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Sicep: chiara visione tecnologica e del mercato della sicurezza

Sicep: chiara visione tecnologica e del mercato della sicurezza

Sicep, azienda italiana che opera nel settore della sicurezza dagli anni ’70, da sempre fa del Made in Italy un tratto distintivo della propria strategia. L’azienda, infatti, è ben consapevole della grande valenza che il mercato italiano della sicurezza rappresenta nel mondo.
Per approfondire tali temi S News incontra Raffaele Iodice, General Manager Sicep e Paolo Olzi, Sales Director.

Signor Iodice, è un dato di fatto la forte entrata in campo di players stranieri, anche in questo vostro mercato. Quale la vostra visione in merito?
È innegabile che il mercato italiano abbia visto, negli ultimi anni, la crescita di players esteri che tentano di entrarvi, anche in maniera massiva. Devo dire che, oltre ai blasonati produttori internazionali, oggi vediamo la presenza di distributori esteri che provano a vendere direttamente in Italia, e addirittura vigilanze estere che stanno entrando progressivamente nel mercato. Questa, secondo me, è la conseguenza della globalizzazione: subiamo direttamente e indirettamente i trends mondiali del commercio. Come noi, aziende italiane, tentiamo di esportare all'estero cercando di aprirci a nuovi mercati, inevitabilmente anche i players esteri provano a entrare nel nostro.

Cosa dimostra questo, a suo avviso?
La loro presenza dimostra una cosa molto importante: che il mercato italiano è un mercato dove è presente un'alta cultura della sicurezza, e questo lo dimostrano anche i tanti produttori italiani che abbiamo. Siamo un fiore all'occhiello nel mondo, in quanto a presenza di produttori in un determinato segmento e, pur non essendo un Paese grandissimo, in questo segmento otteniamo numeri importanti e, di conseguenza, vi sono molte ambizioni di crescita, così come la volontà di entrare e conquistare quote di mercato.

Quale la vostra risposta?
Come addetto ai lavori e come produttore, dico che non dobbiamo subire questo mercato e la presenza di players esteri, ma dobbiamo rispondere, ovviamente in maniera razionale e attraverso strategie commerciali intelligenti.
E la risposta principale che noi produttori dobbiamo dare è quella di prodotti all'avanguardia e innovativi. Un prodotto, da un punto di vista tecnologico, oggi deve soddisfare le esigenze del nostro interlocutore, vigilanza o installatore, ma a mio parere dobbiamo guardare anche oltre. È determinante puntare sempre più all'utilizzatore finale, pensando e ragionando secondo il reale interesse e la reale volontà dell’end user, perché alla fine è lui che usufruisce nel quotidiano del sistema di allarme o del sistema di sicurezza che noi produciamo, che il Distributore seleziona e presenta, e che l’Installatore propone e gli installa.

In che modo?
Ritengo che si debba puntare assolutamente alla tecnologia, ma contemporaneamente costruire e realizzare prodotti facili, “user friendly”, e quindi facilmente gestibili da parte dell'utente finale. È questa, a mio parere, la chiave di svolta del nostro mercato: andare sempre più in questa direzione.
Noi, onestamente, come azienda, nonostante il periodo pandemico e le chiusure, stiamo comunque investendo: abbiamo portato, nell'ultimo anno, delle importanti novità sul mercato ed altre stanno uscendo quest’anno. Si tratta di novità molto interessanti che arricchiranno la nostra gamma prodotto.

Oltre alle novità tecnologiche, tengo a sottolineare che noi cerchiamo di portare avanti una strategia commerciale estremamente chiara, condivisa con i nostri partners.
Consideriamo il Distributore un vero e proprio Partner, con cui costruire un progetto di business e di crescita. Credo che la possibilità di creare sinergie fra aziende, soprattutto italiane, sia un elemento chiave. Il progetto Capto, ad esempio, va proprio in questa direzione, tant'è che noi lo abbiamo valutato in tutte le sue sfaccettature e l’abbiamo ritenuto molto interessante, perché alla base si tende a puntare a un'identità nazionale. Nei brands scelti, infatti, ci sono aziende italiane che producono in Italia. È una collaborazione tra società accumunate, nella maggior parte, dal concetto del Made in Italy, dove però, nella scelta del brand, non c’è una sovrapposizione: ognuno ha la propria anima, e questo, ritengo, è un elemento chiaro e fondamentale del progetto Capto.

Passando quindi alle soluzioni, quali le vostre proposte per i Distributori e gli Installatori, signor Olzi?
Tra le soluzioni che meglio soddisfano le necessità dell’utente finale, essendo all’avanguardia nella  tecnologia ma al contempo semplici ed user friendly, spicca DOGMA, che rappresenta un nuovo concetto di sistema d’allarme.

Dogma è una soluzione altamente professionale che dà molte soddisfazioni all’Installatore, garantisce la protezione totale di qualsiasi ambiente ed è anche facilmente installabile. Il sistema Dogma si compone di una centrale antifurto, compatta e completamente wireless che rappresenta l’epicentro dell’intero sistema, una sorta di hub, capace di gestire simultaneamente più funzioni, quali antifurto, video-verifica, vigilanza, domotica e cloud.

Molto interessante anche NIMBUS, il Fumogeno Sicep dalla protezione efficace e rapida, che ci consente di trasformare i classici impianti di allarme in impianti altamente protettivi. In 30 secondi satura una zona di 30-35 m2 ed è un prodotto che si installa molto facilmente.

E, quando la tecnologia incontra il design, ecco che nasce ICON, l’ultima creazione di casa Sicep. Icon è un sistema antifurto modulare, filare e radio, che integra perfettamente molteplici funzionalità operative, quali: allarme, videocontrollo, smart-building, vigilanza e cloud.
Progettato con tecnologie di ultima generazione, Icon è in grado di offrire funzionalità di sicurezza avanzate.

a cura di Monica Bertolo

Nella foto in alto, Raffaele Iodice, General Manager Sicep e Paolo Olzi, Sales Director.

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