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SAIPEM e CEPAV DUE: un progetto pilota di sicurezza avanzata basato sulla cooperazione tra pubblico e privato

Alessandro Puliti, CEO di Saipem

Droni e nuove frontiere della sicurezza avanzata sono stati il filo conduttore dell’evento organizzato da Saipem giovedì 26 febbraio a Milano “Droni e sicurezza aumentata. L’esperienza di Saipem: dal progetto pilota di Cepav Due alle nuove applicazioni”.

Concepito come un workshop, l’evento dal taglio tecnico scientifico, ha visto tra gli ospiti alcune prestigiose università italiane: il Politecnico di Milano, l’Università di Catania, l’Università di Padova, l’Università di Siena, l’Università Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e il Campus Biomedico.
Presenti i rappresentanti delle Istituzioni, Polizia e Arma dei Carabinieri, Esercito Italiano, delle Associazioni di Settore, ASSIV – Confindustria, i Security Managers delle principali aziende italiane, società di primordine del settore delle tecnologie di sicurezza e dei droni e professionisti di elevata caratura che hanno scritto e che continuano a scrivere la storia della sicurezza in Italia.

Il pubblico in sala e da sinistra: Corrado Miralli, Monica Bertolo e Franco Lombardi

Il Programma

Dopo i saluti dei vertici di Saipem, affidati al CEO Alessandro Puliti (nella foto in alto), il workshop si è aperto con l’intervento del Presidente di Cepav Due, Franco Lombardi.

Franco Lombardi

È seguita la Presentazione del Progetto Pilota DRONI e sistema integrato di security in Cepav Due a cura di Corrado Miralli, Security Manager e CISO di Saipem, e di Daniele Viticchi, progettista del sistema integrato di security e CEO e Partner di AISEC.

Il momento di Keynote Speech si è articolato su 3 interventi:

  • EASA/ENAC in pratica: come trasformare la compliance in operazioni di Nicola Marietti, CEO di AIViewGroup;
  • Applicazioni di droni in ambito industriale di Daniele Viticchi;
  • La minaccia viene dall’alto: stato dell’arte sui sistemi anti-drone di Nicola Marietti.
Nicola Marietti

Dopo la pausa il secondo Keynote Speech si è invece focalizzato su:

  • Cooperazione pubblico privato in ambito sicurezza. Impiego dei droni a supporto delle attività della vigilanza privata e delle Forze di Polizia/Protezione civile a cura di Corrado Miralli;
  • Ingegneria Saipem: sviluppo di sistemi di droni in ambito sicurezza di cantieri Onshore:
    • Corporate Digital per piattaforma droni Saipem, di Fabio La Spina, Digital Transformation Manager, Saipem;
    • Encar HSE per use case “Drops by Drones”, di Lorenzo Corallo, HSE e R&D Manager, Saipem;
    • SMAUT per requirements droni Clienti finali, di Marco Cassinera, Team Leader, Saipem.

Il workshop è stato moderato dalla scrivente, Monica Bertolo, Direttore S News.

Monica Bertolo

Quale la particolarità del Progetto Pilota Saipem?

Corrado Miralli ha sottolineato la valenza tecnologica del progetto di sicurezza per i cantieri AV/AC di Cepav Due che Saipem ha sviluppato e guidato: un sistema integrato con l’ausilio di una flotta di droni pilotati in BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight).

Una soluzione che definisce un nuovo standard per la sicurezza di impianti e cantieri complessi, particolarmente estesi sul territorio, nonché di infrastrutture critiche.

Il progetto AV/AC Brescia Est – Verona di Cepav Due

La linea ferroviaria in costruzione AV/AC Brescia Est-Verona è un’opera strategica per l’Italia e per il Corridoio Mediterraneo europeo. Il tracciato si sviluppa per 48 km, principalmente in affiancamento all’autostrada A4, interessando Lombardia e Veneto.
La realizzazione è commissionata da Rete Ferroviaria Italiana al Consorzio Cepav Due, composto da Saipem 59%, Pizzarotti 27% e Gruppo ICM 14%. Il progetto segue il completamento della tratta Milano – Brescia di cui Cepav Due ha realizzato il lotto Treviglio – Brescia, in esercizio dal 2016.

I numeri:

  • tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione “Verona Merci” di collegamento con l’asse ferroviario Verona – Brennero
  • 4 viadotti
  • 4 gallerie naturali
  • 17 gallerie artificiali
  • 30 km rilevati e trincee
  • 20 fabbricati tecnologici
  • 18,5 km nuova viabilità

Il progetto di security vede sistemi integrati, scalabili, dinamici, a basso impatto sulle attività di cantiere, gestiti in tempo reale, che garantiscono una pronta attivazione della security privata e delle Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci in caso di evento, attuando concretamente il concetto di cooperazione pubblico-privato in materia di security:

  • 11 droni per monitoraggio in BVLOS collegati a sensoristica a terra, con copertura H724/365. Dall’attivazione i droni hanno percorso oltre 40.500 km con 3,6 km di media per ogni missione di volo, totale di missioni di volo da giugno 2025 oltre 11.000 per un totale di ore di volo superiore a 2.100.
  • 20 Guardie Particolari Giurate (GPG) di società di sicurezza privata per la gestione della Control Room e degli interventi lungo la linea in caso di attivazione.

I vantaggi del Progetto Pilota Saipem in Cepav Due

Nel corso del workshop Miralli ha illustrato con chiarezza, anche attraverso testimonianze video, i molteplici benefici offerti da un sistema di sicurezza integrato basato sull’impiego di droni. Ne evidenziamo i principali.

  • Monitoraggio capillare e Pattugliamento Preventivo: i droni effettuano ronde automatiche o guidate dal pilota riducendo i tempi di sopralluogo delle unità a terra ed aumentando la presenza di “occhi” sul territorio per prevenire il compimento di reati, giungendo rapidamente anche in località remote o difficilmente raggiungibili da terra.
  • Tempestività, Inseguimento e Monitoraggio: rilevamento rapido di minacce e/o pericoli (Early Detection).
  • Supporto aereo in caso di evento di security: la raccolta accurata delle informazioni trasmesse dai droni in tempo reale consente di indirizzare la risposta della security in maniera più mirata ed efficace.
  • Sicurezza degli Operatori con Utilizzo ottimizzato delle risorse: riduzione al minimo dell’esposizione umana. In una situazione potenzialmente pericolosa, il drone effettua un “sopralluogo preventivo” per valutare i rischi e guidare gli operatori sul luogo dell’evento (Supporto alla risposta alle emergenze), mantenendo il controllo della scena per tutto il tempo dell’intervento.

Modello esportabile per contesti ad alto rischio 

Il Sistema Integrato di Security così testato, rappresenta un modello esportabile in tutti i contesti ad alto rischio, garantendo sicurezza e anticipando il futuro della protezione di cantieri complessi e infrastrutture critiche.

“Il fattore umano, con la professionalità del personale di vigilanza privato – ha evidenziato Miralli – rimane l’elemento determinante per il buon funzionamento del sistema, assicurando il pronto collegamento con le Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci”.

Il contesto attuale evidenzia l’opportunità di rafforzare il coordinamento normativo e di promuovere percorsi di formazione congiunta tra operatori di sicurezza privata e Forze di Polizia, con l’obiettivo di favorire la standardizzazione dei protocolli di comunicazione e delle procedure operative.

Progetto Saipem: esempio concreto di cooperazione pubblico-privato 

Il progetto rappresenta un esempio concreto di cooperazione pubblico-privato in cui il contributo del settore privato, attraverso un sistema di sicurezza integrato sul territorio, sia un supporto efficace all’azione delle Forze di Polizia nella tutela della sicurezza pubblica e nel contrasto ai fenomeni criminali.

“In caso di evento – ha spiegato Miralli – la segnalazione al 112 da parte della Control Room permette agli operatori un intervento più tempestivo ed efficace, con monitoraggio continuo della scena anche in condizioni di scarsa visibilità, grazie a tecnologie a infrarossi, a vantaggio della sicurezza di GPG e FF.PP.

Nel rispetto delle prerogative delle Istituzioni e in continuità con iniziative già avviate dal Ministero dell’Interno come il protocollo d’intesa nazionale ‘Mille occhi sulle città’ e il protocollo d’intesa siglato nel 2024 con ENAC per l’utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto (droni) da parte delle Forze di Polizia, il contributo del settore privato, attraverso risorse e competenze dedicate, può rafforzare il controllo del territorio da parte delle FF.PP. a beneficio della collettività.

Mi piace parlare di Sicurezza Aumentata con potenzialità ancora più amplificate da tecnologie AI per la gestione delle immagini.

Il collegamento operativo tra droni e pattuglie della vigilanza privata, ma anche di Forze di Polizia in caso di intervento a seguito di segnalazione alla Centrale Operativa, rappresenta un’integrazione tattica avanzata, che si traduce in un ‘teatro operativo comune digitale’.

Con adeguati protocolli operativi, lo scambio delle informazioni provenienti dal Sistema Integrato di security e dai droni, e il coordinamento tra sicurezza privata e FF.PP./Vigili del Fuoco/Protezione Civile potrebbero avvenire in ‘real time’, anziché tramite il servizio 112, e senza comunicazioni tra Centrali Operative, attraverso una Piattaforma di Physical Security Information Management (PSIM).

Una piattaforma gestionale comune consentirebbe ai vari attori la correlazione dei dati su mappe georeferenziate e sinottici video da droni, sensori e telecamere, con attivazione di workflow di incident management per il coordinamento rapido di intervento delle pattuglie di sicurezza privata e delle FF.PP.

Si potrebbe così ipotizzare un workflow pubblico/privato di questo tipo:

FASEAZIONE

CONTROL ROOM SOCIETÀ
DI
SICUREZZA
AZIONE

CENTRALE OPERATIVA
FF.PP.
Early DetectionMonitoraggio allarmi e video analisi su obiettivi privati/sensibili, infrastrutture critiche, cantieriRicezione della segnalazione qualificata da parte dell’operatore privato
Filtro / PrioritizzazioneValutazione della veridicità dell’allarme, eliminazione falsi positiviValutazione della priorità di intervento
Conferma / SegnalazioneInvio immediato dei dati (targhe, descrizione soggetti, video, foto) in caso di reati o emergenzeInvio della pattuglia delle FF.PP. sul posto per il primo intervento
Supporto / MonitoraggioLa pattuglia GPG della società privata effettua le azioni di competenza e funge da “sentinella” in attesa dell’arrivo delle Forze dell’Ordine, monitorando la zona di interventoGestione dell’intervento, raccolta evidenze legali e di Polizia Giudiziaria

In un contesto caratterizzato da crescenti esigenze in materia di sicurezza pubblica, la sinergia tra pubblico e privato emerge come un fattore strategico, ribadendo un principio tanto semplice quanto attuale: l’unione fa la forza”, ha sottolineato Miralli.

Ulteriori temi del workshop 

Il workshop è stato un momento importante anche per illustrare lo stato dell’arte dei sistemi anti drone oggi utilizzabili, nonché altre iniziative di Saipem in materia di droni per attività di sicurezza dei cantieri e dei lavoratori, nonché il monitoraggio dello stato avanzamento dei progetti.

“Saipem è da sempre fortemente impegnata a garantire la sicurezza nei siti di progetto, con soluzioni sempre più innovative. Non solo sicurezza, ma un salto nel futuro della protezione delle infrastrutture critiche: questo progetto, infatti, non protegge solo il cantiere AV/AC Brescia – Verona, disegna un nuovo standard per la sicurezza, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa essere concreta, misurabile e sostenibile”, ha specificato Miralli.

Corrado Miralli

Al termine delle varie relazioni, sono seguiti gli interventi di: Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV, Umberto Saccone, Direttore del Corso Executive “Security Risk Management” alla LUISS Business School, Stefano Bargellini, Strategic Security Advisor di Fiera Milano, Damiano Toselli, Consulente Security e Docente, Giovanni Schembra, Ordinario di Telecomunicazioni del DIEEI dell’Università di Catania.

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