SICUREZZA 2025: antincendio, il futuro è digitale e integrato. La parola a EL.MO., Eaton, Ermes

Il mondo della sicurezza antincendio sta attraversando una fase di profonda evoluzione, dove l’innovazione tecnologica gioca un ruolo cruciale. L’integrazione di sistemi intelligenti, capaci di comunicare tra loro, con chi li gestisce e con chi deve essere messo in salvo, sta ridisegnando le modalità di progettazione, gestione e manutenzione degli impianti.
“Digitalizzazione, integrazione e nuove esigenze normative – sottolineano da Fiera Sicurezza – stanno cambiando il modo di progettare, gestire e manutenere gli impianti. Tre aziende che saranno presenti a SICUREZZA 2025, EL.MO., Eaton Industries ed Ermes, raccontano il presente e il futuro di un comparto dove tecnologia e sicurezza vanno di pari passo”.
“Una delle tematiche oggi più complesse – evidenzia Salvatore Pastorello, Chief Operating Officer di EL.MO. – è riuscire a trasmettere e applicare correttamente tutto ciò che le normative antincendio richiedono. Le prescrizioni tecniche sono spesso articolate e richiedono un alto livello di competenza per essere interpretate e messe in pratica sul campo. Per questo diventa fondamentale che ogni attore coinvolto, dai progettisti agli installatori, sia costantemente aggiornato su tutti gli aspetti normativi, procedurali e tecnici”.
“La parola d’ordine è ‘semplificare‘ – aggiunge Alessio Peron, Field Product Manager Emergency Lighting & Fire di Eaton Industries, – su questo tema oggi possiamo individuare tre principali innovazioni: la crescita dell’uso di sistemi lineari di fumo e calore, che cambiano il modo di progettare gli impianti e facilitano la manutenzione; l’impiego di componenti alimentati da loop per la segnalazione degli allarmi, che semplificano la distribuzione dell’impianto ed il monitoraggio da remoto, tramite app mobile e piattaforme cloud che ne semplificano la gestione”.
Digitalizzazione e integrazione
“La digitalizzazione è la leva che sta trasformando più profondamente il settore – specificano da Fiera Sicurezza. – Gli impianti diventano intelligenti, connessi, capaci di essere monitorati e gestiti anche da remoto”.
“Abbiamo individuato due grandi sfide per il settore e su questo stiamo lavorando – spiega Peron. – Da una parte la manutenzione predittiva che permette di prevedere per tempo gli interventi da effettuare, riducendo le inefficienze, e guidando i clienti nelle attività di gestione, garantendo impianti sempre efficienti. Dall’altra la Cyber security, perché l’integrazione online dei sistemi di sicurezza richiede alti standard di protezione”.
“Sicuramente l’integrazione è uno dei grandi temi da affrontare. – spiegano da Fiera Sicurezza – L’antincendio non è più un comparto isolato ma parte di un ecosistema più ampio che include videosorveglianza, domotica e gestione intelligente dell’edificio”.
“I sistemi antincendio – evidenzia Pastorello di EL.MO: diventano sempre più intelligenti e integrati con altre tecnologie: sempre più spesso li vediamo connessi a impianti domotici, videosorveglianza, piattaforme cloud per la ricezione degli allarmi. Tutto questo porta a una gestione più efficiente, centralizzata e sicura degli impianti sia in fase progettuale che in quella di manutenzione. Facciamo ampio uso del Building Information Modeling per creare un digital twin dell’edificio da proteggere. Questo approccio consente di coordinare fin dall’inizio tutti i professionisti coinvolti e di centralizzare la raccolta dei dati, eliminando sovrapposizioni e riducendo errori”.
Ma quali sono le principali difficoltà che i progettisti si trovano ad affrontare quando si tratta di un sistema antincendio?
“Uno degli ostacoli più frequenti – spiega Pastorello – riguarda la raccolta e disponibilità dei dati preliminari, spesso frammentari o incompleti. Per progettare correttamente un impianto antincendio servono informazioni precise sull’edificio, sull’uso previsto, sulle attività svolte e su eventuali vincoli strutturali. Ma non è raro trovarsi a lavorare su situazioni in cui il tema della prevenzione incendi non è stato affrontato in fase iniziale, e questo comporta difficoltà aggiuntive. Non basta una semplice planimetria: per dimensionare correttamente un sistema di rivelazione o spegnimento serve un’analisi approfondita e una raccolta accurata di dati da più fonti. Spesso queste informazioni sono distribuite tra diversi attori, e il nostro compito è anche quello di metterle insieme per costruire un quadro coerente e trovare la soluzione più adatta”.
“Se parliamo di grandi strutture come possono essere scuole, ospedali ecc. – aggiunge Peron – la programmazione logica dell’impianto è fondamentale. Altri elementi importanti sono: l’uso di prodotti certificati, per evitare sorprese in fase di realizzazione, il corretto dimensionamento della segnalazione ottico-acustica, così da raggiungere tutte le persone, anche con diverse esigenze (ad esempio problemi di udito) e la scelta e la copertura corretta dei dispositivi, per garantire un allarme efficace”.
La sicurezza passa anche dalla comunicazione
Accanto a chi sviluppa rivelatori, centrali e piattaforme cloud, c’è un aspetto altrettanto cruciale: la possibilità di comunicare in modo rapido e affidabile durante un’emergenza.
“Ci occupiamo di sistemi audio su rete dati, dall’interfonia alla diffusione sonora, fino alle chiamate SOS – spiega Filippo Gambino, CEO di Ermes. – Anche in questo campo la normativa è diventata sempre più esigente e precisa come nel caso degli spazi calmi da prevedere all’interno di edifici o infrastrutture: luoghi dove chi non può evacuare autonomamente deve poter chiedere aiuto tramite dispositivi audio bidirezionali, ma anche i campeggi in cui la normativa dei Vigili del fuoco prevede che oltre i 400 ospiti potenziali ci siano pulsanti o dispositivi di comunicazione per segnalare l’insorgere di un incendio”.












