Il successo sul lavoro: una chiave di lettura psicologica

Le persone intendono il successo sul lavoro in modi diversi, con differenze legate a bisogni, valori, età, percorsi di vita.
Da qui parte il ragionamento e l’approfondimento a cura di Paola Barzaghi, psicologa, esperta di psicologia del lavoro, counselling e coaching, per la rubrica di S News Ben-Essere al Lavoro.
Buona lettura!
IL SUCCESSO SUL LAVORO: UNA CHIAVE DI LETTURA PSICOLOGICA
a cura di Paola Barzaghi
Le persone intendono il successo lavorativo in modi diversi, con differenze legate a bisogni, valori, età, percorsi di vita.
Per alcune persone il successo nel lavoro è associato alla progressione di carriera, al potere, al riconoscimento, alla fedeltà aziendale, alla stabilità; per altre significa avere uno stipendio alto o un’impresa in crescita; per altre ancora è collegato alla possibilità di realizzarsi, di mantenere un equilibrio tra lavoro e vita personale o di seguire passioni e valori.
Le teorie classiche della psicologia del lavoro spiegano che il successo lavorativo è legato a elementi riconducibili alla sfera soggettiva: motivazione (Herzberg), autoefficacia (Bandura), soddisfazione (Hall), autorealizzazione (Maslow). Sono rilevanti anche gli elementi oggettivi che misurano il successo “esterno”, attraverso indicatori quali retribuzione, promozioni, livello gerarchico, fatturato, ampiezza di business.
La ricerca psicologica recente indica che il successo lavorativo è il risultato dell’interazione di caratteristiche individuali, risorse psicologiche e condizioni esterne. In particolare, sembra che il successo lavorativo possa essere favorito da:
- la presenza di work engagement, cioè uno stato positivo della persona che lavora, caratterizzato da energia, coinvolgimento, dedizione e concentrazione (Schaufeli, 2002);
- l’equilibrio tra le risorse a disposizione della persona, quali supporto, autonomia e feedback e le richieste lavorative dell’organizzazione (Bakker e Demerouti, 2007);
- la possibilità di agire comportamenti di job crafting, cioè di modellamento, attraverso i quali la persona modifica attivamente il proprio lavoro per renderlo più significativo, stimolante, allineato ai propri interessi e competenze (Borgogni, 2023; Wrzesniewski, 2002);
- l’esistenza di PsyCap, o “capitale psicologico”, cioè qualità interiori coltivate nel tempo dalla persona che lavora: speranza, efficacia, adattamento e ottimismo (Luthans, 2007).
La psicogenealogia mette l’accento sui modelli appresi e trasmessi nell’ambito del contesto familiare e suggerisce che l’atteggiamento della persona rispetto al lavoro e al successo lavorativo è influenzato dalla storia familiare:
- lo status sociale della famiglia di origine, la storia degli antenati nel contesto economico e lavorativo possono creare aspettative inconsce nel discendente (Schützenberger, 1989) che lo influenzano nelle scelte lavorative che compie e nei ruoli che va ad assumere nella vita organizzativa;
- la lealtà familiare (Boszormenyi-Spark, 1988) può portare comportamenti del tutto inconsapevoli di auto-sabotaggio sul lavoro, paura del successo o difficoltà nel realizzare pienamente le proprie potenzialità;
- le credenze familiari legate al denaro e al successo possono influenzare il discendente nel perseguire la propria realizzazione professionale (Maston-Lerat, 2009).
È possibile esplorare la storia familiare attraverso l’uso di strumenti specifici (es. il genosociogramma, il questionario sul Progetto-senso, l’analisi dei motti di famiglia). Un breve articolo non è lo spazio adeguato ad approfondirli: tuttavia, a lettrici e lettori propongo una riflessione guidata che ha lo scopo di riflettere sul “successo lavorativo”.
Come riflettere su eventuali blocchi al raggiungimento del proprio successo lavorativo
L’invito è quello di osservare se, ad oggi, si sono verificate queste occorrenze all’interno del proprio percorso lavorativo:
| Eventi del percorso lavorativo | Esempi |
| 1. Ci sono stati episodi nei quali hai mandato a monte opportunità di arricchimento? | Rifiutare incarichi, commesse o acquisizioni vantaggiose, nuovi clienti, certificazioni, competenze, formazione, ecc.. |
| 2. Ci sono state occasioni nei quali hai percepito la tendenza a vivere una vita lavorativa al di sotto delle tue possibilità? | Sentirsi invisibili, sottotono, sottovalutati, dimessi, procrastinare, sentirsi limitati da qualcuno con status o potere o ruolo più elevato, ecc… |
| 3. Hai notato episodi ripetuti nei quali, nonostante gli sforzi, non sei riuscita/o a fare carriera o avanzare nei tuoi progetti? | Mancata promozione o riconoscimento, mancata crescita del business, perdere clienti senza motivo, fatiche superiori ai risultati, ecc… |
| 4. Ci sono stai episodi nei quali, senza particolari motivi apparenti, ti sei trovata/o a disperdere vantaggi ottenuti con il tuo lavoro? | Chiedere meno di quanto previsto come pagamento, dimenticare di inviare richieste di bonus, trascurare la cura o la manutenzione di beni o strumenti, ecc… |
Il passo successivo è quello di verificare se le condizioni del passato familiare illustrate di seguito sono presenti nella storia personale, facendo appello ai propri ricordi o ai racconti di famiglia.
| Condizioni del passato familiare | Cosa dice la psicogenealogia |
| 1. Ci sono state condizioni di miseria, vita di stenti, guerra, migrazioni, povertà culturale nella famiglia di origine (es. bisnonni)? | La povertà del passato degli antenati può costituire un “limite” alla costruzione di una ricchezza o di abbondanza nel presente del discendente. |
| 2. I genitori hanno avuto poca soddisfazione, insuccessi, fatiche nel lavoro? | La lealtà inconscia può rendere incapaci i figli di conseguire, attraverso il lavoro, di più di quanto abbiano conseguito i genitori. |
| 3. Ci sono stati antenati afflitti da problemi mentali, fisici o emotivi che hanno impedito loro il raggiungimento di obiettivi, tappe di vita, progetti? | Le questioni irrisolte possono pesare su qualche discendente che, per “sintonia” con l’antenato che è stato limitato, non riesce a portare a termine qualcosa al lavoro, o negli affari. |
| 4. Si sono verificati eredità mal ripartite, furti, ingiustizie all’interno della famiglia di origine? | I comportamenti economici ingiusti agiti dagli antenati possono lasciare nei discendenti sensi di colpa e percezione di mancato merito, che potrebbero sfociare in una cattiva gestione del denaro. |
Infine, l’ultimo passo è prendere consapevolezza di quali siano i collegamenti tra le condizioni del passato e la propria storia attuale, cogliendo e meditando sui commenti della psicogenealogia al riguardo.
Conclusioni
Il successo lavorativo è legato a elementi riconducibili alla sfera soggettiva e ad elementi oggettivi, o meglio, è il risultato dell’interazione di caratteristiche individuali, risorse psicologiche e condizioni esterne. È influenzato anche dalla storia familiare (aspettative inconsce, lealtà familiare, credenze).
Conoscere la propria storia familiare è un’opzione vantaggiosa per coloro che desiderano prendersi cura del proprio sviluppo professionale perché:
- amplia la consapevolezza del senso che il successo lavorativo ha nella propria vita;
- consente l’espressione di gratitudine nei confronti delle “radici”;
- legittima la propria individuazione, intesa come manifestazione della propria unicità.
La consapevolezza dei legami tra passato e presente offre alla persona che lavora la possibilità di esprimersi in una realizzazione professionale autentica.
Bibliografia
(2023) Borgogni, L., Cantonetti, G., Cardone, V., Brecciaroli, S., Job Crafting: modellare il lavoro a propria immagine, in Sviluppo & Organizzazione.
(2022) Wolynn, M., It Didn’t Start with You, Macro.
(2007) Wrzesniewski, A., Dutton, J. E. Berg, J. M., What is Job Crafting and Why Does It Matter? Michigan Ross School of Business.
(2007) Bakker, A. B., Demerouti, E., The Job Demands-Resources model: State of the art, Journal of Managerial Psychology.
(2007) Luthans, F., Youssef, C. M., Avolio, B. J., Psychological Capital: Developing the Human Competitive Edge. Oxford University Press.
(2006) Maston-Lerat, M.N., Psychogénéalogie. relation à l’argent et réussite, Quintessence.
(2002) Schaufeli, W. B., Salanova, M., González-Romá, V., Bakker, A. B., The measurement of engagement and burnout: A two sample confirmatory factor analytic approach, Journal of Happiness Studies.
(1988) Boszormenyi-Nagy I., Spark, G. M., Lealtà invisibili. La reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale, Astrolabio Ubaldini.
CHI È PAOLA BARZAGHI
Da più di 20 anni si dedica alla psicologia del lavoro, all’interno di diverse organizzazioni nelle quali ha seguito i processi di selezione, formazione e sviluppo. Tuttora si occupa di benessere organizzativo e di sviluppo professionale del personale in una grande università pubblica. Come psicologa che opera anche a livello individuale, aiuta le persone con percorsi di sostegno e crescita, attraverso gli strumenti del counseling e del coaching. Propone, infine, docenze su temi psicologici e conferenze per divulgare la psicogenealogia, un metodo che consente di affrontare quei blocchi di vita relazionale e lavorativa che hanno origine transgenerazionale.











