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Viaggi d’affari e nuova realtà: i dati dello studio sull’Italia e mondo

Viaggi d’affari e nuova realtà: i dati dello studio sull’Italia e mondo

Viaggi d’affari: quale la nuova realtà? La ripresa dei viaggi è iniziata, ma con un notevole aumento dei rischi. In Italia sono aumentate del 230% le attività di assistenza per i viaggi d’affari [1] e dell’80% le allerte di elevata criticità a livello globale rispetto al 2019 [2].

Questi i dati che emergono dal rapporto sulla ripresa dei viaggi nel 2021 diffuso da International SOS, leader “nell’assistenza sanitaria e di sicurezza, che collabora con oltre 12 mila organizzazioni pubbliche e private”, come sottolineano dall’organizzazione.

I DATI E L’ANALISI
International SOS ha rilevato che il volume dei viaggi d’affari globali è quadruplicato da maggio 2021[2]. Tuttavia, la pandemia ha aggiunto un ulteriore livello di complessità nell’organizzazione e nella gestione dei viaggi. I protocolli di viaggio, le restrizioni in costante evoluzione e l’aumento dei rischi per la salute e la sicurezza si traducono in una maggiore propensione a provocare evacuazioni, circa 9 volte in più da maggio 2020[2]. L’incremento di richieste di assistenza registrato dai 27 centri d’assistenza del Gruppo nel primo semestre 2021, rispetto allo stesso periodo nel 2019, oltre a un aumento significativo a livello globale del volume delle allerte di elevata criticità (+80%)[2], si inserisce in un periodo di progressiva ripresa dei viaggi. Come testimoniato dai dati di Assaeroporti relativi al numero di viaggiatori transitati negli aeroporti italiani, tra aprile ed agosto di quest’anno sono transitati circa 36 milioni di passeggeri rispetto a 14,1 milioni nello stesso periodo nel 2020, anno della pandemia da Covid-19[4].

“L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia – sottolinea Franco Fantozzi, Senior Security Advisor di International SOS – ha radicalmente cambiato il modo di affrontare la mobilità e i viaggi. Non solo a causa delle restrizioni e delle disposizioni governative ma anche e soprattutto a causa dell’aumento dei rischi legati all’insorgere di proteste e disordini sociali ed all’aumento della criminalità comune. Consiglio vivamente alle organizzazioni di familiarizzare con il nuovo ISO 31030:2021 – Travel Risk Management. Guida per le organizzazioni[5]. Il nuovo standard internazionale delinea infatti le migliori pratiche di gestione del rischio di viaggio, che possono essere utilizzate per un programma efficiente ed efficace. E infine, proteggere sia i dipendenti sia i datori di lavori. Informazione, formazione, revisione delle procedure, supporto, sono diventati elementi insostituibili per una gestione corretta ed efficiente della mobilità.”

Se da un lato, quindi, c’è una maggiore maturità da parte delle aziende nella gestione dei rischi legati a Covid-19, dall’altro il generale miglioramento della situazione sanitaria e l’allentamento delle misure contenitive ha creato una crescente pressione per i datori di lavoro nella preparazione e gestione della ripresa dei viaggi d’affari dei propri dipendenti. Secondo i dati di International SOS del 2021 è stata, infatti, rilevata una maggiore complessità, in termini di gestione e pianificazione, da parte del Gruppo sia nel supportare l’organizzazione di viaggi d’affari sia nella gestione dei casi di assistenza, in cui è necessario fornire tempestivamente ai clienti informazioni accurate e raccomandazioni sia mediche che di sicurezza.

RESTRIZIONI DI VIAGGIO:UNA GRANDE SFIDA PER I VIAGGIATORI E PER I DATORI DI LAVORO
La complessità e la continua evoluzione delle restrizioni dovute al COVID-19 relative agli spostamenti da e per l’estero hanno generato un ulteriore carico di lavoro per i viaggiatori, un’impennata nella richiesta di supporto ai datori di lavoro, e in particolare ai team HR e security per la ricerca di fonti d’informazione e indicazioni affidabili sulla salute e la sicurezza, nonché di aiuto con le forze dell’ordine locali.

L’ESPOSIZIONE AI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI VIAGGIATORI È AUMENTATA
Oggi, la probabilità che i viaggiatori richiedano un’evacuazione medica è nove volte più alta rispetto al 2019[2]. Ciò è dovuto all’impatto diretto dell’infezione da COVID-19 in quanto tale, unito a un’impennata delle necessità di accesso all’assistenza sanitaria e aggravato dai requisiti relativi a test, isolamento e quarantena. L’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità è diventato una sfida globale, provocando un crescente bisogno di servizi sanitari interni al Paese o, se non possibile, di evacuazioni mediche.

Ad oggi, le evacuazioni mediche sono diventate notevolmente più complesse: il tempo impiegato per la gestione di tali evacuazioni, relative a casi COVID-19 e non, è infatti aumentato a causa della maggiore complessità organizzativa in termini di logistica e di acquisizione di tutti i permessi necessari.

Un ulteriore aspetto che emerge chiaramente dai dati aggregati ed elaborati da International SOS è dato dai trends su base semestrale relativi alle attività di assistenza rispetto alla mobilità nazionale e internazionale. Per quanto riguarda la mobilità nazionale, l’incremento delle richieste di assistenza in Italia, durante il periodo che va da gennaio 2019 ad aprile 2020 è stato del 7%, mentre l’incremento relativo al periodo che comprende aprile 2020 sino a settembre 2021 è pari al 13%, In particolare, per quanto riguarda la mobilità nazionale, le richieste di assistenza locale sono cresciute da aprile 2020 ad oggi del 73%, mentre il numero dei casi di richieste di assistenza ogni 100 viaggi internazionali è cresciuto nello stesso periodo  di 7.3 volte tanto[1].

Infine, a livello globale, il volume delle allerte security urgenti e a elevato impatto rilasciate da International SOS, che avvertono i viaggiatori di rischi quali attacchi terroristici, disordini civili o eventi climatici estremi, è aumentato dell’80% dal 2019[2]. Attualmente, sempre a livello globale, viene emessa una media di 400 allerte di elevata criticità al mese[2]. La pandemia da COVID-19 ha senza dubbio intensificato le minacce create da disordini civili e in particolare dalla criminalità, poiché l’impatto socioeconomico della pandemia ha messo sotto pressione le finanze pubbliche e private in tutto il mondo e, in alcuni casi, accentuato le divisioni ideologiche preesistenti. Questi aspetti, combinati con disastri naturali ed eventi legati ai cambiamenti climatici sempre più estremi, hanno portato a un aumento significativo delle interruzioni di viaggio, nonché dei rischi diretti per la sicurezza.

L’impatto indiretto a lungo termine del COVID-19 sulla sicurezza continuerà a essere significativo anche dopo il 2022.

L’EVOLUZIONE DEL DUTY OF CARE
Se la ripresa dei viaggi è senza alcun dubbio iniziata, le restrizioni e la complessità rimarranno presenti ancora a lungo. Pertanto, il ruolo del datore di lavoro e il relativo Duty of Care in materia di viaggi si stanno trasformando. Per proteggere la forza lavoro nel modo più efficiente possibile, i datori di lavoro necessitano di travel policy solide e integrate in materia di salute e sicurezza, della possibilità di accedere a consulenza, assistenza medica e intelligence in materia di sicurezza integrate, a livello mondiale, di strumenti digitali per garantire il rispetto delle policy e di una preparazione ottimale dei viaggi.

“Proprio come l’11 settembre ha completamente cambiato le regole per la sicurezza dell’industria del trasporto aereo – evidenzia Pietro Di Comite, Direttore Commerciale di International SOS – la pandemia da COVID-19 ha fatto lo stesso con le pratiche di travel risk management. Un approccio disgiunto ai rischi per la salute e la sicurezza non è più adeguato; valutare l’idoneità dei dipendenti a viaggiare e supportarli durante il viaggio, è ora più necessario che mai”.

IN BREVE
– Da maggio 2021, il numero di viaggi d’affari internazionali ha registrato un aumento mensile del 10% a livello globale. Aumento che si attesta al 13% per i viaggi d’affari nazionali[2].

– Secondo i dati forniti da IATA (International Air Transport Association), l’aumento dei passeggeri nel 2022 raggiungerà il 75% del livello pre-pandemico e il 93% per quanto concerne i viaggi nazionali[3].

– Nei primi 9 mesi dell’anno International SOS rileva una maggiore complessità sia nell’organizzazione dei viaggi d’affari sia nella gestione dei casi di assistenza. A livello globale, il volume delle allerte di elevata criticità è aumentato dell’80% dal 2019 ad oggi[2].

– Il tempo impiegato per gestire casi di assistenza è cresciuto del 30% circa rispetto al 2019, anno pre-pandemia[1].

– I casi richiedenti un’Aeroambulanza si sono dimostrati più complessi del 53% rispetto al 2019 e i tempi di gestione a essi collegati hanno segnato un +115%[2].

– In Italia, Paese votato all’export, il crescente bisogno di informazioni accurate e tempestive rende sempre più complessa l’organizzazione e la pianificazione di un viaggio d’affari.

[1] Analisi basate sui dati di proprietà di International SOS, estratti dai report generati dai Centri di Assistenza nei periodi di riferimento.
[2] Analisi basate sui dati di proprietà di International SOS, estratti dai report generati dai Centri di Assistenza tra maggio 2020 – agosto 2021 e dalle allerte di International SOS nel periodo gennaio 2019 – settembre2021.
[3] Si stima che il numero totale di passeggeri raggiungerà i 2.3 miliardi nel 2021. Numero che crescerà fino a 3.4 miliardi nel 2022, un livello simile a quello registrato nel 2014 e significativamente inferiore ai 4.5 miliardi di viaggiatori del 2019.
[4] Assaeroporti
[5] ISO 31030:2021 Travel risk management — Guida per le organizzazioni


Per l’infografica, cliccare qui.

la Redazione

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