia Est – Verona. Non è possibile controllare tutta una tratta così lunga con degli uomini: il drone lo può fare e quindi può allertare nel caso ci sia il bisogno. Ecco che allora intervengono le Forze di Polizia e in questo caso si dimostra anche una grande e importante partnership tra pubblico e privato, tra le aziende e le Forze dell’Ordine.

(Cremonini) A fronte di un calo del numero dei reati cresce invece la nostra percezione di insicurezza, la nostra sensazione di insicurezza e il senso di insicurezza ha un impatto molto importante sul benessere generale della persona.

(Bertolo) Certo, la sicurezza è un bisogno. Noi per star bene dobbiamo sentirci sicuri e questo ci fa sentire anche liberi. Maslow nel definire la sua “Piramide dei Bisogni dell’uomo” mette alla base come bisogno primario i bisogni fisiologici, quindi mangiare, bere, dormire; al secondo mette proprio la sicurezza perché è indispensabile. Sicurezza quindi di avere una casa, di avere del benessere.

(Cremonini) Giorni fa l’attacco informatico al sito di prenotazioni online Booking, prima c’era stato il Cyber attacco agli Uffizi: sono gli episodi che ci hanno colpito ultimamente. Ma il numero di questo tipo di reati è molto alto, in Italia?

(Bertolo) In Italia, dati dell’Osservatorio di CyberSecurity di Exprivia, stiamo parlando di più di 4000 attacchi all’anno, che vuol dire poi a livello di incidenti, cioè l’attacco che va a buon fine, oltre 100 al trimestre. Dati importanti.

(Cremonini) Ci sono settori o ambiti più vulnerabili di altri?

(Bertolo) Certamente. Il primo è quello Finance, sempre secondo l’Osservatorio CyberSecurity di Exprivia, quindi vuol dire banche e istituzioni finanziarie; poi abbiamo tutta la parte software/hardware che viene molto attaccata; a seguire il Retail e la Pubblica Amministrazione.

(Cremonini) Anche in questo campo abbiamo una normativa seria In Italia?

(Bertolo) Sì, anche perché ci arriva dall’Europa, dall’Unione Europea che ha emanato la NIS2, DORA e ulteriori Direttive che, se da una parte spaventano le aziende e le organizzazioni, dall’altra però hanno veramente finalità molto importanti. Per fare un esempio semplice, una novità fondamentale introdotta dalla NIS2 è quella del controllo dell’intera Supply Chain, perché uno dei problemi base della CyberSecurity è che se ho un anello della catena che è debole, tutta la catena, tutto il valore, viene messo a rischio. Quindi bisogna assicurarsi che tutti nella filiera, nella catena, siano in sicurezza.

Questi i contenuti sviluppati da S News nel corso della puntata, che può essere vista integralmente al seguente link: www.rainews.it/tgr/rubriche/officinaitalia/video/2026/04/TGR-Officina-Italia-del-18042026-4f155560-ac38-4e7a-9a40-332c92fd7f49.html?wt_mc=2.www.wzp.rainews.

Buona visione!

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