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Fondazione Hruby: l’incontro “Dalla protezione al tour virtuale”

Fondazione Hruby: l’incontro “Dalla protezione al tour virtuale”

Si è svolto il 10 maggio, a Casina d’Adda (Sacro Monte di Varallo – VC), l’incontro “Dalla protezione al tour virtuale”, organizzato dalla Città di Varallo, dall’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte e dalla Fondazione Enzo Hruby per inaugurare il nuovo sistema di videosorveglianza del Sacro Monte.

Moderato da Armando Torno del Corriere della Sera, ha visto come relatori Giacomo Gagliardini, Presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte, Edith Gabrielli, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, Padre Giuliano Temporelli, Rettore del Sacro Monte di Varallo, Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby, e Guglielmo Forzato, titolare di Centro Sistemi Antifurto.

Il progetto di videosorveglianza, presentato a Varallo il 19 settembre 2011, è stato sostenuto dalla Fondazione Enzo Hruby e realizzato da Centro Sistemi Antifurto di Torino e ha permesso di mettere in sicurezza il Sacro Monte attraverso l’installazione di telecamere di ultima generazione che sorvegliano le opere nel totale rispetto della privacy dei fedeli e dei turisti. Le immagini riprese da queste telecamere, collocate in tutte le 45 cappelle e in prossimità degli accessi al complesso, sono trasmesse in rete consentendo a chiunque di realizzare un vero e proprio tour virtuale del Sacro Monte, a vantaggio della promozione turistica del sito e della città di Varallo.

“Sono molto felice – ha dichiarato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby- per la buona riuscita del progetto, che è stato realizzato in tempi contenuti e in piena sintonia con il Comune di Varallo e l’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte. Questo intervento riveste una grande importanza per la nostra Fondazione perché è dedicato a un sito UNESCO di grande rilevanza artistica, culturale e religiosa ed è anche molto interessante dal punto di vista della relazione tra la protezione e la valorizzazione. Il sistema garantisce infatti l’assoluta tutela di un bene culturale unico al mondo e, al tempo stesso, la promozione del Sacro Monte e della città di Varallo, alla quale la mia famiglia è legata da molti anni”.

Edith Gabrielli, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, ha dichiarato che il progetto sostenuto dalla Fondazione Hruby suscita interesse e soddisfazione per molti motivi, contenendo in sé temi importanti. In primo luogo, quello della protezione dei beni storico artistici attraverso la prevenzione degli episodi criminosi. In secondo luogo, il tema dell’educazione al patrimonio attraverso le nuove tecnologie, utilizzando i filmati prodotti per attività didattiche e di promozione culturale che possano avvicinare le nuove generazioni dei cosiddetti “nativi digitali”. In terzo luogo, il tema l’incontro tra pubblico e privato per il raggiungimento di importanti obiettivi.

La Soprintendente Gabrielli è intervenuta al posto del Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte Mario Turetta, che non ha potuto partecipare all’incontro ma che in una nota si è espresso con queste parole: “il nuovo sistema di videosorveglianza del Sacro Monte di Varallo, sostenuto dalla Fondazione Enzo Hruby e realizzato da Centro Sistemi Antifurto di Torino, è una realizzazione di fondamentale importanza sia per la preservazione del complesso monumentale, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità, sia per la sua valorizzazione, con la scelta di mettere in rete una selezione delle immagini videoregistrate, consentendo così un tour virtuale del Sacro Monte attraverso Internet”.

L’incontro del 10 maggio scorso è stato l’occasione per festeggiare l’importante risultato ottenuto e per offrire ai presenti un assaggio delle potenzialità del nuovo sistema attraverso un tour virtuale del Sacro Monte. Un modo inedito per scoprire questo luogo eccezionale, dove arte, natura e spiritualità si fondono e si sublimano a vicenda, sia per chi ancora non lo conosce, sia per chi già lo ama e ne potrà apprezzare, come ha commentato il Presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte Giacomo Gagliardini, “una visione diversa dal solito, privilegiata, quasi irreale, che svolge una doppia funzione e assolve a un duplice scopo: protegge e tutela le opere e contemporaneamente le valorizza rendendole fruibili in modo nuovo e accattivante”.

Ed è stato Gagliardini a condurre molto abilmente i presenti alla scoperta delle cappelle e dei tesori lì racchiusi, con aneddoti interessanti che hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico.

Padre Giuliano Temporelli, Rettore del Sacro Monte di Varallo, nel corso del suo intervento ha dichiarato: “La diocesi di Novara è impegnata da molto tempo nel far riscoprire alle comunità cristiane il pellegrinaggio, soprattutto verso quei complessi dove si uniscono fede e arte, quali sono i Sacri Monti. Il mio ringraziamento va quindi alla Fondazione Enzo Hruby che, sostenendo gli oneri del progetto di videosorveglianza del Sacro Monte di Varallo, ha reso possibile la sua protezione e la sua valorizzazione. Se da una parte è importante per la fede ‘ascoltare’, dall’altra è pure rilevante il vedere. L’arte deve ridiventare un veicolo per la fede come è stata in passato. La messa in sicurezza delle cappelle, che favorisce anche una visione delle stesse, va proprio in questa direzione”.

Grande soddisfazione anche da parte di Gugliemo Forzato, titolare di Centro Sistemi Antifurto, che ha commentato: “Realizzare l’impianto di videosorveglianza del Sacro Monte di Varallo è stata una bella sfida, data la complessità di dover intervenire in un contesto di enorme valore storico-artistico caratterizzato da numerosi edifici e da difficili condizioni ambientali. Abbiamo operato a stretto contatto con la Soprintendenza, trovando soluzioni non invasive, come l’ingresso dei cavi nelle cappelle nei punti in cui l’intonaco non è affrescato oppure attraverso fori già esistenti. Il tutto nel massimo rispetto delle strutture architettoniche e dei manufatti artistici esistenti”.

la Redazione

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