Videosorveglianza e Privacy : lo Stato dell’Arte

S News incontra Andrea Reghelin, Avvocato Esperto in Diritto dell’Informazione e dell’Informatica.
Videosorveglianza e Privacy: quale lo stato dell’arte?
“Diciamo che ormai è una materia abbastanza definita a livello normativo. Abbiamo un provvedimento del garante della privacy che risale al 2010, che fissa quelle che sono le regole che gli operatori e i titolari del trattamento devono rispettare per poter installare impianti di videosorveglianza, nel rispetto della normativa in materia di privacy.
Gli obblighi sono molteplici: vanno da obblighi di informativa nei confronti degli interessati, quindi dei soggetti che potrebbero potenzialmente essere ripresi dalla telecamera che quindi hanno il diritto di essere informati sul fatto che accedono a una zona videosorvegliata, altri obblighi, che vanno all’adozione di un adeguata sicurezza a protezione delle immagini conservate, con dei precisi periodi di conservazione delle immagini che, in una situazione di normalità non possono superare le 24h, mentre il tempo di conservazione può essere aumentato a seconda della sussistenza di particolari esigenze da parte del titolare del trattamento, fino ad un massimo di 7 giorni. Per periodi di conservazione maggiori ai 7 giorni, invece, è necessaria una verifica preliminare da parte dell’autorità garante.
Altre regole governano invece il fatto dei soggetti che possono accedere alle immagini, che devono essere adeguatamente individuati e formati.
In definitiva, oggi, abbiamo un quadro normativo completo e quindi gli operatori che vogliono installare impianti di videosorveglianza, devono tenere in considerazione tali problematiche, soprattutto in ambienti di lavoro, ambienti che pongono ulteriori specificità rispetto alla riservatezza dei lavoratori e anche ad altre normative come lo statuto dei lavoratori stesso. La normativa è completa, e ci fornisce tutte le indicazioni per poter agire in un contesto di legalità”.
Se parlassimo di sanzioni di che cosa si dovrebbe preoccupare?
“Essendo un provvedimento del Garante che fornisce quelle che sono le regole da rispettare, ovviamente il mancato rispetto di un obbligo di informativa, la mancata adozione di una misura di sicurezza sono tutte sanzionabili sulla base delle normali regole che governano il codice della privacy, con sanzioni che possono andare da semplici sanzioni amministrative a, nei casi più gravi, anche a sanzioni penali”.
a cura di Monica Bertolo
Nel video che segue l'intervista integrale a Andrea Reghelin












