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Vigilanza Privata: chiede a UNI il ritiro della prassi UNI/PdR 54

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Vigilanza Privata ed UNI. Le Associazioni ANIVP, ASSIV, ASSOVALORI, FEDERSICUREZZA e LEGACOOP scrivono ad UNI che “la prassi di riferimento denominata UNI/PdR 54 ‘Sicurezza privata - Mappatura delle attività degli operatori della vigilanza (sicurezza complementare sussidiaria), sicurezza ausiliaria, servizi controllo stewarding e investigazione’, sia da considerarsi nulla”, e di conseguenza, chiedono ad UNI di ritirarla.

IL FATTO
L’11 marzo 2019 l’Area Comunicazione UNI congiuntamente all’Ufficio Stampa AISS - Federazione per la Sicurezza Sussidiaria FederTerziario, dichiarano che “Dopo aver superato la fase di consultazione pubblica (in cui si raccolgono e discutono tutte le osservazioni provenienti dal mercato prima di procedere alla stesura definitiva) è stata oggi pubblicata la prassi di riferimento UNI/PdR 54 Sicurezza privata - Mappatura delle attività degli operatori della vigilanza (sicurezza complementare/sussidiaria), sicurezza ausiliaria, servizi di controllo/stewarding e investigazioni ”. Per il documento completo cliccare qui.

LA RISPOSTA DELLE ASSOCIAZIONI DELLA VIGILANZA
Il 13 marzo ANIVP, ASSIV, ASSOVALORI, FEDERSICUREZZA e LEGACOOP scrivono ad UNI:

“Apprendiamo con stupore e disappunto dagli organi di stampa che UNI ha pubblicato una nuova prassi di riferimento, la UNI/PdR 54 Sicurezza privata – Mappatura delle attività degli operatori della vigilanza (sicurezza complementare sussidiaria), sicurezza ausiliaria, servizi controllo stewarding e investigazione, sviluppata da un tavolo indipendente su iniziativa dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria (AISS).

Orbene, le attività di vigilanza privata, complementare e sussidiaria a quelle delle Forze dell’Ordine, sono di esclusiva competenza, laddove non vi provvedano queste ultime, delle Guardie Particolari Giurate (art. 256 bis Reg. Esec. Tulps – D.lgs 154/2009), personale decretato ed armato, che opera alle dipendenze di Istituti di Vigilanza Privata, quando non direttamente dagli Enti i cui beni sono oggetto di protezione.

Le aziende che legittimamente svolgono attività di sicurezza complementare e sussidiaria sono riunite in alcune associazioni, fra cui le scriventi, che sono socie UNI, il cui statuto ne legittima la rappresentanza per le attività e i servizi di competenza.

AISS non è fra quelle perché, come da suo statuto, rappresenta aziende che svolgono servizi di sicurezza non armati e società di investigazione e, quindi, non risulterebbe aver alcun titolo per normare attività che non fanno riferimento a suoi associati.

In questo caso, invece, riteniamo sia venuto meno il principio cardine del corretto sviluppo delle prassi di riferimento, e cioè quello della larga rappresentatività del soggetto proponente; rappresentatività che è compito di UNI verificare, in primis, nella fase di esame del progetto e, successivamente, nell’attività di conduzione diretta del tavolo che lavora allo sviluppo della prassi di riferimento.

Vi è poi da dire che, sempre per regola, i progetti per lo sviluppo delle prassi di riferimento vengono presentati agli Organi Tecnici UNI competenti per materia, che si esprimono sia sulle eventuali incompatibilità/sovrapposizioni con norme già in essere o in fieri, sia con manifestazioni di interesse per essere aggiornati sui lavori. Ciò è successo, nel caso specifico, nel 2016, quando il GL5, gruppo di lavoro facente parte dell’UNI/CT043 “sicurezza della società e del cittadino”, diede parere negativo al progetto.

Cosa sia avvenuto da allora, i soci firmatari di questo documento lo ignorano, in quanto il progetto non è stato più ripresentato all’attenzione né del GL 5 ne dell’ UNI/CT 043, di cui fanno parte.

Rileviamo altresì che il testo della prassi non è stato fruibile sul sito UNI fino ad oggi, quindi nemmeno la fase di consultazione pubblica sembra aver avuto regolare svolgimento .

Ne consegue, per tutto quanto sopra, che la prassi di riferimento denominata UNI/PdR 54 Sicurezza privata - Mappatura delle attività degli operatori della vigilanza (sicurezza complementare sussidiaria), sicurezza ausiliaria, servizi controllo stewarding e investigazione, sia da considerarsi nulla, e di conseguenza, chiediamo ad UNI di ritirarla”.


Per il documento integrale UNI/AISS dell'11 marzo 2019, cliccare qui

Per il documento delle Associazioni della Vigilanza Privata ad UNI del 13 marzo 2019, cliccare qui
 

la Redazione

15.03.2019


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