Home » News » Attualità

Cavi resistenti al fuoco: focus tecnico e normative vigenti

Cristiano Montesi, Amministratore Delegato ELAN e Relatore Tecnico al Focus Tour, l’evento itinerante sull’Alta Formazione Antincendio, presenta un interessante approfondimento tecnico-normativo sui cavi resistenti al fuoco.

Buona lettura! 

CAVI RESISTENTI AL FUOCO: FOCUS TECNICO E NORMATIVE VIGENTI

Le normative che sono uscite da 4 anni a questa parte hanno imposto a tutti gli attori del settore antincendio di tenere in considerazione 3 fattori fondamentali nella scelta dei cavi resistenti al fuoco per sistemi di rivelazione incendi (impianti IRAI).

Questi fattori imprescindibili e dove l’uno non esclude l’altro sono:

  • Resistenza al fuoco del cavo
  • Reazione al fuoco del cavo
  • Proprietà elettriche del cavo

La Resistenza al fuoco è quella che da più anni è presente. La EN50200 che determina lo standard della prova di resistenza al fuoco è quella che oramai viene universalmente riconosciuta da tutti. La norma definisce come il test che determina il grado di resistenza al fuoco del cavo deve essere condotto ed attribuisce il famoso PH al cavo. Il cavo ELANFIRE di ELAN ha ottenuto il grado massimo di resistenza: PH120. Questo non significa che il cavo non bruci, ma semplicemente che, pur bruciando lo stesso, garantisca il funzionamento dei sistemi di rivelazione incendio senza che i conduttori vadano in corto circuito.

PERCHÈ ALLORA ATTRIBUIRE GRADI DIVERSI DI RESISTENZA AL FUOCO?

Questo permette al progettista di valutare il rischio ed il carico di incendio e poter prescrivere il cavo più adatto alla situazione. Per esempio, se dovessimo trovarci di fronte ad un magazzino dove gli occupanti sono sempre gli stessi, hanno familiarità coi luoghi di lavoro, sono sempre vigili e sanno quali sono le vie di fuga, allora potrebbe essere sufficiente un cavo PH30 (resistente al fuoco 30 minuti). Se lo stesso edificio, invece, fosse destinato ad una residenza per anziani o ad una struttura sanitaria, dove gli occupanti potrebbero essere di varia natura, potrebbero non avere tutti familiarità coi luoghi ed alcuni di questi potrebbero non essere vigili o avere capacità di deambulazione, allora forse sarebbe consigliato un cavo PH120 (resistente al fuoco 120 minuti) per poter effettuare le operazioni di evacuazione in caso di incendio. Questo proprio perché il nuovo codice di prevenzione incendi responsabilizza il progettista nella scelta dei diversi prodotti da utilizzare, a seguito di una analisi dei rischi legati all’attività e alle caratteristiche dell’edificio di riferimento.

REAZIONE AL FUOCO

La Reazione al fuoco invece è relativamente più recente come introduzione. Con la CEI 20-105V2, infatti, viene introdotto il principio di reazione al fuoco dei cavi resistenti al fuoco. Infatti viene stabilito che i cavi devono soddisfare tale requisito in riferimento alla CPR (UE 305/2011) e devono avere classificazione minima Cca-s1b,d1,a1. I produttori di cavi, per ottenere tale classificazione dei prodotti, devono sottoporsi ad una certificazione di valutazione e costanza delle prestazioni (AVCP: 1+) da parte di un organismo autorizzato dal Ministero dell’Interno, in modo da garantire costanza nella qualità e caratteristiche dei cavi prodotti.

Con la CEI 20-105V2 si differenziano anche i cavi resistenti al fuoco in base alla tipologia di isolamento utilizzato dal produttore: nel caso di cavi isolati con silicone ceramizzante il cavo dovrà essere marcato FTS29OM16  se non schermato e FG29OHM16 se schermato, mentre se isolato con mescola reticolata di tipo E29 e nastro di vetro micato dovrà essere marcato FTS29OM16 se non schermato e FTE29OHM16 se schermato.

PROPRIETÀ ELETTRICHE

La normativa CEI 20-105V2 differenziando le varie tipologie di cavo con le marcature introduce il terzo fattore fondamentale per la scelta del cavo resistente al fuoco: le proprietà elettriche. Infatti le due tipologie di cavo hanno caratteristiche elettriche differenti pur avendo la stessa resistenza al fuoco e la stessa classificazione di reazione al fuoco. La UNI 9795:2021 è molto più specifica e prescrive proprio che “Si rende indispensabile la verifica dei parametri trasmissivi dei cavi (induttanza, capacità, impedenza, ecc.) con i requisiti minimi richiesti dai singoli costruttori di apparati, al fine di evitare malfunzionamenti del sistema stesso”.

Questo sta a significare che nonostante i cavi sembrino tutti uguali, questo non significa che garantiscano un’installazione secondo la regola dell’arte.

La scelta del cavo è fondamentale se si vuole garantire il corretto funzionamento dei sistemi di rivelazione incendi.

La ELAN offre, tra gli altri, cavi resistenti al fuoco di qualità testata e garantisce ai propri clienti una consulenza tecnica e commerciale unica sul mercato dei cavi e della Sicurezza.

di Cristiano Montesi

Condividi questo articolo su:

RIVISTA

Scarica l’ultimo numero in versione PDF.



Fiere ed eventi

S NewsLetter

Rimani sempre aggiornato sulle ultime novità della sicurezza.

Ho letto e compreso la vostra privacy policy.