Stiglitz in Assolombarda: le imprese devono puntare su innovazione e ricerca

L’economista e Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz è stato il keynote speaker a “Competitività e nuove sfide globali”, organizzato da Assolombarda in collaborazione con A2A, tenutosi lunedì, 8 settembre, a Palazzo Gio Ponti a Milano.
“The world is facing a reality check: how to rethink global competitiveness” è stato il titolo del suo speech, seguito dagli interventi di Mario Monti, Senatore a vita, e di Paolo Gentiloni, già Commissario Europeo per l’Economia, su “Tra integrazione e stabilità: sfide e risposte per la competitività europea”. È stata poi la volta di Mario Nava, Direttore Generale DG EMPL, Commissione Europea, con “Competenze e lavoro: la scommessa per il futuro dell’Europa”.
Assolombarda ha chiamato così a raccolta le imprese e le istituzioni per una riflessione unitaria e strategica sugli effetti dei profondi cambiamenti in atto sullo scenario globale: dai dazi alle crescenti e preoccupanti tensioni geopolitiche, dalla fine della globalizzazione, per come la si conosceva, alla transizione digitale e ambientale, sino al ritorno delle guerre commerciali voluto dal Presidente USA.
“Il mondo cambia volto – ha chiaramente sottolineato Stiglitz – e l’incertezza aumenterà ancora, peggiorerà. Il fatto che le aziende italiane siano soprattutto piccole può rappresentare un vantaggio, perché le rende più agili, ma le aziende devono puntare all’innovazione e alla ricerca, così come l’Europa deve puntare sulle università, su regole chiare e deve agire in modo unitario, per essere riconosciuta forte e stabile”.

Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, Presidente Assolombarda (n.d.r. nella foto in alto) e Roberto Tasca, Presidente A2A. Biffi ha evidenziato il fatto che a causa dei dazi USA le esportazioni italiane subiranno un forte calo. Secondo le stime di Confindustria la perdita potrebbe raggiungere i 23 miliardi e il rischio è che i prodotti europei vengano sostituiti su mercati strategici. “Per questo diventa vitale – ha precisato Biffi – rafforzare i rapporti con nuove aree di crescita come l’India, il Golfo Persico, l’Australia, il Canada e il Mercosur. La competizione tecnologica è la nuova geopolitica e in questa partita l’Europa non sta giocando. L’unico modo per tornare a giocare sul piano mondiale è fare un piano europeo per investire subito grandi risorse in innovazione”.

A lui è seguito Tasca, che ha evidenziato: “C’è la necessità di un approccio sistemico in grado di creare in Italia e in Europa alleanze trasversali tra pubblico e privato, capaci di moltiplicare le opportunità per il settore industriale e guidare le transizioni. Le imprese hanno l’occasione e la responsabilità di guidare i processi trasformativi che interessano i territori sui quali operano e un esempio concreto è l’opportunità creata dai data centers”.

Spazio poi è stato dedicato ai dati con l’analisi di Alessandra Ghisleri, Sondaggista e Direttrice di Euromedia Research, secondo cui le imprese che sapranno leggere i segnali del cambiamento, investire in innovazione e diversificare le proprie attività saranno le più preparate ad affrontare le sfide future. Tra le aree di investimento citate da Ghisleri, l’IT e l’AI si confermano i settori con buoni investimenti:
- Secondo l’International Business Report (Ibr), L’IT resta l’area di investimento principale in cui il 68% dei leader aziendali globali (63% in Europa e 52% in Italia) prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. L’Ai, invece, rappresenta la categoria dove si concentreranno maggiormente gli investimenti.
- ISTAT conferma questo trend l’adozione di soluzioni IA che è passata dal 5% al 8,2% delle imprese con almeno 10 addetti dal 2023 al 2024. Le grandi imprese sono più propense (1 su 3 già utilizza IA) rispetto alle PMI, dove il gap persiste rispetto alla media UE del 13,5%.
La prima parte dell’evento è stata completata dagli interventi di Gentiloni, Monti e Nava.
A tal riguardo, forte il monito di Monti, sintetizzato in quello che lui definisce il “triangolo dell’ipocrisia”. Quando escono rapporti come quelli di Letta o Draghi, “il business europeo, i mercati europei dicono wake up Europe! L’opinione pubblica capisce che è Bruxelles che si deve svegliare, quando invece sono i singoli Governi Nazionali che devono comportarsi meglio!”, ha apostrofato il senatore a vita.

Nella seconda parte, una tavola rotonda ha visto confrontarsi alcuni tra i più autorevoli leader dell’industria italiana, con l’obiettivo di stimolare un confronto aperto su strumenti, priorità e modelli in grado di affrontare le sfide che il continente e il tessuto produttivo si trovano oggi ad affrontare. Ne hanno discusso Sergio Dompé, Executive President Dompé Farmaceutici; Nico Losito, Vicepresidente Technology IBM Italia; Emma Marcegaglia, Presidente e AD Marcegaglia Holding; Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale A2A; Veronica Squinzi, AD e Direttore dello Sviluppo Globale Mapei; Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente Esecutivo e CEO Pirelli, moderati da Fabio Tamburini, Direttore “Il Sole24Ore”.
A concludere l’evento, l’intervista ad Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.













