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WeSec, Exprivia: AI influenza 40% dei casi di cybercrime

D. Raguseo Direttore Cybersecurity Exprivia

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Cybersecurity di Exprivia, presentati martedì 22 settembre durante WeSec – Il Salone della Sicurezza organizzato da ABI a Milano, cresce la pressione delle minacce cyber sul sistema finanziario italiano e l’AI influenza oltre il 40% dei casi di cybercrime.

Settore Finance come principale bersaglio

Banche, assicurazioni, operatori dei pagamenti e fintech si confermano tra gli obiettivi privilegiati. I dati sottolineano come in Italia nel primo semestre del 2026 attacchi, incidenti e violazioni della privacy sono aumentati del 38% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Phishing, social engineering e malware dominano lo scenario, mentre l’Intelligenza Artificiale rende le campagne offensive più automatizzate, credibili e scalabili. Per Domenico Raguseo, Responsabile Cybersecurity di Exprivia, la risposta deve integrare threat intelligence, protezione delle identità, monitoraggio continuo, automazione e formazione.

“Nei primi sei mesi del 2026 – spiega Raguseo – la pressione del cybercrime sulle organizzazioni italiane ha raggiunto un livello senza precedenti: abbiamo rilevato complessivamente 2.964 fenomeni tra attacchi, incidenti e violazioni della privacy, il 38% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il Finance resta il principale bersaglio: banche, assicurazioni e altri operatori finanziari concentrano circa il 40% dei casi osservati, per l’elevato valore di dati sensibili, credenziali e transazioni e per la necessità di garantire servizi sempre disponibili senza interruzioni”.

Phishing, social engineering e AI: le nuove leve del cybercrime

“Il phishing e il social engineering restano le tecniche di attacco più utilizzate. L’AI è coinvolta in oltre il 40% degli eventi rilevati per produrre campagne di phishing su scala industriale, messaggi fraudolenti più credibili, accelerare l’individuazione delle vulnerabilità. Per l’ambito finanziario diventa quindi indispensabile passare da una difesa per silos a una resilienza continua, collegando threat intelligence, sicurezza delle identità e delle e-mail, monitoraggio SOC, risposta automatizzata, formazione e controllo della supply chain, e dei partner tecnologici. Le difese esistono e stanno contenendo una parte degli attacchi, ma la loro efficacia dipenderà sempre più dalla capacità di operare in modo coordinato e alla stessa velocità degli attaccanti”, conclude Raguseo. 

Nella foto in alto: Domenico Raguseo

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