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ASSIV : aumenta la CIG e scendono gli utili con -133%

ASSIV : aumenta la CIG e scendono gli utili con -133%

Roma. Aumento dalla cassa integrazione, calo delle tariffe dei servizi forniti, riduzione dei margini e della redditività. E’ la fotografia del settore della vigilanza privata illustrata nel corso dell’Assemblea annuale dell’ASSIV, l’associazione nazionale della imprese di vigilanza e servizi fiduciari aderente a Confindustria.

La ricerca, condotta su un campione rappresentativo delle oltre 850 imprese del settore, evidenzia in primo luogo un incremento del ricorso alla CIG straordinaria e in deroga ad un tasso costante del 32,41% nel triennio 2010-2012, per un totale di 4,7 milioni di ore, concentrate per il 64% nell’Italia meridionale. Il ricorso maggiore agli ammortizzatori sociali è stato registrato nel 2012, con oltre 2,2 milioni di ore di cassa integrazione. L’esercizio 2012 ha fatto anche registrare le peggiori performance reddituali del triennio per le aziende di vigilanza.

L’analisi  del conto economico aggregato di settore, dopo un lieve miglioramento tra il 2010 e il 2011, mostra un netto peggioramento nel 2012 sia per i margini operativi (Ebitda) scesi del -17,5%, sia in termini di redditività con l’utile netto aggregato sceso del -133,7% rispetto al 2011. Dai dati emerge una tendenza ad un maggiore difficoltà finanziaria delle aziende del comparto, evidenziata da un aumento del peso dei crediti commerciali, che nel 2012 hanno inciso per il 44% sull’attivo patrimoniale e sono cresciuti del 23% sul 2011 a fronte di un andamento quasi stabile del valore della produzione.

In calo risultano poi le tariffe orarie applicate ai clienti in fase di rinnovo di contratto. Nel 2011 gli sconti concessi ai clienti sono stati in media del -6,81% rispetto al precedente contratto, con una punta del -37,5% rilevata nel campione esaminato. I tutti i casi esaminati, inoltre, le nuove tariffe applicate ai clienti risultano inferiori al costo medio del personale previsto dal contratto nazionale di lavoro vigente nel 2011. L’andamento non positivo dei conti delle aziende si è ovviamente riflesso sul gettito fiscale a favore dello Stato, che nel 2011 si  è contratto del 47% e non è stato sufficiente nemmeno per coprire il costo del ricorso alla CIG nello stesso anno.

la Redazione

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