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Per una Sicurezza sempre più professionale

Editoriale 84

In un periodo storico che vede protagoniste le fake news, la disinformazione e una dilagante superficialità, diventa perentorio per chi invece vuole interessarsi di questioni serie, come la Sicurezza, andare in profondità nelle situazioni, indagare, verificare, testare, ricercare, studiare. Se prendiamo come caso studio le AI generative come i Large Language Models, il loro output è architettato per apparire corretto, ma se non si riesce a stabilire perché la riposta sia effettivamente quella giusta, il rischio è che una struttura di passaggi logici che includa tale output abbia le fondamenta destinate a cedere; inoltre, anche nel caso in cui l’output sia corretto, l’imperscrutabilità derivante dall’incapacità di maneggiarne i contenuti lo rende inutile in contesti nei quali una garanzia di veridicità viene richiesta.

Da qui nasce la professionalità, conditio sine qua non per tutta la nostra filiera: dalle imprese che con R&D, innovazione, certificazioni evolvono e migliorano processi e prodotti, ai professionisti che, a vario titolo, possono dar prova di competenze ed esperienze sul campo, in modo da dimostrarsi riconosciuti e autorevoli specialisti del settore. La professionalità si costruisce con la competenza, con l’aggiornamento costante, con la dedizione, l’integrità e la consapevolezza nello svolgere il proprio lavoro.

Di questo ha bisogno il settore, e plurime le voci degli stakeholders in tal senso racchiuse nel numero 84 di S News, a partire dalla cover, per poi ritrovarsi praticamente in ogni articolo della rivista.

Se infatti è su un livello tecnico scientifico che vogliano misurarci, è su ambiti oggettivi di contenuti che ci dobbiamo confrontare. Qui non si tratta di vacue impressioni o di semplici pourparlers: la Sicurezza si basa su concetti di matrice tecnica, tecnologica, normativa e scientifica, altrimenti Sicurezza non è. E solo una Sicurezza sempre più professionale potrà garantire un domani maggiormente sicuro all’intera collettività: con investimenti ingenti verso tecniche di disinformazione sempre più sofisticate e con l’evoluzione dei bias induttivi degli strumenti di machine learning dettata dalla valutazione delle performances predittive, la distanza cognitiva tra “quasi corretto” e corretto si rimpicciolisce giorno dopo giorno.

Per il download di S News numero 84, cliccare qui.

Buona lettura!

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