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Umberto Saccone: l’APASS di AIAS per contribuire a creare il Sistema Paese

Umberto Saccone: l'APASS di AIAS per contribuire a creare il Sistema Paese

S News incontra Umberto Saccone, Senior Vice President Corporate Security eni spa.

Umberto Saccone, di recente lei è stato eletto Presidente Vicario dell'APASS di AIAS, Security & Safety.
Quali le motivazioni che l'hanno portata ad accettare tale incarico?

AIAS rappresenta un veicolo qualificato dove è possibile portare avanti un grande progetto per mettere i Security Managers al centro della scena del rischio. Non vogliamo essere un club esclusivo, ma un punto di aggregazione dove tutti possono partecipare per essere portatori di innovazione e di idee. Oggi abbiamo bisogno di un'interfaccia altamente rappresentativa che possa dialogare con le Istituzioni e con tutti gli altri stakeholders, per cercare di fare sistema ed essere sempre più vicini alle migliori pratiche che si sono da tempo affermate nel mondo occidentale.


Il Senatore Giacomo Stucchi, in un'interessante recente intervista, a commento della relazione annuale del COPASIR (Comitato Parlamentare Sicurezza della Repubblica) conferma che ” l'insorgere di nuovi rischi per le aziende ha determinato un incremento dei compiti delle security interne, pur in una situazione di risorse finanziarie limitate. Da ciò è conseguita anche un'evoluzione di queste strutture che sono divenute fondamentali per la stessa competitività delle imprese”.
Qual è la sua visione in merito?

Confermo e condivido la visione del Senatore Stucchi che, a poche settimane dall’insediamento, già dimostra di aver colto l’esistenza di una reale spinta evolutiva delle security aziendali. In effetti siamo passati dai rischi finanziari e assicurativi della fine degli anni ’90 ad un concetto più elevato di rischio. Oggi la dottrina approccia il rischio in un quadro globale, dando vita ad un approccio di Risk Management Integrato. In questo ambito le security aziendali partecipano attivamente per verificare, in un mondo sempre più complesso e dalle minacce diversificate, quali sono i rischi che devono essere affrontati e con quali strumenti devono essere gestiti. In particolare l’aspetto relativo alle minacce diviene sempre più variegato e, per fronteggiarlo, abbiamo bisogno di persone con skills adeguati. Dal terrorismo alle frodi, dai furti alle rapine, dalla pirateria ai sequestri di persona, è tutto un susseguirsi di eventi che, per essere gestiti correttamente, necessitano di alta formazione e doti caratteriali e manageriali elevate.  


Si parla sempre più di partnership tra pubblico e privato. Da Senior Vice President  Security di ENI, come vede la questione, sia sotto il profilo delle audizioni dei vertici delle security aziendali, sia relativamente all'interazione da parte delle pubbliche autorità con aziende strategiche come la sua, che su altri fronti?
Le minacce che le aziende oggi si trovano a fronteggiare sono quelle che, tradizionalmente, sono state appannaggio degli organi statuali preposti al mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico. La crescente internazionalizzazione delle imprese, anche di quelle più piccole, comporta tutta una serie di pericoli che spesso esulano dalla protezione offerta dall’apparato statuale. La complessità la mutevolezza e l’aggravarsi della minaccia stessa fanno sì che alcuni compiti, che in passato spettavano alla sfera pubblica, siano stati oggi, di fatto, inclusi nelle responsabilità del settore privato. Gli organi pubblici hanno dovuto infatti concentrare sforzi e risorse in ambiti operativi altamente specializzati, lasciando che compiti più generici fossero assegnati ai privati. Tuttavia il raggiungimento di un buon livello di sicurezza per gli assets aziendali non è un obiettivo che può essere realizzato nell’isolamento o, peggio, nella contrapposizione.
Ritengo pertanto che si dovrà tendere a processi di collaborazione sempre più intensi per realizzare quel sistema paese da tutti auspicato ma, purtroppo, non ancora realizzato.


Tra i punti programmatici enunciati all'Assemblea Costituente di APASS, ci sono : la partecipazione all’iniziativa di ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) per la redazione di una proposta di nuova Legge o di integrazione dell’esistente Legge T.U. 81/2008 in cui si specifichino con maggiore chiarezza gli adempimenti della Security e la partecipazione alla revisione di norme UNI quali la UNI10459 che profila il Security Manager, e delle norme a sostegno del Sistema di Gestione della Sicurezza Aziendale. Quale la valenza di tali obiettivi?
L’ANMIL è una onlus con una forte vocazione di tutela dei lavoratori. In questo ambito mi sembra che vi siano tra le aziende, l’APASS e l’Associazione forti convergenze ed obiettivi comuni. La tutela delle persone è un obiettivo che rincorriamo giornalmente e pertanto siamo lieti che su questo tema possiamo dibattere su di un tavolo comune. Il passaggio chiave è ovviamente che, per rafforzare la sicurezza dei lavoratori, le aziende devono dotarsi di tutti gli strumenti necessari. I security managers sono uno strumento necessario. APASS pensa che queste figure devono essere qualificate, certificate e percepite da tutti come funzioni aziendali ad elevata professionalità il cui impiego costituisca un valore certo non delegabile.


Altro aspetto di fondamentale importanza, l'armonizzazione alle iniziative ed ai requisiti europei. Perchè in Italia siamo ancora lontani da standards comuni ai nostri colleghi della Comunità e cosa fare per metterci in carreggiata?
Gli standards esistono ed esistono anche le norme. Purtroppo il legislatore ha operato in forma disomogenea creando un caravanserraglio normativo dove è difficile districarsi. La giurisprudenza ci viene in aiuto e l’interpretazione non lascia dubbi circa gli indirizzi che stiamo approcciando. Si tratta in pratica di rivedere l’ambito normativo collocandolo in un contesto unitario, dove sia chiaro chi debba presidiare cosa ed in particolare sia comprensibile per tutti coloro che, investiti di responsabilità, devono operare in contesti critici.


Altra emergenza pressante, quella sul fronte cyber. Pensa che, proprio a causa della crescente minaccia cibernetica, sia necessaria una strategia di cyber security?
In effetti il passato governo ha approcciato una strategia di cyber-defence, i cui risultati si potranno vedere nel corso dei prossimi anni. E’ anche vero che il legislatore ha valutato l’aspetto relativo alla sicurezza delle reti come uno degli ambiti da tutelare, inserendolo nell’elenco delle infrastrutture critiche. In questo particolare caso penso che un forte raccordo con le Istituzioni, che presidiano da tempo il mondo del cyber spazio, costituisca un prerequisito per una valida azione di contrasto ad una minaccia che, crescendo di intensità esponenziale, mette in pericolo l’intero sistema paese.

a cura di Monica Bertolo

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Per l'intervista al Senatore Giacomo Stucchi, cliccare qui.

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Umberto Saccone
E’ Senior Vice President Security di eni; laureato in Scienze Politiche, ha frequentato master sulla tutela dei dati personali, sul rapporto privacy-security, sulle infrastrutture critiche ed altri relativi alla sicurezza nazionale presso il Defence Intelligence College in Washington D.C. Già professore a contratto presso la cattedra di Criminologia e membro del comitato scientifico dell’Università Cattolica di Milano. È altresì membro del Consiglio Scientifico del Master in Homeland Security presso l’Università Campus Biomedico di Roma, membro della Technical Advisory Board OSDIFE Osservatorio sulla Sicurezza e Difesa CBRNe, nonché di numerosi “fora” tra le principali Oil Company tra cui il G7 e l’OCSC. È relatore sui temi di security presso Istituzioni pubbliche e private e presso Istituti di formazione; è autore di numerosi articoli e del libro “La security aziendale nell’ordinamento italiano” nonché coautore del volume “Uno sguardo sul mondo 2.0”. Ha iniziato la propria carriera nel 1974 nell’Arma dei Carabinieri. A partire dal 1981 ha ricoperto numerosi incarichi in Italia ed all’estero presso gli OO.II.SS. (Organismi per l’Informazione e la Sicurezza). Nel 2006, congedatosi dall’Amministrazione pubblica ha assunto l’incarico di Direttore della Security di eni. E’ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana; inoltre, è stato insignito del premio “Mondo Impresa 2013”. Ha conseguito la certificazione di Executive Security Manager e quella di Port Facility Security Officer. E’ socio dell’Associazione Italiana fra Addetti alla Sicurezza (AIAS). Dal 2013, socio fondatore e membro del Consiglio Esecutivo dell'Associazione Professionale AIAS Security & Safety (APASS), ne è Presidente Vicario e Responsabile dell’Area Partnership Pubblico Privato e Iniziative Formative.

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