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Dal SOC alla “regia” della resilienza: il nuovo Centro Operativo MEAD e il Cyber MEAD Tour 2026

Cover Story n. 85 MEAD

Protagonista della Cover Story del numero 85 di S News è MEAD, che rafforza il proprio posizionamento nella sicurezza informatica e cibernetica con un nuovo Centro Operativo di Controllo attivo h24 e una WAR Room dedicata alla gestione delle crisi.
Da qui prende forma un percorso nazionale in tre tappe: a Reggio Emilia martedì 9 giugno pomeriggio, a Venezia in settembre e a Roma in ottobre.

MEAD e lo scenario italiano della cybersecurity

In un panorama in cui la cybersecurity è sempre meno “tema IT” e sempre più leva di continuità operativa, governance e fiducia, l’evoluzione dei modelli da semplice presidio a sistemi integrati tecnologici e operativo – decisionali 24/7 diventa decisiva.

MEAD, system integrator italiano fondato nel 1984, annuncia nel 2026 un investimento che segna un passaggio netto: un nuovo centro operativo di controllo, evoluzione rispetto ai tradizionali modelli di SOC e NOC, progettato per monitorare e verificare in modo continuativo la sicurezza e l’operatività delle infrastrutture dei clienti.
Per valorizzare l’evoluzione e promuovere una riflessione strutturata sulla sicurezza cibernetica del Sistema Paese, MEAD lancia inoltre il Cyber MEAD Tour 2026, un ciclo di eventi itineranti nelle tre città italiane di Reggio Emilia, Venezia e Roma.

Su questi e ulteriori temi, S News incontra Franco Oleari, CEO di MEAD.

Grandi evoluzioni in MEAD, System Integrator con un forte approccio consulenziale. State infatti per lanciare un’importante novità, che sicuramente vi posizionerà in modo ulteriormente strategico sul panorama della resilienza delle società corporate. Di che cosa si tratta nello specifico?

Ciò che stiamo lanciando è il passo più naturale, e al contempo più ambizioso, della nostra storia: un nuovo centro operativo di controllo che supera la logica tradizionale dei SOC e dei NOC, perché mette insieme, in un’unica regia, sicurezza e continuità operativa.
È una Sala di Monitoraggio, un Cyber e Network Operations Center attivo h24, progettato per controllare e verificare in modo continuativo lo stato di sicurezza e di operatività delle infrastrutture dei nostri clienti.
Completa l’ambiente la presenza di una WAR Room: uno spazio fisico e operativo pensato per la gestione delle crisi cibernetiche più complesse, dove – in caso di incidente – teams tecnici, management e stakeholders possono riunirsi per definire rapidamente strategie di risposta, contenimento e ripristino della continuità aziendale.
È un investimento che risponde a un’esigenza sempre più sentita dal tessuto produttivo italiano: non basta più prevenire gli attacchi, bisogna essere pronti a gestire l’emergenza con competenza, processi e strutture adeguate.
Questa evoluzione si innesta su ciò che MEAD è da sempre: un system integrator italiano, fondato nel 1984, che accompagna aziende pubbliche e private nel percorso di evoluzione tecnologica e digitale.
Oggi contiamo circa 150 professionisti, con oltre l’80% di profili tecnici altamente specializzati, distribuiti su quattro sedi operative: Reggio Emilia (sede centrale), Treviso, Agrate Brianza e Roma.

Le nostre business units coprono i pilastri dell’ICT moderno:

  • Cybersecurity,
  • Networking,
  • Datacenter,
  • Unified Communication e
  • Sviluppo Software,

con un’offerta integrata che ci consente di essere interlocutore unico su progetti complessi, dove affidabilità e continuità non sono “opzioni”, ma requisiti.

E poi c’è un elemento distintivo che, nel mercato, fa davvero la differenza: i centri operativi di monitoraggio sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sono interamente localizzati in Italia presso le sedi MEAD.
Questo significa prossimità, presidio reale, e un’aderenza naturale ai requisiti normativi e di sovranità del dato: aspetti che oggi incidono quanto la tecnologia, perché la resilienza è anche governance.
In sintesi: portiamo la consulenza dentro l’operatività quotidiana, e l’operatività dentro una visione strategica misurabile e governabile nel tempo.

Chiarissimo! Da qui parte, quindi, la vostra collaborazione con la Polizia Postale. Corretto?

Sì, è corretto. In questo contesto si inserisce il percorso di collaborazione con la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, con la quale è in fase di finalizzazione una convenzione che dovrebbe avere avvio nelle prossime settimane.

Per noi rappresenta un riconoscimento istituzionale di grande valore, ma soprattutto l’avvio di una relazione strutturata con un organismo che, a livello nazionale, è deputato alla prevenzione e al contrasto dei reati informatici. Questo consente di creare le basi per uno scambio costante di competenze, informazioni e best practices.

In un ambito come quello della cybersecurity, la tempestività nella condivisione degli elementi di contesto e delle modalità di attacco è determinante. In questa prospettiva, la collaborazione con la Polizia Postale si inserisce nel percorso di rafforzamento di MEAD come partner affidabile per la sicurezza delle organizzazioni.
Per le aziende clienti questo si traduce in un ulteriore elemento di garanzia, in un momento storico in cui la sicurezza informatica non è più soltanto una questione tecnologica, ma un tema strategico che riguarda la continuità dei servizi, la fiducia e la competitività.

E per valorizzare questa importante innovazione, avete organizzato tre eventi specifici, dal taglio diverso e dall’approccio specifico. Ce li presenta?

Abbiamo scelto di raccontare questa evoluzione con un percorso, non con un singolo annuncio. Per questo nasce il Cyber MEAD Tour 2026, un ciclo di eventi in diverse città italiane, tutti incentrati sul tema della sicurezza cibernetica.
È un percorso nazionale articolato in tre appuntamenti di alto profilo, concepiti per promuovere una riflessione strutturata e continuativa sulla sicurezza cibernetica del Sistema Paese, con attenzione anche alla supply chain e alla collaborazione pubblico‑privato.

La prima tappa (ndr. come si specificava in apertura) è il 9 giugno a Reggio Emilia: un evento tecnico‑istituzionale dedicato al confronto tra pubblico e privato.
Interverranno rappresentanti del settore pubblico, tra cui Polizia Postale e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, insieme a realtà industriali e stakeholders, per un confronto concreto sull’impatto dei cyber attacchi, sulla resilienza delle infrastrutture e sulla collaborazione come leva strategica.
Nel panel, come indicato nei materiali del Tour, sono previsti contributi di figure quali Domenico Vulpiani, Cristiano Leggeri, Aldo Di Somma, Cesare Damiano e Carlo Tosti.

E, coerentemente con l’impostazione del Tour, tutte le tappe si concludono con un momento di networking, perché la sicurezza è anche capacità di fare sistema.

La seconda tappa avrà un taglio culturale e divulgativo e si svolgerà a Venezia il 9 settembre, in concomitanza con il Festival del Cinema.
In questa occasione MEAD presenterà un’opera cinematografica dedicata al tema della cybersecurity, con l’obiettivo di portare il tema della sicurezza digitale fuori dagli ambiti tecnici e renderlo comprensibile a un pubblico più ampio.

Il tour si concluderà infine a Roma, con un evento di alto profilo istituzionale presso la Camera dei Deputati a fine ottobre.
È un segnale chiaro: la cybersecurity è tema nazionale, e riguarda il presente e il futuro del Paese, tanto quanto la competitività delle imprese e la continuità dei servizi.

Oggettivamente valide iniziative, complimenti! Guardando ora in prospettiva, quale a suo avviso l’evoluzione del settore a breve/medio termine? Quali le esigenze e le sfide, e quindi le risposte di cui il mercato avrà bisogno?

A breve e medio termine vedo tre direttrici molto chiare.
La prima è la convergenza tra rischio cyber e rischio di business: un incidente non colpisce più soltanto i sistemi, ma può bloccare processi, filiere, reputazione e servizi.
La seconda è l’accelerazione della minaccia: l’automazione rende gli attacchi più veloci e scalabili, e questo impone alle aziende una capacità di rilevazione e risposta continua, non episodica.
La terza è la dimensione sistemica: supply chain, ecosistemi digitali e interdipendenze amplificano l’impatto e rendono vulnerabile anche chi si percepisce “non target”.
Di conseguenza, il mercato chiederà risposte molto concrete: monitoraggio h24, capacità di correlare segnali di rete e segnali di sicurezza, e soprattutto incident response strutturata, con ruoli, decisioni e comunicazioni già definiti prima che accada l’emergenza.
In parallelo crescerà l’attenzione a requisiti di governance e sovranità del dato, e alla necessità di presidiare servizi critici con controllo diretto e trasparente.
È qui che la nostra scelta di investire in un centro operativo di controllo evoluto, con Cyber e Network Operations Center attivo h24 e WAR Room dedicata alla gestione delle crisi, diventa un abilitatore strategico.

MEAD potrà dare queste risposte perché unisce due dimensioni che spesso restano separate: l’approccio consulenziale e l’operatività del presidio continuo, e lo fa con un’offerta integrata che copre cybersecurity, networking, datacenter, unified communication e sviluppo software.
Non solo: lo fa anche grazie ai centri operativi di monitoraggio 24/7 localizzati in Italia presso le sedi MEAD, che consentono prossimità e aderenza ai requisiti di sovranità del dato.

In altre parole: aiutiamo le organizzazioni a passare dalla “sicurezza come progetto” alla resilienza come capacità permanente, strutturata, performante e verificabile.

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