
S News incontra Massimiliano Troilo, Direttore Marketing Europa e Direttore Branch Sud Europa, Hikvision.
Grandi i cambiamenti recenti nello scenario della videosorveglianza, a livello globale. Alcuni grandi players e poi una miriade di medi/ piccoli produttori. Quale la sua visione?
Inutile negare che sia un momento di grande cambiamento, iniziato pochissimi anni fa, ma già ad uno stato avanzato di compimento, l’arrivo dei grandi players come Hikvision e non solo, la concomitanza della concretizzazione del passaggio al IP e la tecnologia che continua ad evolvere con velocità esponenziale richiedono aziende strutturate e focalizzate altrimenti il rischio di essere espulsi dal mercato è alto.
La miriade di medio piccoli è il retaggio di un passato, della fase pionieristica di questo mercato, ma non è detto che proseguirà nel futuro, anzi ritengo che con la convergenza tra i sistemi sarà motivo di una ulteriore selezione e che solo chi sarà in grado di affrontare con grandi investimenti in Ricerca e Sviluppo il mercato si assicurerà una posizione di player significativo.
Hikvision in questo contesto si posiziona molto bene, con importanti numeri di crescita a due cifre, e con una proposta di gamma medio/alta, grazie alla Smart Evolution. Quali i vostri drivers di sviluppo e di crescita?
Si siamo cresciuti del 60% a livello mondiale passando da 1,76 a 2,82 miliardi di dollari ed in Italia abbiamo confermato il trend positivo con un aumento del 75%, è un piacere lavorare in un’azienda così, ma nello stesso tempo è una grandissima responsabilità ed un peso morale.
Definisco Hikvision un’azienda “R&Dcentrica” e questo ritengo sia il segreto del successo, prodotti innovativi, performance al vertice, qualità ineccepibile in un contesto di eccellente rapporto rispetto al prezzo, tutto questo, unitamente alla comunicazione, ha contribuito a fare di Hikvision il termine di paragone ed il player/prodotto di riferimento, creando nel mercato un nuovo paradigma di aspettativa prezzo/prestazioni.
Andando ad analizzare lo scenario prettamente italiano, non si può non sottolinearne l'estrema frammentazione, ed alcune dinamiche non sempre a favore dell'utente finale. Quale la sua opinione in merito?
La frammentazione in Italia è una delle caratteristiche con le quali bisogna fare i conti, ma le cose stanno cambiando ed in questi anni ci saranno grandi mutamenti. Lo vediamo in questi giorni, da un lato acquisizioni a dimostrazione del fatto che prima di tutto bisogna strutturarsi, dall’altro vediamo aziende in difficoltà, riprova del fatto che adeguarsi al mondo che cambia è questione vitale.
L’utente finale è vittima ed al tempo stesso causa di questa problematica, sono tipiche di questo settore, e non solo, le richieste di personalizzazione legate a necessità del passato e a volte di importanza marginale o abitudini che spesso non sono più attuali, questo ovviamente favorisce indirettamente la frammentazione, perché rappresenta l’antitesi della industrializzazione dei prodotti e quindi della globalizzazione a vantaggio della qualità e della stabilità.
L’utente finale dovrebbe prestare più attenzione nella scelta del partner, valutandone aspetti diversi dal singolo prodotto, come la solidità, la focalizzazione, la capacità di accompagnarlo nel futuro, questo a salvaguardia del suo investimento.
Le tecnologie del settore security si stanno evolvendo ad una velocità sempre più elevata. La capacità degli operatori di adattarsi al cambiamento, corre alla stessa velocità? E come l'arrivo di grandi players incidono nello scenario italiano?
Una volta erano i grandi a mangiare i piccoli, ora sono i veloci a mangiare i lenti, la velocità, questo è il fattore chiave, la velocità è esponenziale, la tecnologia si evolve e ci aiuta ed essere più veloci ad innovare creando nuova tecnologia che imprimerà ancor più velocità.
Non ci si può distrarre, ci si deve trasformare, si deve cambiare, migliorare e bisogna essere veloci, in Italia purtroppo non vi è solo un problema di frammentazione, ma anche, forse fatto ancora più problematico e rilevante, una carenza di professionalità manageriale e quindi di affrontare periodi di profondo cambiamento come questo guardando avanti.
Dico sempre a mie ragazzi “il mondo è cambiato” e li spingo ad affrontare il business in modo diverso, innovativo, professionale, a guardare avanti, ad andare oltre le proprie abitudini ed i propri limiti.
Considerati tutti questi aspetti, quali i progetti a breve/medio termine per un'azienda come Hikvision?
Andare oltre, questa è la parola d’ordine in Hikvision, abbiamo nel cassetto una molteplicità di progetti che vanno dal obbiettivo di diventare leader di mercato con una quota oltre la leadership, all’estendere la presenza a tutto il mondo della sicurezza andando oltre la videosorveglianza.
L’obiettivo è quello di essere sempre più vicini al mercato spingendosi sempre più in profondità e nelle varie segmentazioni.
a cura di Monica Bertolo












