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SAIPEM, Miralli: Progetto Pilota. Sistema security integrato per cantieri con droni in BVLOS

Corrado Miralli

Corrado Miralli, Security Manager e CISO di SAIPEM, nonché cultore della materia della security aziendale,nell’approfondito articolo tecnico scientifico che segue, presenta il Progetto Pilota guidato da SAIPEM relativo alsistema di security integrato per lasicurezza e la sorveglianza dei cantieri, con l’ausilio di una flotta didroni pilotati in BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight).

Buona lettura!

SAIPEM: SISTEMA DI SECURITY INTEGRATO PER SICUREZZA E SORVEGLIANZA DEI CANTIERI CON DRONI PILOTATI IN BVLOS

di Corrado Miralli

Il Progetto Pilota che qui viene descritto, rappresenta la prima applicazione in ambito nazionale di droni per la security in aree di cantiere, con missioni programmate su way-point georeferenziati, e testimonia un esempio di concreta cooperazione pubblico privato in materia di sicurezza del territorio.

I punti chiave del Progetto

  • Videosorveglianza aerea autonoma per il monitoraggio di oltre 40 km lineari di aree in costruzione, con capacità di visione anche notturna e ad infrarosso.
  • Rilevamento di intrusioni, danni o movimenti sospetti, con trasmissione live alla Security Control Room.
  • Integrazione con sistemi di security avanzati come sensori antistrappo in tecnologia LoRaWAN, fototrappole multi-tecnologia e Security Video-Box con telecamere ad alta definizione e analisi video integrata.
  • Rafforzamento del coordinamento tra servizi di sicurezza privata e Forze di Polizia in caso di evento, con la possibilità di monitorare l’area di interesse dall’alto anche in condizioni di scarsa visibilità, anche a tutela di tutti gli agenti operanti.

Introduzione 

Il progetto, guidato da Saipem SpA, rappresenta un’innovativa realizzazione in Italia per la sicurezza e la sorveglianza di cantieri industriali e infrastrutturali.

La leadership di Saipem, in collaborazione con partners tecnici specializzati, ha permesso di sviluppare un sistema integrato che rivoluziona la sicurezza privata, impiegando una flotta di droni operanti in modalità BVLOS (Beyond Visual Line of Sight) per la protezione di infrastrutture in costruzione, integrandosi con sistemi ibridi di ultima generazione. Questa soluzione è scalabile, dinamica e a ridotto impatto sulle attività di cantiere e viene gestita in tempo reale da una Security Control Room Locale, affiancata da una Control Room Remota, che coordina le missioni dei droni in campo.

Obiettivi e benefici 

Gli obiettivi principali che hanno guidato lo sviluppo del progetto da parte di Saipem sono stati:

  • ridurre i tempi di intervento in caso di un evento di security;
  • garantire il miglior supporto alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco;
  • fornire informazioni utili alla Security e alla Safety del cantiere;
  • intercettare tempestivamente eventuali situazioni di rischio per persone e beni aziendali;
  • garantire la ridondanza e resilienza del sistema di protezione attraverso l’integrazione dei droni con tecnologie di campo di ultima generazione, capaci di rilevare intrusioni, effrazioni e furti nelle aree a maggior rischio e di trasmettere la posizione per attivare le necessarie contromisure.

Approccio metodologico 

Il progetto ha previsto una risk analysis del cantiere finalizzata a identificare i principali rischi di security e a determinare la presenza di eventuali vulnerabilità non adeguatamente coperte da misure di sicurezza, nonché ad analizzare la completezza e l’efficacia delle misure di protezione fisica applicabili per innalzare il livello di sicurezza. La security di Saipem SpA, in collaborazione con i consulenti e progettisti di Aicom S.p.A e con il supporto di EuroUSC Srl (per i rapporti con ENAC), ha sviluppato un Security Concept nel quale sono state individuate contromisure calibrate in base a un equilibrio tra efficacia, efficienza, sostenibilità e riutilizzo futuro delle tecnologie, nel rispetto dei vincoli tecnici, organizzativi, autorizzativi e temporali di un cantiere ad alta complessità.

Successivamente, è stata individuata la società Ingegneria e Software Industriale S.p.a. quale aggiudicataria dei lavori e dei servizi connessi alle autorizzazioni operative verso ENAC per l’uso dei droni a pilotaggio remoto.

Procedure ENAC

A gennaio 2025, ENAC ha rilasciato all’Operatore UAS l’autorizzazione alla sperimentazione, consentendo lo svolgimento dei test di volo sulle tratte del cantiere interessate dal monitoraggio di Security.    
Sono stati richiesti e rilasciati tutti i NOTAM (NOtice To AirMen) necessari per l’esecuzione delle attività, e forniti a ENAC i risultati delle singole fasi incrementali di test per la validazione della capacità operativa dei droni sulle tratte sensibili.

Tecnologie e integrazione 

L’architettura del sistema si basa su un approccio multi-sensore integrato che combina soluzioni di detection, verifica e risposta all’interno di una piattaforma di Physical Security Information Management (PSIM), integrata con la piattaforma di gestione del volo dei droni.

Il sistema aereo utilizza stazioni di docking per droni multi-rotore che garantiscono ricarica automatica e continuità operativa in scenari remoti o non presidiati. I droni operano in modalità missioni pianificate su waypoint per il pattugliamento ordinario, ma sono in grado di passare in modalità event driven, deviando dalle rotte predefinite per intervenire in caso di allarme generato da altre componenti di campo. Sono equipaggiati con sensori ottici ad alta risoluzione per l’osservazione diurna e sensori termici per il rilevamento in condizioni di scarsa visibilità, supportati da sofisticati algoritmi di video analisi e AI.

L’integrazione di un modulo di posizionamento RTK consente georeferenziazione centimetrica, mentre l’autonomia di volo superiore alla mezz’ora permette una copertura estesa delle aree sorvegliate. Le aree di installazione delle docking stations sono protette da barriere fisiche e telecamere di videosorveglianza fissa.

Protezione materiali sensibili  

Affidata a sensori inclinometrici wireless su protocollo LoRaWAN con allarme a gateway di campo, connessi alla control room tramite rete LTE/4G, alimentata da sistemi fotovoltaici con batteria di accumulo.

Protezione zone confinate non presidiabili dai droni 

Assicurata da fototrappole wireless, con sensore PIR e fotocamere per immagini diurne e notturne con allarmi ed evidenza fotografica trasmessi via LTE/4G alla piattaforma centrale, alimentati da batteria e pannelli fotovoltaici.

Security Box

Dispositivi a protezione delle sottostazioni elettriche, con telecamere ottiche ad alta definizione, analisi video e connettività LTE/4G alimentate da rete elettrica con batterie di backup.
La piattaforma PSIM consente la georeferenziazione dei sensori e la gestione coordinata degli eventi: in caso di allarme, genera una missione dinamica per il drone, che interrompe il pattugliamento ordinario per dirigersi al punto segnalato.
La sequenza detection-verifica-risposta è gestita in tempo reale, riducendo i tempi di intervento e incrementando l’efficacia complessiva.

Connettività 

In cantiere, dove fibra e ponti radio non sono sempre disponibili, è stata adottata una rete satellitare a bassa latenza (Starlink) per collegare le docking stations DJI distribuite lungo i cantieri, abilitando missioni autonome di perlustrazione, risposta agli allarmi e supervisione H24 del perimetro.

Scenari Operativi: Security Control Room, il Cuore Operativo 

È stata adottata una Piattaforma PSIM per la correlazione dei dati su mappe georeferenziate e sinottici video provenienti da droni, sensori e telecamere, con attivazione di workflow di incident management per il coordinamento rapido delle pattuglie di vigilanza locali, e la collaborazione con Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco per la condivisione in tempo reale delle informazioni e una pronta risposta agli eventi criminosi e alle emergenze.

Numeri e vantaggi tangibili 

  • 100% copertura delle aree sensibili (gallerie, sottostazioni, linee elettriche).
  • Tempi di intervento ridotti del 70% grazie alla sinergia droni-sensori.
  • Deterrenza attiva attraverso la presenza visibile dei droni e segnalatori ottico-acustici correlati ai sensori.
  • Scalabilità della soluzione replicabile in altri cantieri o infrastrutture critiche.
  • Interventi mirati e più efficaci di personale di vigilanza privata e Forze di Polizia in caso di evento lungo tutta l’estensione del cantiere.
  • Copertura di aree difficilmente raggiungibili da terra.

Conclusioni 

Il sistema integrato di security sviluppato e guidato da Saipem, non protegge solo il cantiere dell’infrastruttura in costruzione, ma definisce un nuovo standard per la sicurezza nazionale, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa essere concreta, misurabile e sostenibile. Rappresenta un modello esportabile in tutti i contesti ad alto rischio, garantendo sicurezza, e anticipando il futuro della protezione delle infrastrutture.

Il fattore umano, con la professionalità del personale di vigilanza privato, rimane l’elemento determinante per il buon funzionamento del sistema, assicurando il pronto collegamento con le Forze di Polizia.

Il sistema è integrato, scalabile, dinamico e a basso impatto, gestito in tempo reale da una Security Control Room remota che, in caso di evento, può attivare rapidamente le Forze di Polizia per interventi mirati ed efficaci.

È un esempio concreto di cooperazione pubblico-privato in cui il privato, tramite un sistema di sicurezza integrato sul territorio, contribuisce ad aumentare l’efficienza delle Forze di Polizia nella sicurezza pubblica e nella repressione dei reati. In caso di evento la segnalazione al 112 da parte della Control Room, permette un intervento più sicuro ed efficace con monitoraggio continuo della scena anche in condizioni di scarsa visibilità grazie a tecnologie a infrarossi, a vantaggio della sicurezza di GPG e FF.PP.

Si ringrazia ENAC per il supporto e la disponibilità evidenziata.

Corrado Miralli

È esperto in gestione delle emergenze e crisi, travel security e continuità operativa, sicurezza delle operazioni in ambito onshore e offshore in aree ad alto rischio, cyber security governance.
Proveniente dai Corsi dell’Accademia Militare di Modena (169°), ha prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri fino al grado di Tenente Colonnello, ricoprendo anche incarichi investigativi presso il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri di Milano e Brescia, e presso la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Milano. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma e la Laurea in “Scienze della sicurezza interna ed esterna” presso l’Università Tor Vergata di Roma.
È senior security manager qualificato UNI 10459 ed ha ottenuto la certificazione in materia di business continuity di cui alla ISO 22301. Tra il 2022 ed il 2023 è stato Chair del BCI Italy Chapter.
Dal 2008 è Security Manager e Chief Information Security Officer (CISO) di Saipem SpA, nonché cultore della materia della security aziendale.

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