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Selesta Ingegneria : presente e futuro

Selesta Ingegneria : presente e futuro

Cover Story del numero di novembre – dicembre di S News, l'approfondita intervista a Marco Mignacco, Amministratore Delegato di Selesta Ingegneria, azienda che nel panorama italiano si distingue particolarmente, dal momento che si avvale di un'organizzazione che le consente di proporre soluzioni, progettarle, produrle, realizzarle, commercializzarle, installarle ed assisterle direttamente con le proprie strutture.

Signor Mignacco, lei è entrato in Selesta in qualità di AD alla fine del 2012, sicuramente in un momento non facile per il mercato e per l'economia in generale.
Con quali azioni ha ritenuto più opportuno approcciare questa importante realtà italiana della sicurezza, che da più di trent'anni è leader nel controllo accessi e rilevazione presenze nel nostro Paese?

Effettivamente sono entrato in Selesta in un momento difficile per l'intero Sistema Italia. Per quanto riguarda Selesta, sebbene riuscisse a mantenere la sua importante quota di mercato e dimostrasse una buona vitalità, era mia convinzione che avesse bisogno di alcuni importanti interventi volti a innovare il modello di business. Mi sono quindi subito focalizzato su quelle che erano le priorità: assicurare continuità e rilancio alla struttura.
Certamente, determinate scelte in una realtà così articolata e grande come Selesta non sono facili, né sempre attuabili nell'immediato.


A che cosa si riferisce nello specifico?

Ci siamo concentrati inizialmente su due macro aree: la riorganizzazione interna di Selesta e la riorganizzazione dell'area tecnico/commerciale.
Per quanto concerne la riorganizzazione interna stiamo attuando un progetto di riqualificazione di molte figure aziendali e abbiamo sviluppato un piano di contenimento costi senza penalizzare lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche.
Sul fronte tecnico/commerciale, abbiamo deciso di inserire una nuova direzione commerciale totalmente rivolta al segmento PMI con l’obiettivo di sviluppare una rete di rivenditori e concessionari attiva sul territorio in modo capillare con l’obiettivo di  seguire da vicino tutti i nostri clienti. Questa suddivisione ha consentito alla direzione commerciale diretta di operare con maggiore efficacia sul segmento dei grandi clienti, a questa struttura è stata poi affiancata una direzione che abbiamo chiamato “strategic sales”   dedicata ai grandi progetti in un’ottica di system integration rivolta ai grandi committenti come la PA, le grandi banche, la GDO, ed il tessuto della grande industria.


E per quanto riguarda l'assistenza, aspetto fondamentale nel nostro settore?

Altro grande sforzo che abbiamo deciso di sostenere è stato proprio quello di continuare a garantire l'assistenza Selesta ai nostri clienti su tutto il territorio nazionale. Tutte risorse interne di grande esperienza e affidabilità.
Questo perché conosciamo bene la valenza strategica del concetto di servizio e perché la nostra clientela ci conosce per un'azienda che da sempre ha saputo assicurare un servizio di qualità. 


Al di là di queste importanti e significative riorganizzazioni, su che cosa puntate per un ulteriore sviluppo di Selesta?

Nonostante il periodo difficile, le nostre quote di mercato come già detto non sono variate. Selesta Ingegneria conta migliaia di clienti, con oltre 210.000 terminali installati di ultima generazione ed un fatturato di oltre 24 milioni di euro.
Per un'ulteriore crescita di Selesta, abbiamo deciso di investire in particolare in nuove tecnologie come l'NFC e in nuovi modelli di fruizione dei servizi come il Cloud e il Software As A Service. Stiamo investendo molte risorse in ricerca e sviluppo sia nell’area software che nella progettazione hardware allo scopo di avere un portafoglio prodotti sempre in linea con la tecnologia e i modelli di business più avanzati.

In linea con il nostro approccio orientato al cliente più che al prodotto abbiamo stretto importanti partnership  strategiche  con aziende con prodotti e competenze sinergiche allo scopo di proporre al mercato soluzioni complete e integrate.


Intende quindi portare avanti un tema a noi caro, come quello delle reti d'impresa?

Esattamente. Credo fermamente che l'integrazione tecnologica abbia il suo corrispettivo nelle partnership e nelle reti d'impresa.
Oggigiorno il mercato chiede risposte dirette, complete, flessibili, aperte e autonome.
Altrettanto devono essere le imprese che compongono la rete. Tali sinergie consentono di soddisfare maggiormente grandi progetti e grandi commesse, per il vantaggio di tutti.
Il concetto di rete d'impresa permette a ciascuna azienda di portare la propria eccellenza a livello di prodotto e di soluzione. Per questo la somma che ne deriva non è il solo totale dei vari apporti: è molto di più, in tutti i sensi.
In questo modo, il cliente finale beneficia di un risultato superiore a quello che potrebbe ottenere dalle singole entità.  

a cura di Monica Bertolo
 

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